Pubblicato il 01/09/2026 17:20:14
L'IMPREVISTO
Oggi, al risveglio, la gola di Giuseppina in fiamme. Deve essere stata laria fredda proveniente dalle finestre che ieri la governante ha tenuto aperte a lungo per dissolvere il fumo accumulato nelle stanze al pian terreno: questo inconveniente capita spesso quando si mettono a bruciare dei ciocchi ancora verdi e magari umidi. Giuseppina contrariata: il mal di gola le ricorda i disturbi alle corde vocali che le hanno impedito e le impediscono di esibirsi nel bel canto, anche se ormai accetta di occuparsi daltro. Piuttosto si fatta lora di scendere dal letto, fare toilette e poi la prima colazione. Ha tirato le pesanti tende di velluto e il bianco inatteso, che da oltre i vetri le ferisce subito la vista, significa una sola cosa: neve. Gi, mancano pochi giorni a dicembre e in pianura ha cominciato a nevicare. La donna pensa che in questo periodo potrebbe trovarsi in Riviera anzich qua, nella casa di campagna dove soffre la malinconia, ma a fine estate lei e Mago hanno deciso che sarebbe stato pi conveniente rinunciare al soggiorno genovese e rimanere a SantAgata in vista del viaggio alla volta di San Pietroburgo. La toilette ultimata. Sulle spalle ha aggiunto una mantellina di lana perch di primo mattino pochi sono i caminetti in funzione e il freddo penetra nelle ossa. Adesso si dirige verso le cucine per preparare la colazione. Ama svolgere personalmente molte mansioni domestiche e sta pensando ai dolcetti che proprio ieri sono giunti da Genova. Adora i chifferi e, vuoi per i rigori invernali che si fanno sentire, vuoi perch lei una donna sanguigna e dappetito, non vede lora di gustarli dopo aver preparato il caff dentro la cuccuma. Lancia lo sguardo verso una delle finestre: i fiocchi cadono radi e lenti e, a dir la verit, mettono quasi allegria. Visto che deve partire, avrebbe potuto risparmiare tempo ed energie evitando di vestire le finestre con le tendine a fiori colorati. che la solitudine e il silenzio della campagna spesso risultano insopportabili per Giuseppina, come ha spiegato in una lettera alla contessa, nonch amica fidatissima, Clarina Maffei. Mago invece nel suo elemento. Qua, nelle brume della Bassa, rinasce scoppiettando come la buona legna accesa. Tutte le mattine, con qualsiasi tempo, si alza alle cinque, trangugia un po di caff nero e fa il giro di ispezione dei campi col suo gallo a cassetta. A questora sar ormai di ritorno. Eccolo, infatti. Lei lo ha sentito battere la punta degli stivali contro un gradino daccesso alla villa. Entra in cucina, si gi tolto la mantella e ha indossato un paio di pianelle in velluto a cui particolarmente affezionato forse perch sono simili a quelle del padre. -Ehi, Peppina, hai visto la neve? esclama e chiede, con quel suo sorriso espansivo, bellissimo quando emerge tra i frequenti mugugni che la moglie conosce bene. - Ho visto, s. E tra due giorni dobbiamo partire risponde lei sospirando un po. -Perch quella faccia? da mesi che si aspetta- chiede, leggermente inalberato adesso. -Perch non sappiamo cosa ci attende. Non mi spaventa tanto la durata del viaggio, quanto invece il freddo. L as mr dal frdd. - Ma, no! Stai tranquilla! As mr mia.- risponde lui- e poi c da rallegrarsi perch con la proclamazione dellUnit dovremmo avere meno soste alle dogane. Piuttosto, a che punto siamo con la preparazione delle provviste? - Sono gi pronte le casse con i maccheroni, i formaggi e il riso. Invece, per i salami, nel pomeriggio o al massimo domattina dovrebbe arrivare il fornitore con una partita in aggiunta . -Non dimenticare il cioccolato. Lo sai che durante il viaggio mi d energia. Poi ci sono i vini, ma a questi penso io. -Lo so, lo so- risponde Giuseppina. Il marito goloso adora li cioccolato e ne tiene piccole scorte anche sullo scrittoio, accanto al fortepiano viennese-Ah, nel pomeriggio arriva anche la Clarina- aggiunge. -Me ne ero quasi dimenticato. Fanno sempre piacere le sue visite, cos potrai confidarti un po. Giuseppina annuisce. La contessa Maffei, accanto a Ricordi, gode lesclusivo privilegio di essere ospite graditissima a villa Verdi. una donna discreta e perspicace, di larghe vedute e ottimi consigli, sinceramente legata al Maestro e alla moglie. Lapprezzano molto, soprattutto per laffetto dimostrato tempo fa a Giuseppina contro lostilit dei bussetani. Peppina trepida al pensiero di incontrare lamica. Guarda dalla finestra del soggiorno il cielo bianco e si rallegra che abbia smesso di nevicare: spera che le strade non siano ridotte a cumuli di fango. La carrozza fa ingresso nel parco nel primo pomeriggio, annunciata dallabbaiare e dallo scodinzolare del cane. La servit ricovera il mezzo accanto agli altri cinque della rimessa e conduce i due cavalli nelle scuderie.
-Andremo col Landau informa Giuseppina, seduta di fronte alla nobildonna che gusta mezzo calice di vino novello per rifocillarsi accompagnandolo con delle cialde appena sfornate Mago vi ha fatto installare sistemi di isolamento termico e aggiungere vani per le provviste. Poi, per addentrarci nei territori dellImpero e scivolare sulle strade completamente ghiacciate e innevate del Nord, la carrozza verr montata su pattini da slitta. - Che avventura! Mia cara amica, ma di certo ne vale la pena. La forza del destino sapr come conquistare il pubblico a partire dallo zar. -Ne sono sicura anchio. Abbiamo analizzato attentamente il libretto. La storia ha la stessa potenza del Romeo e Giulietta e dovrebbe fare buona presa. I russi sanno apprezzare queste cose: del resto, hanno supplicato pi di una volta per vedere Verdi in persona al Teatro Imperiale. Sono i critici a preoccuparlo un po. Dice che non capiscono, e io aggiungo che invidiano, questa venerazione esclusiva da parte dei regnanti e della buona societ russa per il melodramma italiano. - Non devi dimenticare che il nostro caro Maestro rimasto scottato dai fischi dei milanesi, quella famosa volta, e teme sempre di non ottenere il successo che desidera- osserva la Maffei. -S, vero, non so se gli abbiano dato pi fastidio quei fischi o le sassate dei bussetani contro le finestre di palazzo Cavalli dove abitavamo, ma credo sempre che per lui siano stati pi dolorosi i fischi, quel disprezzo per la sua Opera. - Beh, poi ha avuto la sua rivincita- sorride Clarina strizzando gli occhi. Gi, ha avuto la sua bella rivincita: Giuseppina si inorgoglisce e pensa al viaggio lungo le piane innevate, al tempo che occorrer per giungere a destinazione, a tutti gli onori che li attendono.
Un crampo lancinante alla gamba destra ha risvegliato Giuseppina di soprassalto. La donna Si sente debolissima e ha bisogno di versarsi nel bicchiere un goccio di Nocino. Laiuter a sentirsi meno demoralizzata. Il viaggio a San Pietroburgo stato un vero disastro. Sia per lo strapazzo che comportano ore e ore stando rannicchiati e sballottati dentro una carrozza, sia per il freddo insopportabile, con gli sbalzi di temperatura tra gli interni degli alberghi surriscaldati dalle stufe e lesterno gelido,- le gronde degli edifici ornate da ghiaccioli, gli arabeschi alle finestre-, sia soprattutto per lesito infausto. La soprano Emilia La Grua risultata indisposta, impossibilitata a cantare, e la messa in scena dellopera La forza del destino avr luogo tra un anno, cio nel novembre del 1862. Giuseppina fisicamente a pezzi e Mago nervosissimo. Il viaggio ha rappresentato uno sforzo enorme e il peggio che lo si dovr ripetere. Durante il ritorno, che durato due mesi passando per Parigi e per Londra, il Maestro si mostrato assolutamente muto in privato con la moglie. E non gli uscito nemmeno un tenero sorriso quando la Peppina ha paragonato la condizione delle sue corde vocali a quelle del soprano La Grua e neanche quando ha cercato di rinnovare il ricordo della sua esibizione nei panni di Abigaille nel Nabucco. Niente. Lui era immusonito come se la colpa fosse di Giuseppina. La quale, adesso, dato che fortunatamente ha un buon carattere e ottime qualit relazionali, scriver a Boito, incontrato a Parigi, per favorire il sodalizio tra i due. Ventilandogli nuove prospettive, spera di risollevare il marito dallo stato di prostrazione in cui caduto. Si alzata. Ha scostato le tende di velluto. una tiepida giornata di febbraio e non nevica. Si appresta alla toeletta, poi scender per la prima colazione. A una donna combattiva lappetito non pu mancare. In cucina la governante sta preparando il caff dentro la cuccuma. Giuseppina cerca nella credenza i mignon di marzapane acquistati a Parigi. Mago gi uscito. Sicuramente sentir la primavera nellaria: lispezione dei campi con il Phaeton e il gallo a cassetta gli risulter pi gradita del solito, e magari avr gi in testa qualche contratto per lacquisto di un paio di buoi e di strumenti per il lavoro dei campi
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Teresa Cassani, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|