Pubblicato il 03/01/2022 20:19:24
BABA
C una donna con la gonna lunga che sosta ogni giorno sotto il campanile o allingresso della Casa di Cura. Quando fa molto freddo, indossa una giacca a vento ma ai piedi ha sempre le solite ciabatte dalla zeppa scalcinata. Chiede lelemosina ai passanti, rivolgendosi loro con parole affettuose invocanti benedizione e quella dolcezza slava che sa di fiaba raccontata davanti al focolare. robusta, tarchiata e con un aspetto pittoresco. Vorresti scansarla. Negare a te stesso i suoi bisogni, la sua realt. Pensi che faccia parte di qualche racket e che raccolga soldi per un perfido Fagin. E poi, in definitiva, non ti importa veramente di lei. Per un attimo ricordi le zingare: quando eri bambino, viaggiavano su un carro di legno e rubavano i polli dalle case di campagna o accettavano un tozzo di pane. Nella sua gonna lunga e variopinta, nel suo foulard di lana a fiori, nella sua mantellina prodotto di qualche telaio a domicilio il tempo si fermato. Le dai una moneta, poi unaltra. cos insistente e vuoi togliertela di torno al pi presto. Lei ti ha adocchiato. Forse convinta che da te pu ottenere. Tu speri che sintrattenga con qualcun altro che ha fermato lungo la strada, ma il suo locchio non ti perde, sempre pronto a seguirti tra la folla. Ti appresso, ti rincorre. Tu chini il capo, stringi i denti, irrigidisci la mascella, acceleri il passo ma la Baba Jaga ti dietro. -Ti ho gi dato, perch insisti ancora? - -Non ho nulla da mangiare, mama. Dammi cinque euro! Ecco, poi ne vorr dieci, da portare alla sua associazione criminale, al suo Fagin. Ma stamattina sei in vena. Cinque euro sono irrilevanti. E per caso li hai nella tasca destra del cappotto. -Dio ti benedica, il Signore te ne dar di pi. Non vorresti, ma ti piace sentire quellaugurio. La rincontri ancora. Ormai staziona nei pressi della tua via. E di nuovo ti chiede. Ti senti avvolto nel risucchio del suo modo. Non la guardi bene in faccia. Hai paura di incontrare il suo aspetto trasandato, il viso sgualcito da una notte passata chiss dove, i segni di una miseria che imbarazza. E poi, un giorno, succede che ti si para davanti. Ti vuol parlare durgenza, non riesce a tacere. Chiss perch proprio a te, tra tanti che passano per la via. Ti fermi, non puoi darle un calcio e non vuoi neanche offenderla. Alzi il viso e finalmente la vedi. Non ha laspetto della Baba Jaga. C qualcosa di dolce nei suoi lineamenti, gli occhi sono grandi e azzurri sopra la chirurgica spiegazzata e, mentre ti parla, si riempiono di lacrime come nei racconti. Sciorina una storia nel suo italiano stentato che condensa la necessit di tornare al suo paese, le angherie del marito brutale emigrato in Germania, i bisogni delle figlie affidate alla nonna, la richiesta di ottanta euro per il viaggio in pullman. Aggiunge altri particolari in modo confuso e disordinato che riguardano il permesso di soggiorno e le difficolt a regolamentare il rimpatrio. Ti trasmette il suo stato. Tu sposti lo sguardo sulla valigetta in pelle nera che penzola dalla tua mano destra, il cappotto Schneiders in panno antipioggia, le scarpe testa di moro di nabuc. Poi, la osservi un posvanito. Ti chiaro solo che ha bisogno di ottanta euro e pensi che luso delle carte riduce al minimo i contanti nel portafoglio. Sospiri, resti per un attimo immobile respirando nella tua mascherina nera appena cambiata. una donna che ti chiede aiuto. Una madre che si trascina nel fango della sua esistenza, nella miseria della sua farsa. Sai che devi farlo. Lo sapevi fin dallinizio. Lhai sempre saputo. Non avrai la conferma che quei soldi saranno serviti per il viaggio di ritorno, ma dopo ti sentirai meglio, ti sentirai molto buono, anche se avrai compiuto solo un piccolo gesto.
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Teresa Cassani, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|