:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Prosa/Narrativa
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 41 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Tue Aug 11 07:59:20 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Edera

di Rita Mura
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutti i testi in prosa dell'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 08/08/2026 14:27:44

EDERA

 

Una quercia ormai dimentica del tempo, calava le sue radici in un terreno ferreo e invalicabile.

Attorniato da edera rimaneva in intimo abbraccio abbandonato al tempo e alla cattiveria. Nessuno era a conoscenza della sua storia, nessuno si era mai soffermato ad osservare, ad immaginare o ad ascoltare ma ogni luogo, ogni tempo, ogni percorso porta ad una svolta, ad un risveglio, ad una comprensione.

Fu così che un giorno nel ciottolato sentiero di un bosco si ritrovò a vagare Peter, un giovane rampollo di una famiglia conosciuta a Colonia. Aveva preso il sentiero per distrarsi dai soliti screzi familiari e anche se vestito di tutto punto, aveva scelto una metà poco frequentata e priva di rumore. Era stufo della sua vita e nessuno capiva la sua vena artistica. Aveva sempre sognato, sempre osservato e il suo trastullarsi non era altro che pensiero rivolto all’arte. La famiglia aveva cercato di dissuaderlo dalle frequentazioni di salotti letterarie e artistici, erano arrivati anche a indire delle leggi per la chiusura di musei, biblioteche e ritrovi artistici che potessero distrarre lo studio verso una professione salda e familiare.

La famiglia Schneider era conosciuta per la fabbrica di profumi, aveva ereditato gli edifici dagli originari creatori della famosa “Eau de Cologne” e ora avevano intrapreso nuove e sorprendenti rotte di vendita in tutto il mondo. Era importante per il giovane rampollo, approfondire gli studi internazionali ma soprattutto concentrarsi su una formazione economica che potesse portarlo a grandi traguardi e soddisfazioni. Tutto sembrava semplice, la strada era spianata, avrebbe avuto tutto e tutti ai suoi piedi…

Peter sentiva il peso, una responsabilità non sua. Aveva più volte provato a spiegare le sue ambizioni, le sue preferenze, i suoi interessi.

“Esiste una differenza tra professione e passatempo!”

Queste erano sempre state le parole che avevano perseguitato la sua crescita. Ogni passo doveva imprimere un risultato, e ogni attestazione doveva recare un punto sopra gli altri.

“Bisogna dimostrare! Bisogna saper superare gli altri! Bisogna essere sempre un passo avanti agli altri! A noi non è stato mai regalato niente, abbiamo costruito tutto questo che hai e che vedi col sudore e i sacrifici. Smettila di avere la testa fra le nuvole!”

La sopportazione diviene col tempo un’abitudine e con essa si cresce e ci si trasforma fino a quando succede un imprevedibile stop al tempo che può trasformare e cambiare l’impensato.

“Finalmente pace…”

Era l’atmosfera che più rilassava Peter. La foresta portava un calare della luce che rilassava lo sguardo, i raggi deboli del penetrare sfioravano come ciechi il fogliame rigoglioso.

“Amore…”

Peter si girò quasi di scatto.

“Amore”

Un brivido scosse la pelle e un alito di vento lo attraversò.

“Chi c’è? Non mi piacciono gli scherzi!”

Peter era abituato a non far trapelare le sue fragilità, tenendo saldi i nervi iniziò ad osservarsi intorno. L’abbigliamento gli donava fascino e ordine ma soprattutto importanza.

Intorno regnava il silenzio, sussultò e cercò di non pensare in negativo. Continuò a vagare nel sentiero sino a quando il suo sguardo vide in lontananza una piccola casetta con un fumaiolo che rigava piccoli stantuffi di fumo grigiastro.

Decise di raggiungere la meta pensando che i suoni provenissero da li. Si accostò alle mura e rimase in ascolto. Un vociare lieve di una persona si confondeva con rumori di pentole e vetri.

“Vediamo un pochino. Mancano ancora delle essenze e forse sono pronta anche per questa impresa. Sono passati mille anni e devo rifermare il tempo. Non devo far rivivere il passato, questa porzione magica deve allontanare il ripresentarsi degli eventi.”

Peter rimase ancorato al muro e pietrificato.

“Lena non avrà il rampollo. La storia non deve ripresentarsi o sarò costretta a tramutare i due come è avvenuto in passato. Dal mio calcolo oggi la ragazza sarà liberata dall’incantesimo e io devo agire il prima possibile. Non dovrà uscire dalla foresta!”

Peter sentendo un rumore improvviso si scosse e iniziò a correre. Non voleva essere scoperto. Le parole appena sentite non portavano niente di buono anche se in realtà non sembravano attuali ma solo risvegliate da una favola.

“Sono sobrio o sto fantasticando?”

I piedi divenivano pesanti e impietriti, sembravano come divenuti dei tronchi saldati al suolo.

Un fruscio improvviso smosse un manto verde al suo fianco, l’edera tramutò l’essenza e trasportata in una ghirlanda color smeraldo si trasformò in una luminosa ragazza.

“Amore! Sei arrivato. Mi hai ritrovato”

Peter rimase attonito e senza parole. Avrebbe avuto molto da dire ma tra paura, timidezza e voglia di scappare non trovava più forza.

“Son Lena non mi riconosci?...Peter non mi riconosci? Perché non mi abbracci?

Non poteva essere vero. Si ritrovava al centro di una favola consapevole dei pericoli ascoltati dalla vecchia strega. Doveva scappare, lui non aveva niente a che fare con tutto questo.

“Scusa ma io non sono chi pensi. Mi trovo qui per caso. Mi avrai scambiato per qualcun altro.”

Peter prese i piedi e ritornò a Colonia cercando di distogliere i pensieri dagli attimi appena vissuti.

L’azienda lo aspettava e anche gli impegni programmati dalla famiglia.

Passarono anni. Era arrivato il grande momento della proclamazione in azienda. Avrebbe finalmente presentato il primo prodotto da lanciare su mercato. Peter non era ancora al corrente del team e di chi lo avrebbe accompagnato nella campagna ma la famiglia era orgogliosa di lui e del suo percorso.

Entrò nella grande sala, seduto al fianco dei genitori divenne a tutti gli effetti parte dell’azienda.

“Ecco a voi mio figlio Peter. Ha attraversato studi ed esperienze estere. Ora sento che è pronto per iniziare insieme a noi una nuova era internazionale. Come ben sapete ogni cambiamento porta novità ed è per questo che insieme a lui c’è un vento nuovo e uno vecchio che nasce e che muore. Ogni azienda attraversa tempi e persone .,,oggi abbracciamo Virna che ci lascia e accogliamo Lena che affiancherà Peter.”

Il padre incantava tutti con la sua esperienza e modo di fare. Nessuno osava mai interromperlo, era pietra salda di saggezza e direzione. Solo Peter sentì un brivido e un vento attraversarlo.

Gli sguardi tra Peter e Lena si incrociarono in un solo attimo che si dissolse dall’intervento di Virna che fulminea e arguta ruppe una boccetta pronta per il lancio pubblicitario dissolvendola nell’aria. La nube si sprigionò in un istante tramutando le persone in alberi e sciogliendo ogni costruzione di muratura. Lena accortasi dell’impensato e consapevole del passato nitido alla sua memoria, accorse incontro a Peter e con una lacrima accostata si ancorò a lui divenuto oramai quercia, avvolgendolo e coprendolo di verde edera mai spoglia e sempre viva.

Così fu che il passato divenne presente. Un futuro sarà ancora da riscrivere e sperare verso il cambiamento dove la memoria ancora e dimentica.

 

 

 

 

 

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Rita Mura, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.

 

Di seguito trovi le ultime pubblicazioni dell'autore in questa sezione (max 10)
[se vuoi leggere di più vai alla pagina personale dell'autore »]

Rita Mura, nella sezione Narrativa, ha pubblicato anche:

:: Flora (Pubblicato il 26/07/2026 14:15:05 - visite: 99) »

:: Laltopiano della Giara (Pubblicato il 18/07/2026 13:28:33 - visite: 106) »

:: Il domani (Pubblicato il 27/06/2026 13:25:18 - visite: 126) »

:: Dimmi che sei felice (Pubblicato il 19/04/2026 14:39:04 - visite: 162) »

:: La teca di cristallo (Pubblicato il 22/02/2026 15:32:15 - visite: 392) »

:: Caddos Birdes (Cavallini Verdi) (Pubblicato il 15/02/2026 14:45:20 - visite: 430) »

:: Janas (Pubblicato il 08/02/2026 14:17:54 - visite: 469) »

:: Su coccu (Pubblicato il 25/01/2026 14:15:50 - visite: 551) »

:: Asteroidea (Pubblicato il 18/01/2026 14:20:08 - visite: 615) »

:: La rosa magica del deserto (Pubblicato il 11/01/2026 14:13:40 - visite: 646) »