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Due inediti


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Pubblicato il 08/11/2010 12:00:00

*

Degli occhi quali specchi,
sistemi di universi in espansione,
si leggano sentieri d’oltre
con direzione retta
brandello conteso di principio.
Zingare dimore le carezze
le zagare distendono le note.
Percorsi della caccia
esalano vapori di tossiche razzie.
.
Eco battente solfeggiata
voce con sintonia di donna.
Assumo qualità di guastatore
nell'intimo dominio di giornata.
Si limita l’azione dirompente
carente in tregua.
Come un concerto a tuba,
fuori dal piatto,
e timpani a ridosso d’arpa
mi lascio a increspature di materia
sorprese raddoppiate nello spasmo.
.
Dodecafonico ritorno musicale
offre le variazioni in tema d’orneblenda
l’impressionismo d’acquerello a macchie
chiude placato opima raccolta.


*

EPILOGO DI MAGGIO

Del maggio esistenziale
ridotto nella sindrome del tempo
rimane l’aura nera
e la camelia bianca che indossa la signora.
L’Alba dipinta su muri sgretolati
e un’afa impenitente che fonde primavera.
Di maggio si dilegua tutto
i petali di rosa,
i dardi che trapassano la storia
i nomi assimilati nella pena.
Indugia solo una tortura:
l’attesa lunga un anno
di alacre fioritura.

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