Pubblicato il 11/04/2008
In questo romanzo lautore abbandona le atmosfere noir e un po poliziesche dei suoi precedenti lavori ma non abbandona le amate Langhe e uno dei suoi famosi personaggi: il nobile Zeno di Lauriano, questultimo sar una piccola comparsa, mentre la valle del Bormida ha lo spessore di uno dei protagonisti nella vicenda. Usando come sfondo questa parte del Piemonte, Farinetti ricama un vero e proprio arazzo descrivendo la vita della famiglia Valletto, le tre sorelle Anna, Carla e Lena e vari parenti e amici che ruotano intorno alla loro fattoria detta per lappunto il Valt. Attraverso le vite di questi personaggi lautore ci racconta la vita dei Piemontesi di quelle zone dalla Seconda Guerra Mondiale, sino ai giorni nostri; la guerra la grande nube nera che di tanto in tanto riappare col suo carico di brutture e fa calare qualche refolo gelido sulla vita della famiglia durante tutto il dipanarsi della vicenda, ed dalla guerra che trae anche origine il segreto del titolo, che aleggia per quasi tutta la narrazione e verr raccontato verso il finale, sebbene non ci voglia molto ad immaginarselo durante la lettura. Nei lunghi anni coperti dal racconto, nelle Langhe avvengono altri fatti spiacevoli, come lalluvione o lavvelenamento di abitanti e territorio da parte di una azienda chimica, inoltre fa anche la sua apparizione Beppe Fenoglio, che offre lo spunto allautore di raccontarci di un serial killer langarolo. Il romanzo ci mostra come questi avvenimenti su grande scala si riflettono nellambiente familiare, come la Storia, bench fenomeno di massa e generalizzato, ha una influenza ben precisa su ciascuna persona che si ritrova a viverla, e, sebbene gli storici non ricorderanno mai i nomi di tutti coloro che hanno avuto parte a fenomeni cos vasti, ognuno ha dato il suo apporto e ne stato partecipe. Ma il vero pilastro della vicenda il sangue, quello intangibile, che lega saldamente i membri delle famiglie e crea legami indissolubili anche tra persone che non si sono mai incontrate e che vivono a migliaia di chilometri di distanza; e lautore dissemina il libro di analisi sullinluenza che hanno i legami familiari sia nel momento delle scelte, sia come protezione nei momenti di pericolo o di spavento. In questo romanzo lamore non familiare, invece, non riesce ad attecchire, quasi intimidito dallenorme quantit di amore che circola fra i componenti della famiglia, sta sempre un passo indietro, non riesce ad esprimersi, a fiorire. Allinizio parlavo di ricamo, non casualmente, perch quello che pi colpisce in questo romanzo leleganza meticolosa con cui scritto, con mano abile e leggerissima che sa accostare tutti i colori in modo naturale ma non casuale per descriverci tutte le situazioni e i cambiamenti della natura nellavvicendarsi delle stagioni. Farinetti ci porta avanti e indietro negli anni, ci fa spostare per i boschi, ci fa ascoltare i pensieri di ogni personaggio con una maestria davvero notevole, lautore tiene saldamente le fila di tutta la vicenda, a volte questi fili sembrano ingarbugliarsi, ma con poche frasi tutto ritorna fluido. Le colline delle Langhe sono descritte con accenti poetici e molto raffinati e si percepisce intatto lamore che Farinetti ha per queste zone. Un romanzo molto bello, intimo e corale, che ricorda un po la tradizione ottocentesca, ma assolutamente attuale nel suo affrontare serenamente tutti gli aspetti della vita di una famiglia nel corso di pi di mezzo secolo, aspetti che talvolta non si possono raccontare nemmeno in seno alla famiglia stessa. Farinetti dimostra una notevole maturit e una assoluta padronanza della lingua, ci regala questo romanzo che non esito a definire davvero molto buono, ben scritto, elegante e godibile per tutte le sue 246 pagine, ricche senza essere pesanti, in cui si denota lamore: per la famiglia, per lambiente e cosa da non sottovalutare per la lingua italiana.
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