Aveva detto di chiudere con la poesia; ma numi superiori, non hanno creduto allatto suicida ed hanno infilato nella prestigiosa collana de Lo Specchio lultima fatica letteraria di Giampiero Neri. Il professor Fumagalli e altre figure ha gi nel titolo qualcosa di gigionesco, di ironico e di levit scrittoria.
Questo poemetto in prosa, come lo definiscono le varie sinossi che presentano il libro, una galleria di personaggi pi o meno abbozzati, pi o meno definiti. Di ognuno per il Neri ci offre quattro pennellate tali da rendere subito evidente quello che gli interessa del personaggio in oggetto.
Certo il fratello Giuseppe Pontiggia non ha bisogno di presentazioni tale fu ed la sua fama, meno noto ma conosciuto come uno dei maggiori esegeti e studioso di cose neriane Pietro Berra giornalista, critico e poeta. Ma tanti personaggi fanno parte, pur esistendo o essendo esistiti, dellimmaginario realistico un po alterato del poeta. Alterato mi si capisca, nel senso surreale del termine.
Lironia il grottesco e a volte il colpo secco di bisturi, sono gli ingredienti principali di questo pastiche gaddiano che si legge tutto dun fiato.
Buon sangue non mente, se per la poesia Giampiero Neri annoverato fra i maestri del 900, nella narrativa pur essendosi gi cimentato con altri poemetti in prosa ci d conferma del buon tessuto narrativo. E evidente lo sforzo di voler oltrepassare i generi, il limite.
Il limite qualcosa che costantemente oltrepassato, ma impone di rimando unoscillazione compensatrice e dellindefinito svolgersi di tale oscillazione immagine il movimento circolare della prosa neriana. E loscillazione quel senso di stordimento e piacere ad un tempo che si prova leggendo i testi.
In Neri sembrerebbe che lautocoscienza, cio lapprossimazione illusoria del s come soggetto pensante, fornisca infine un sicuro approdo al regresso allinfinito di predicati e di soggetti.
Ma pura illusione, dice Kant, non si d vera conoscenza del proprio essere assoluto appunto perch possibile darne un predicato.
Dunque in questo breve Zibaldone di aforismi , racconti, brevi ma succose poesie, com nello stile di Giampiero Neri,ci soccorre lo stesso nume indiscusso della poesia, Giacomo Leopardi,che scrive: 'la ricerca dellinfinito ( pur nel limite della contingenza quotidiana e memoriale di Neri) un parto della nostra immaginazione, della nostra piccolezza a un tempo e della nostra superbiaun sogno, non una realt'.
E allora il mite Giampiero vagando e divagando nei territori della sua amata Odissea, poi da Ovidio a Dante e, fine psicologo e sociologo dei sentimenti, osservatore acuto delle umane cose, ci porta nel suo mondo onirico, obliquo, dove nascono vegetali, animali ed umani di unaltra specie.
Ancora una volta la parte del poeta dunque quella di una seria, accurata e minuziosa ricognizione del reale, un reportage dove linguaggio alto e linguaggio comune si fondono e si intersecano in quella cifra stilistica dellessenziale che tipica del Neri in una tensione continua di una grandiosa ricerca si supreme allegorie etiche e storiche. Storiche sia con la S maiuscola, ma ancor pi con la storia minuscola degli umili.