E' accaduto questo.
Oggi ho rischiato di chiudere la mia storia. Di mettere la parola FINE senza preavviso. Ma la “Dama Nera”, evidentemente, aveva altro da fare: magari era seduta in qualche muretto all’ombra a mangiarsi una mafalda con la mortadella, e si è dimenticata di me.
All'inizio era solo mare calmo, trasparente io al largo. Mi piace quella solitudine: quando nuoti lontano dalla riva non ci sei che tu e il mare. Mi fa sentire libero, appagato, in armonia con l'universo. Ogni bracciata verso l'orizzonte calcolata, accordata al battito lento e profondo del cuore. Il mondo fuori non esisteva più.
Poi, l'agguato. In un attimo il cielo cambia voce. Un vento violento spazza la superficie e la corrente, bastarda e invisibile, comincia a spingermi ancora più fuori, verso il vuoto. Giro le spalle, punto la costa, provo a lottare. Allungo le bracciate ma non vado da nessuna parte: c'è un muro d'acqua cattivo che mi spinge indietro. Il cuore sballa, perde il tempo, schizza in alto. Le bracciate diventano pesanti, disordinate, inutili. Sento la stanchezza. Lì, in mezzo a quel blu che non perdona, un pensiero chiarissimo mi piomba addosso: è finita. Il mio destino è morire qui, affogato nel silenzio.
Ma l'istinto è sempre lì. Sposto lo sguardo in basso. Il fondale è lì, trasparente, a circa due metri e mezzo. Non ci penso due volte: prendo fiato e scendo in apnea. Giù, fino a toccare gli scogli. Aggrappo le dita agli scogli, mi aggancio con le unghie alla pietra dura e comincio a trascinarmi sul fondo, metro dopo metro, verso la riva, sputando l'anima contro la forza del mare.
Risalgo per un secondo, giusto il tempo di un respiro strappato a forza, ma la corrente mi riafferra e mi spinge di nuovo via. Riscendo subito. Un’altra lunga, interminabile apnea, le mani che cercano le prese della roccia, il cuore che brucia, finché la profondità non scende a un metro.
Riemergo.
Respiro piano, a pieni polmoni, come se fosse la prima volta in vita mia. Ma l’ho fatto tante volte.
Intorno a me, il nulla. Nessuno in acqua. A pochi metri, sulla spiaggia, mia moglie prende ancora il sole. Non si è accorta di niente. Nessuno si è accorto di niente. La morte in mare è una cosa silenziosa, non fa rumore, non chiede pubblico.
Oggi non era il mio giorno. Il sipario resta aperto.
Ora vado a mangiarmi quella mafalda con la mortadella.-
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