Pubblicato il 07/11/2022 14:32:02
PER UNA CASA
l che protende la sua cima bruciata verso il cielo. Le travi lunghe, nere, lasciano vedere il retro con i rami degli alberi negli squarci ampi del tetto: le aperture dicono della devastazione. La costruzione antica mostra la sua faccia sfigurata, le persiane carbonizzate precipitate ai suoi piedi. Una violenza inaudita, una follia senza senso si abbattuta, allo stesso modo delle mitragliate di ottanta anni fa, sulla signora di pietre che ora rivolge una muta preghiera verso l'alto. Ci raccogliamo a guardare nel recinto delimitato dal nastro zebrato bianco e rosso, mentre i vigili del fuoco issano gli elmetti sulla testa. I carabinieri varcano il cancello, dalla parte laterale per non togliere i sigilli, e rimangono immoti lungo la salita. C un senso di ferma nellaria, di sospensione dei pensieri, di emotivit latente. Nessuno commenta, nessuno esclama: non ce n' bisogno. Dobbiamo recuperare degli oggetti. A me preme la macchina, rimasta nel garage, a mio cugino i quadri che suo padre don al cognato. Ci sarebbero dei mobili antichi da salvare, dei piatti belli, ma adesso non siamo in grado di pensare: accusiamo il colpo allibiti, ci rivoltiamo nella stanchezza delle energie perse. Sul retro, c una grata divelta in parte e piegata allins. Il vetro della finestra corrispondente rotto. Il portone dalle ante massicce scardinato e aperto. E' vietato entrare, possiamo solo guardare. Ai carabinieri interessa trovare la pistola, regolarmente denunciata presso la caserma: il maresciallo teme che sia stata rubata e che potrebbe causare guai. Salgono al primo piano. Io penso che sia andata smarrita. Chiss che cosa ne ha fatto mio padre. E invece mi sbaglio. Dopo un quarto dora, scendono con un sacco militare in mano pieno di munizioni, un sestante, un cannocchiale e una scatola impolverata dove custodita la Smith e Wesson del vecchio proprietario. Missione compiuta: hanno espletato il proprio compito e il maresciallo ha gi concluso che le fiamme si sono propagate perch i visitatori notturni, dopo aver messo a soqquadro le stanze, hanno buttato negligentemente una cicca da cui, la prima sera, si sviluppato lincendio in una camera, e in seguito, nella seconda giornata, lautocombustione all'interno delle travi ha diffuso le fiamme nell'area del solaio. Tutto considerato risolto. Si sa che dei balordi la stessa notte hanno messo a punto in zona, nel raggio di venti chilometri, assalti ripetuti ai danni di abitazioni disabitate e perci anche di questa. La faccenda chiusa. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Per una casa, nido di affetti. Testimone di un secolo. Deposito di antichit e ricordi. Piccolo museo di civilt contadina. Archivio fotografico di passate memorie.
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