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Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VII Edizione 2021
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Ritorno

di Chiara Marcacci
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Pubblicato il 02/02/2010 09:24:02

RITORNO

Mi chiamo Dolly, ma non devo il mio nome a pizzi, trine e fronzoli, come si potrebbe pensare.
Sono un tipo piuttosto essenziale, che dalla vita non pretende molto e che ha saputo incassare anche dei duri colpi, sempre rialzando la testa e guardando avanti.
Non ho granché da ricordare, nella mia vita c’è poco, e allo stesso tempo c’è veramente tanto.
C’è stato un uomo, nella mia vita: odore di legno, di sigaro; suono di chitarra e dondolio di una poltrona di vimini, accanto alla quale mi accoccolavo volentieri, non chiedendo di più di uno sguardo e una carezza.
Poi, una notte, inquietudine e quel senso particolare, che non è nemmeno il sesto, che ti dice che non tornerà più a casa, che non rientrerà dalla porta, che non chiamerà più cercandomi.
C’è ancora una donna nella mia vita: odore di pulito e cibo buono, sguardo un po’ stanco e calore accogliente. E’ l’unica a cui permetto commenti sul mio peso e sulle mie rotondità, esagerate un po’ dall’età e molto dal mio debole per la buona cucina.
Questa donna torna sempre e io aspetto di sentire i suoi passi e la sua voce, e vivo per rivederla.
Ho paura che qualcuno non torni e resto ferma dietro alle porte aspettando fedele.
Ci sono due bimbe nella mia vita.
Una è grande, ora torna in un’altra casa.
Una parte col suo zaino e quando torna lo appoggia sulla poltrona a dondolo.
Io sono contenta di queste persone nella mia vita e, nonostante la paura di non sentirle tornare, continuo comunque a scodinzolare.



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