Pubblicato il 08/05/2012 23:09:06
Nello scorso mese di marzo uscito il nuovo lavoro di Antonio Spadaro: Cyberteologia, sottotitolo: pensare il cristianesimo al tempo della rete. Con questopera Spadaro si conferma tra i principali studiosi italiani dei rapporti tra il w.w.w. e la religione cristiana, tra la rete e la teologia cattolica, cio universale, come la rete. In poco pi di centotrenta pagine il gesuita direttore de La Civilt Cattolica analizza i cambiamenti che inevitabilmente sono intervenuti nel nostro modo di pensare e di agire dallaffermarsi della rete. La rete scrive Spadaro nellintroduzione, non uno strumento, ma un ambiente nel quale noi viviamo. E se abbiamo uno smartphone acceso in tasca siamo sempre dentro la rete. La domanda quindi , se la rete cambia il nostro modo di pensare, cambier , o gi cambiato, anche il nostro modo di vivere la fede? Da questo incipit prende avvio lanalisi profonda, acuta e originale dellautore. Vengono declinati i paradigmi che caratterizzano la rete e che, al momento, ne determinano lo sviluppo: i motori di ricerca, la visione shuffle, il sistema push e quello pull, le applicazioni Instapaper e cos via. Ci che a Spadaro interessa mettere in luce che la sfida dunque non deve essere come usare bene la rete, come spesso si crede, ma come vivere bene al tempo della rete. In questo senso la rete non un nuovo mezzo di evangelizzazione, ma innanzi tutto un contesto in cui la fede chiamata ad esprimersi non per una mera volont di presenza, ma per una connaturalit del cristianesimo con la vita degli uomini (pag. 22). Che tipo di Chiesa presente in rete? Una Chiesa liquida, senza autorit, una Chiesa hub? Spadaro, pur sensibile alle novit che la rete porta con s, rimane in comunione a ci che la Chiesa da sempre insegna agli uomini e cio che impossibile che la realt virtuale sostituisca lesperienza reale di una comunit cristiana visibile e storica, cos come non possibile sperimentare in rete i sacramenti e le celebrazioni liturgiche. Nel libro sono molteplici i riferimenti a documenti vaticani che testimoniano ci. Quello che emerge dalle pagine del libro lamore che la Chiesa porta al creato, creato da Dio, e il desiderio che nulla rimanga inesplorato e dimenticato. Ne consegue che il cristiano chiamato a testimoniare anche nella rete la gloria di Dio e la risposta vivente ai bisogni delluomo che Cristo. In questo senso il concetto di testimone e testimonianza nella rete merita una seria riflessione da parte di ogni cristiano che naviga nel web. Per concludere: La cultura digitale pone nuove sfide alla nostra capacit di parlare e di ascoltare un linguaggio simbolico che parli della trascendenza. Ges stesso nellannuncio del Regno ha saputo utilizzare elementi della cultura e dellambiente del suo tempo: il gregge, i campi, il banchetto, i semi e cos via. Oggi siamo chiamati a scoprire, anche nella cultura digitale, simboli e metafore significative per le persone che possono essere di aiuto nel parlare del Regno di Dio alluomo contemporaneo. Questo libro unesaltazione, nel senso di valorizzazione, degli aspetti positivi che si trovano nella rete ed scritto con tanta passione per lingegno delluomo che ha creato il w.w.w. , nuova frontiera, nuova terra di missione per il cristiano del ventunesimo secolo. Completa lopera una ricca Bibliografia che testimonia ulteriormente, se mai ce ne fosse bisogno, limportanza di questopera che porta seco anche il dono della sintesi.
Per chi fosse interessato alla lettura (consigliata): Antonio Spadaro, Cyberteologia , Casa Editrice Vita e Pensiero Milano 2012
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