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Poesia

Patrizia Pallotta (Biografia)
EdiLet

Recensione di Giorgio Linguaglossa
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Pubblicato il 18/09/2012 12:00:00

Bisogna partire dalle cose (una sedia di paglia accoglie il tuo corpo), dal senso fisico, materico delle cose, le parole verranno dopo. Non c bisogno di alcun inganno sembra dirci Patrizia Pallotta, prima le res, le parole seguiranno. quasi commuovente il nitore algebrico di questo libro di liriche dal verso breve still life: Cormorani schierati / per laddio alle procellarie / sono in fila militare / fra la curiosit di barchette / di carta. Del resto, Patrizia Pallotta ben lontana dal manifestare un qualche indugio o indulgenza verso la viandanza della Heimat, non sente pi alcuna nostalgia di una Heimat, di una casa, tantomeno di un ritorno a casa, le basta labitazione di massa sita in una citt massa (e che massa!) come Roma per renderla completamente immune dal perimetro della nostalgia. Lautrice romana troppo colta  e acuta per favoleggiare il ritorno di una nuova et delloro, troppo disincanto e disorientamento in questa nostra et del quotidiano per rincorrere il gi detto del museo delle vanit. Il moderno Ulisse ormai diventato nientaltro che luogo comune, Penelope una delle tante zie zitelle che aspettano in casa il ritorno delleroe della vita quotidiana; un individuo indifferenziato, un individuo massa, un sistema segnaletico insignificante, se non come partner del sistema del mercato globale, che altro non che il supersistema che garantisce il funzionamento della libera circolazione delle merci. Gli insoliti sguardi degli uomini sono quelli che lefebo della copertina rivolge al lettore per invitarlo ad entrare entro la tesatura dei versi di una poesia fatta di amore e musica, mentre non si sa se lamore ancora amore e la musica abbia qualche parentela ancora con la musica.

Nella poesia della Pallotta c il quotidiano ma come visto in controluce, attraverso il filtro della memoria smemorata. ed ecco che giusto soffrire per un pesciolino che cade dal recipiente di vetro, ecco il disagio e il dolore degli eventi che accadono senza che ce ne accorgiamo. C anche la consapevolezza che, preso in s, il quotidiano impenetrabile, un mistero e che lunico modo per tentare di aprire qualche fessura in esso appunto non prendere il quotidiano come una cosa seria, insomma, sul serio:

 

Il ciclo della saggezza

si ripete, come dopo ogni

temporale albeggia

larcobaleno.

 

Come si addice ad ogni ricerca seria e meditata il silenzio sempre l che lambisce il piano dellesistenza come un drago invisibile:

 

Lo sfondo? Un portico,

il dondolio delle foglie

estive, la tenerezza

ormai cieca di un uomo

che pu assaporare

il rispetto di un testo.

 



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