Pubblicato il 20/09/2023 14:01:09
RESISTERE
-Di situazioni come questa io ne ho affrontate tante e le ho risolte tutte. Ora pensaci tu! - gli disse il capo con tono risoluto, e lo guard diritto negli occhi. Aveva appena chiuso una lunga, estenuante telefonata con un cliente ed era fermamente deciso a passargli la palla avvelenata. Alessandro, impalato davanti alla scrivania del superiore, allarg il torace inspirando laria viziata dellufficio che subito espulse accompagnata da un piccolo raschio fastidioso: non si era ancora liberato dalla laringite, lascito di una lunga esposizione agli effetti venefici dellaria condizionata sorbita per un numero imprecisato di ore durante il recente viaggio in Malesia. S, perch lamico, con cui aveva accettato di condividere le tre settimane scarse di vacanza nelle isole dei pirati, gli aveva imposto voli a prezzi minimali. Risultato: quattro infiniti scali allandata e altrettanti con laggiunta di un quinto, al ritorno, a causa di un disguido dovuto alle operazioni on line gestite in autonomia e anticipatamente. -Va bene- rispose il project manager- curando di offrire una tonalit di voce senza acuti. Ci teneva a sintonizzarsi con la formale pacatezza del superiore. -Quanto tempo ho? - chiese soltanto. -Lappuntamento stato fissato per le quindici di domani. Dai, venerd: dopo si festeggia. -Bene- soggiunse Alessandro, facendo dietro front per raggiungere la postazione piena di monitor e di carte accumulate. Ogni mattina cercava di mettere ordine alla scrivania e ogni pomeriggio finiva sommerso dalle scartoffie. Pens che, per risultare persuasivo, doveva essere logico e consequenziale. Avrebbe dovuto ammettere, presentandola come uneventualit possibile e non come una certezza, il mal funzionamento dei flessibili ad aria compressa. Quei pezzetti di gomma lunghi mezzo metro, che collegavano le bombole di riserva ai motori davviamento, avevano sempre dato dei problemi e questa volta il cliente esigeva al pi presto una risoluzione. La Fincantieri non voleva vendere alla Marina Militare Italiana un prodotto difettoso. Alessandro sent accentuarsi il fastidio della laringite mentre compilava le fatture e premeva invio. Codice, salva, invio. Codice, salva, invio. Salva, invio. Invio. Invio. Pigiare il dito su quel tasto equivaleva a far scoccare le frecce col suo arco per colpire il bersaglio a cerchi concentrici che teneva in cortile. E una, e due, e tre, e quattro Era una ripetitivit che scaricava la tensione, anche se in situazione normale risultava alienante. -Vuoi un po di succo? Marilena, materializzatasi improvvisa accanto, gli aveva appoggiato una bottiglia sul piano del tavolo. - Grazie, ma lo sai: quando sono in servizio non bevo- fece un mezzo sorriso per stemperare. -Ma che virtuoso! Per, non hai detto che hai mal di gola? -S, ma i succhi di frutta mi scombinano lo stomaco. E poi mi conosco: non mi piace perdere la concentrazione soprattutto quando faccio ste operazioni ripetitive. Perch poi mi vien voglia di smettere e non finisco pi- le disse alzando il capo e guardandola con aria scherzosa e allusiva per non risultare pesante. Marilena riprese la bottiglietta del succo, gir i tacchi e raggiunse la collega che puliva con lalcol linterno di un armadietto. Lui non avrebbe voluto, ma non poteva fare a meno di trovarla piuttosto banale. Lei non esprimeva interesse per alcun argomento, non leggeva libri, non conosceva il significato di alcune parole di uso abbastanza comune. Si illuminava soltanto quando parlava dei figli. La sua gioia si destava nel richiamare tutto ci che atteneva alla vita dei figli. Lei provava una certa soggezione di fronte al project manager che sembrava sempre informato su tutto, competente in tutto, e a lui dispiaceva: non avrebbe voluto che fosse cos. Perch era anche gentile, fondamentalmente timida e dimessa. Sul lato opposto cera Arianna, la back office manager, decisamente pi aggressiva, spesso indiscreta. I suoi abiti facevano cogliere intenzioni rampanti, il suo linguaggio, forse espressivo per lei o per qualcuno, poteva definirsi grossolano, vale a dire sboccato. Era stata lei che aveva chiesto informazioni a conoscenti comuni sulle referenze di Alessandro, prima che venisse assunto dallazienda. E questo, anche se solo a livello inconscio, lo condizionava quando se la trovava davanti.
La video chiamata delle quindici ebbe luogo con una puntualit cronometrica. Dentro le rispettive finestre in cui si ripartiva lo spazio della schermata comparvero le facce del suo direttore, del responsabile tecnico, del responsabile sala macchine di Fincantieri. Lintroduzione del direttore fu riepilogativa. Durante il collaudo della nave, sia a prua che a poppa i marinai avevano visto che nei giunti ad aria compressa si formavano bolle e successivamente era comparso il ghiaccio. Questo non andava bene. Se nel giro delle prove a mare davanti a La Spezia era accaduto ci, chiss che cosa sarebbe capitato nel corso di una traversata. La parola pass al responsabile sala macchine che rafforz il discorso rimarcando la reazione dei marinai. Quel ghiaccio aveva spaventato molti. Alessandro conosceva il retro pensiero di qualche suo collega, un po di ghiaccio non determinava di certo laffondamento o il blocco della nave militare e la Fincantieri avrebbe anche potuto soprassedere, ma lui non doveva far filtrare nulla e applicare, invece, la strategia comunicativa che aveva in mente. Disse che lazienda si considerava responsabile del problema e che le possibilit di risoluzione erano due: o si procedeva alla sostituzione dei pezzi non conformi, o si studiavano dei correttivi per ovviare allinconveniente ma, per questa alternativa, occorreva pi tempo. In ogni caso avrebbero provveduto a informare lazienda madre in Germania. Gli intervenuti in collegamento mostrarono le loro facce di profilo e si passarono messaggi verbali e non verbali. Poi, il volto del responsabile tecnico si fece pi grande nello schermo. Disse che concordavano. Seguirono saluti abbastanza accattivanti, pur nella loro artificiosit, prima che il collegamento venisse interrotto. Adesso non rimaneva che telefonare allazienda madre tedesca per pianificare. Alessandro era soddisfatto: la prova poteva dirsi superata come gli trasmise lo sguardo del capo, subito dopo laperitivo. Marilena si mantenne fedele alla sua anima materna: -Bravo Alessandro, sei stato molto in gamba e hai chiuso loro la bocca- gli disse complimentandosi. Alessandro appoggi sul tavolo il bicchierino con il prosecco che stava per portarsi alle labbra e le strinse la mano. -Grazie, Marilena, sei molto gentile- rispose sprigionando gratitudine. Forse cera un po di piaggeria in quella esternazione, ma lapprezzamento gli fece piacere. Non negava a s stesso che i riconoscimenti compensavano lalienazione delle giornate rutinarie in cui pi che project manager si sentiva un ragioniere frustrato. Inoltre, quei fastidi postumi di una vacanza allucinante avevano trovato il loro piccolo balsamo. Riport il bicchierino di plastica alla bocca, pensando di poter gustare con le papille tese il sapore del vino spumante che avrebbe dato sollievo alla gola arsa. Ma, mentre era intento alla sacra deglutizione, sent il rumore dei tacchi a spillo della back office manager che lo aveva raggiunto alle spalle. Si volt. Davanti a lui stava la capa delle impiegate, come tale lei si reputava, in gonna nera aderente e succinta, maglietta a losanghe nere e fucsia opportunamente scollata, nellatto di esprimere s stessa. -Ehi, Alex, ho saputo che ti hanno fatto il clo! disse con la sua bocca larga in cui il rossetto si era rappreso agli angoli. Alessandro sent un bruciore acuto allo stomaco e la necessit di ruttare. La guard inespressivo per qualche secondo, si mise due dita sulle labbra mentre lo prendeva veemente un naturale desiderio di aggredirla con le seguenti parole: Sei priva di sensibilit, inopportuna e rozza! Non rappresenti proprio un valore aggiunto per lazienda: molto meglio Marilena che, nei suoi limiti, pi sensata e con pi tatto. Ma non poteva. Doveva riappropriarsi del controllo del Super Io e dare forma a una reazione pacata e conveniente. Allora mut espressione, alz il bicchierino mimando il brindisi, e le sorrise. Le sorrise strizzandole locchio. Le sorrise. Semplicemente le sorrise. Con piccola, necessaria, sottile ipocrisia.
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