Pubblicato il 25/03/2012 23:29:38
Puntuale al termine che si era dato, il Governo ha presentato questa settimana agli italiani la riforma del mercato del lavoro. Il testo in questione, disponibile sul sito del Ministero del Lavoro, consta di 26 pagine. Dopo averlo attentamente letto, proviamo a fare alcune considerazioni. La prima di carattere generale ed una domanda: era proprio necessaria una riforma del mercato del lavoro in questo momento storico in Italia? E questo Governo tecnico ha avuto il tempo necessario per studiare, analizzare e discutere il tema con tutte le parti sociali interessate (partiti, sindacati, organizzazioni imprenditoriali) ? A nostro giudizio una riforma di tale importanza e complessit meritava una maggiore attenzione e riflessione da parte del Governo, soprattutto dopo che si riformato in modo cos deciso laltro pilastro collegato, quello pensionistico che ha spostato in avanti almeno di cinque anni il diritto alla pensione di centinaia di migliaia di persone che erano gi vicinissime allet pensionabile e di dieci anni let per andare in pensione dei pi giovani. La riforma del mercato del lavoro non certamente un tab, ma in questo momento pi che riformare una materia riguardante una merce sempre pi rara, forse appare pi urgente studiare e inventarsi soluzioni nuove che aiutino a creare nuovo lavoro e nuova occupazione in Italia, non in Serbia o in Polonia, non in Cina o Brasile, ma in Campania o in Calabria. Arriviamo alle 26 paginette del testo approvato dal Governo, suddiviso in tre parti. La prima, quella che dovrebbe riformare lentrata nel mondo del lavoro e quindi riguarda i giovani, a mio parere delude le aspettative. Nelle intenzioni espresse dal Governo, dovrebbe contribuire ad una maggiore stabilizzazione delloccupazione giovanile spostando lago della bilancia, finalmente, verso i contratti a tempo indeterminato. Nei fatti, leggendo quanto contenuto nel documento, mi sembra che questa intenzione sia tutta da dimostrare e molto dipender dai controlli che verranno attuati per verificare il corretto comportamento e applicazione delle nuove norme da parte delle aziende. La mia impressione che, fino a quando il lavoro sar una merce rara, il coltello dalla parte del manico lo avranno le aziende, non i giovani in cerca di occupazione. Ed ora arriviamo alla seconda parte, quella che riguarda la flessibilit in uscita e tutela del lavoratore come recita il testo. Qui la disciplina pi lineare e si capisce subito lobiettivo che si pone il Governo. Nel caso dei licenziamenti oggettivi o economici, il testo recita: ove accerti linesistenza del giustificato motivo oggettivo addotto, il giudice dichiara risolto il rapporto di lavoro disponendo il pagamento, in favore del lavoratore, di unindennit risarcitoria onnicomprensiva, che pu essere modulata dal giudice tra 15 e 27 mensilit di retribuzione, tenuto conto di vari criteri. Quindi nessun diritto al reintegro del posto di lavoro. Inoltre, per accelerare la risoluzione delle controversie in tema di licenziamento, il Governo propone, di concerto con il Ministero della Giustizia, di introdurre un rito speciale dedicato a tali controversie, cos che il dipendente licenziato avr subito il contentino economico, ma non pi il lavoro e le aziende che hanno licenziato il dipendente per motivo oggettivo, potranno in breve tempo chiudere la pratica. Per le altre cause di licenziamento, quelli discriminatori e quelli soggettivi / disciplinari, nulla cambia. Ma chiaro a tutti che unimpresa si guarder bene da addurre come causa del licenziamento una discriminazione o un motivo soggettivo. Lonere della prova a carico della parte pi debole, cio il lavoratore. Non mi pare ci sia da aggiungere altro. Il testo prosegue con una terza parte riguardante la riforma degli strumenti relativi agli ammortizzatori sociali, ma qui si entra in un campo molto tecnico che francamente ci induce a sospendere il giudizio, fatto salvo quello di carattere generale. Un sostegno ai lavoratori che hanno perso il lavoro, soprattutto a quelli pi anziani, ma che non hanno ancora maturato il diritto alla pensione occorre garantirlo. Ma occorrerebbe garantire anche una nuova opportunit lavorativa, sfruttando anche lesperienza accumulata negli anni da questi lavoratori. In questo campo mi sembra che le Regioni e i Comuni possano svolgere un ruolo determinante avendo una conoscenza capillare di quello che pu offrire il proprio territorio in termini di sviluppo di nuove realt imprenditoriali. Il documento si chiude con dichiarazioni di principio riguardanti il diritto al lavoro dei disabili, il contrasto del lavoro irregolare degli immigrati, le politiche attive e i servizi per limpiego, ma sono tutti enunciati teorici che dovranno poi trovare attuazione in successivi provvedimenti legislativi. Nel complesso, a parte la radicale modifica dellarticolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, non ci pare di scorgere nel documento significative innovazioni della materia del lavoro. Pensare (ma potrei dire sperare) che da questa riforma, cos come impostata, possa arrivare una spinta allo sviluppo e alla ripresa economica ci sembra irreale. A quali conseguenze andremo incontro se passasse una formulazione dellarticolo 18 cos concepita? La mancata tutela del dipendente dal licenziamento oggettivo, che qualsiasi azienda potr benissimo invocare creando ad hoc crisi aziendali pilotate per dimostrare che i licenziamenti sono necessari per evitare il trasferimento allestero o la chiusura dello stabilimento, porter con s un peggioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti. Questo facilmente intuibile; se alle Aziende viene aumentato il potere contrattuale rispetto ai lavoratori, questi ultimi in prospettiva subiranno una diminuzione in termini di diritti, tutele, sicurezze ed anche ipotizzabile in termine di aumenti salariali. Ma questo aspetto, non considerato a quanto pare dal Governo, non va a vantaggio delle aziende che avranno una forza lavoro sempre meno motivata e propositiva mentre invece le aziende vincenti, quelle leader di mercato come si usa dire, in tutti i Paesi del mondo, ripongono nel benessere in senso lato del proprio personale unarma strategica e vincente. Per il momento mi fermo qui. Tantissime altre sono le considerazioni che si potrebbero fare e che abbiamo in parte gi affrontato sulle pagine di questo sito. Il cammino della riforma, per fortuna, ancora lungo prima che la stessa diventi Legge dello Stato in Parlamento e pertanto avremo altre occasioni per affrontare largomento nelle prossime settimane. Unultima curiosit. Cosa direbbe Fantozzi al Mega Super Capo del Governo Mario Monti in merito alla riforma del mercato del lavoro?
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