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La benedizione

di Teresa Cassani
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Pubblicato il 03/01/2023 09:30:09

LA BENEDIZIONE

Alle sedici e quaranta le campane cominciano a suonare. Deve uscire di casa subito se vuole scegliere il posto in chiesa.
Si concede unultima occhiata allo specchio. Labbigliamento le si addice: un giaccone grigio perla con inserti in tinta, pantaloni sobri ma eleganti, scarpe e borsa abbinati. Non ha avuto tempo per la messa in piega: l'inverno rigido la costringe a indossare il berretto di lana, e adesso i capelli fini spiccano radi e disordinati in cima al capo.
Del resto, Viviana da anni porta una treccina smilza, forse per apparire pi giovane o forse per non andare pi dal parrucchiere, ma lei non potrebbe imitarla.
Il tragitto breve, lungo una via acciottolata in cui si accalcano le persone sotto i rintocchi delle campane che battono l'aria fredda.
Una leggera malinconia la prende mentre sale la gradinata d'accesso al Duomo.
Viviana gi al consueto posto della fila laterale destra, poco oltre il centro della navata. Ha macchie scure in faccia, occhiaie bluastre e sporgenti. Gemma non osa chiederle del suo stato di salute perch non le direbbe niente, come ha sempre fatto.
Uno sguardo dintesa ed entrambe sono sedute luna vicina allaltra.
Viviana, come al solito, indossa un piumino lungo e nero che accentua l'incarnato scuro del viso. Continua a incaponirsi con i colori tetri.
Venti minuti al freddo nellattesa della celebrazione sono sufficienti per i pensieri pi insidiosi.
Che cosa ci sia andata a fare la sorella a Desenzano una domanda che Gemma non ha smesso di porsi. Viviana avrebbe dovuto convincere il marito a rimanere in citt, che il lago ce lavevano anche loro. Gemma ha sempre saputo che con quello Viviana non aveva nulla da spartire. che voleva sposarsi. Sposarsi. Bella roba. Come se fosse facile trovare la persona giusta. La maggioranza si adatta. Sposarsi. Ma non le era bastato il matrimonio infelice di mamma e pap? Quella sofferenza e la tristezza respirata in casa per anni?
Certo, lei ha fatto una scelta diversa. Dedicare la sua vita allinsegnamento stata missione salvifica. Se anche Viviana avesse imboccato quella strada, si sarebbe risparmiata tanto dolore e adesso non vivrebbe la frustrazione dei fallimenti. In fondo, avevano seguito gli stessi studi umanistici. E Gemma ha tenuto vive nella mente le conoscenze, invece Viviana, per compiacere quello, ha fatto la casalinga, la bambinaia, la serva. E poi, vedi come andata a finire?
Venti minuti e poi mezz'ora. Gemma mal sopporta l'attesa. I suoi pensieri sono riflessioni ripetute, incollati come aghi di pino a rami vecchi pieni di resina. L anima una trottola che gira su argomenti dibattuti troppe volte, senza una reale soluzione o soddisfazione.
Si volge a guardare il profilo della sorella che pare raccolta in preghiera o assorta nei suoi pensieri. Poi, guarda lorologio: sono gi le cinque passate. Che cosa aspetta il prete a dar avvio alla Messa? Il Duomo pieno di fedeli, il coro, a destra dellaltare, pronto per lattacco dell'organo. E intanto si muore di freddo. Dicono crisi energetica, ma si sa che loro piangono sempre miseria. Le candele da accendere davanti alle statue sono dei moccoli da inserire in cilindri colorati e costano un euro l'una.
Ah, ecco! Finalmente uscito il monsignore avvolto nei paramenti. Davanti a lui la teoria dei chierichetti con la croce e l'incenso, e il concelebrante con lo sguardo sempre basso.
Gemma tira un sospiro di sollievo. E anche Viviana. Il freddo deve averle attanagliato i polpacci avvolti nelle calze fini. Chiss perch si sempre rifiutata di indossare i pantaloni .Viviana tutto un mistero, che Gemma non mai riuscita a decifrare.
Il monsignore ha dato avvio alla messa. I canti muovono le emozioni e Gemma attende lomelia.
iniziato un nuovo anno e molti saranno felici di essersi lasciati alle spalle il vecchio che, per, non giusto dimenticare perch anche in esso, nonostante tutto, il Signore ha lasciato i segni della sua benedizione. Noi, a volte, siamo dei giudici troppo severi: dobbiamo imparare a meditare di pi. Ecco, meditare. Non si deve attribuire a questo verbo il significato di unazione che ci aliena dal mondo, che ci relega. Meditare nel suo significato originario equivale a: curarsi di qualche cosa, riflettere. E se impariamo a riflettere, impariamo a capire che non ci capitano solo quelle avversit che chiamiamo maledizioni, ma che il nostro cammino, nonostante i nostri errori, sempre accompagnato dal bene che Dio ci vuole, cio dalla sua benedizione.
E noi ci dobbiamo chiedere se siamo, se siamo stati nellanno che passato, benedizione per qualcuno. Magari proprio per le persone a noi pi vicine, che, a volte non consideriamo.
Gemma rivolge il viso verso Viviana: la sorella ha le palpebre abbassate e si stringe nel piumino nero. Tiene le braccia strette attorno al busto che rivela la sua magrezza. immobile in quella posizione e sembra fuori dal tempo e dallo spazio.
Poi, improvvisa, stacca una mano dalla presa sul gomito e, come faceva da ragazza, afferra la treccina smilza che le esce dal berretto di lana e lattorciglia attorno al pollice.
Gemma avverte nellanima una tenerezza nuova.




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