Pubblicato il 18/09/2026 21:39:55
COME SUO PADRE
un vecchio molto robusto, con due spalle larghe e solide, forgiate dal nuoto e dalla vela. La passione per il mare gli deriva dallinfanzia quando, in terre titine, ha preso il suo primo contatto con lacqua. Da Pola Italo fuggito con la famiglia nel 43, dopo una festa di compleanno in spiaggia. Sotto la sabbia gli slavi avevano piazzato le mine. Non cera tempo da perdere. Bisognava imbarcarsi al pi presto, lasciare laria infetta di quella regione. Il viaggio era stato una traversata pesante. Lui, bambino, di quellepisodio avrebbe avuto solo ricordi confusi in testa, come le sporte di paglia portate a bordo piene di cose imprecisabili. A Cesenatico abitavano certi parenti: Eleuterio era un cugino pi vecchio di cinque anni. Un tipo un po strambo, insolito come il suo nome, che si entusiasmava per tante attivit, magari finendone poche. Ma, agli inizi degli anni Cinquanta, Eleuterio aveva trovato a Italo un lavoro sui pescherecci ed il cugino gli era grato. In Italo ogni gesto rifletteva concretezza e necessit. Eleuterio era dispersione e stranezza: il figlio, Enzo, nato da una relazione tra Eleuterio e la tata di Zara , lo coglieva con rincrescimento. Italo insegnava a Enzo a tenere il timone. Da Trieste costeggiavano la Dalmazia . Il padre, che aveva messo a disposizione un vecchio gozzo scricchiolante, ritinteggiato e oliato per loccasione dal cugino, si esibiva nel linguaggio marinaresco dei romanzi. -Agli ordini, capitano. Chiamo il sottufficiale di bordo! Italo governava il timone guardando un punto lontano sulla linea dellorizzonte, Eleuterio recitava passi di Moby Dik e parlava di Melville, Enzo incupiva. Italo era inquadramento, ordine, sicurezza. Enzo, che amava quel modo di essere, di vivere, rivolgeva al padre sguardi di semi degnazione. -Volete che andiamo a far visita a Saba? Alla sua libreria di Trieste? Sapete, io lho vista. - Babbo, al massimo possiamo andare a Comacchio a prendere le anguille. O le tinche del canale. Enzo e Italo si scambiavano sguardi di intesa. A Enzo sarebbe piaciuto avere Italo come padre. -Eppure, Italo, a te deve essere familiare uno che ha parlato dellobbrobrioso Ventennio- diceva Eleuterio. Italo dava un colpo alla barra: - S, Eleuterio, ma iniziata unaltra stagione e io voglio guardare avanti. Bisogna essere pratici. Col trascorrere del tempo a Enzo sembrava sempre pi di vedere il profugo istriano avanzare e il padre arretrare. Italo aveva restaurato una casa di inizi Novecento con vista mare, prima di sposare Armanda, una bella ragazza incontrata a Trieste. La loro era una vita regolare e ben organizzata, anche per i due figli. Enzo, che viveva in unabitazione un po malandata, si sentiva il figlio bastardo di una coppia sui generis. Eleuterio gli diceva che doveva andarne fiero pensando a Saba che si era affezionato alla sua tata.
Italo oggi sul molo col Resto del Carlino in mano. Enzo, sul gozzo che beccheggia, deve riparare la vela. -Hai letto di questa pagliacciata? - Italo lo saluta cos, mentre tiene il giornale spalancato davanti. -Quale? - chiede Enzo arrotolando una corda. -La Flotilla, la Global Sumud Flotilla. Partono questi incoscienti, con tante sciocchezze nella testa. Enzo si blocca. -Ma, laggi c bisogno! - osserva. -S, c bisogno ma questi non risolvono un bel niente con una crociera. Vogliono solo mettersi in mostra. -Mah, non lo sappiamo, il rischio grande Enzo ha unaria riflessiva. - Eh- Italo scuote la testa- si sa come vanno queste cose. unazione di poco conto la loro che sta disturbando il manovratore. - Quale manovratore? unazione dimostrativa - Lasciamo che sia lesercito a portare viveri e medicinali, non quelle barchette che possono contenere ben poco e mettono tutti in pericolo. - A me sembra che siano ispirati da nobili intenzioni, al di l dei risultati. Enzo aggancia una corda al bordo dellimbarcazione. Ed in questo preciso momento che si accorge di pensare come suo padre e di provare molta tenerezza per lui, che non c pi.
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