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Banane e fragole

Racconti

Anna Belozorovitch (Biografia)
Besa Editrice

Recensione di Giuliano Brenna
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Pubblicato il 30/10/2012 12:00:00

Vi sono oggetti-culto nell’infanzia di ognuno di noi, una maglietta, un pallone, il Lego, un dolce, rappresentavano quel non so che di inaccessibile e desiderato, pensato e bramato sino a solidificarsi nei ricordi in modo inscalfibile. Nei ricordi di questa brava autrice dalle origini russe i due frutti del titolo probabilmente hanno svolto questa funzioni di oggetti culto capaci di rievocare un intero mondo, anni e latitudini sui quali l’occhio non si posa più da tempo. E partendo dai frutti la Belozorovitch ci fa sfogliare l’album dei ricordi di una infanzia russa, che in letteratura si tende a trasformare in drammatica o sublime, sorta di paradiso perduto da guardare con amaro rimpianto. La Belozorovitch non cede e ci mostra con affetto ed orgoglio le istantanee della sua infanzia, serena si direbbe, dallo sguardo incantato sul mondo degli adulti, con tanti perché ma anche con tante certezze. I giorni scorrono nei ricordi con nevicate, visite di parenti, strane apparizioni di banane, sino al gusto della neve, ritenuto il non plus ultra, forse perché trattiene il candore e la semplicità della vita. In questa raccolta di brevi racconti, l’autrice tratteggia la sua infanzia moscovita, fatta di momenti semplici e tradizionali, punteggiati dalle novità che inesorabili giungevano ad animare vite e desideri di bimbi ed adulti. Nella raccolta l’infanzia dell’autrice è rappresentata da momenti salienti, da piccole epifanie e traguardi, forse comuni nell’infanzia di tutti, ma resi unici dall’amore che li circonda, dalla dolcezza del ricordo. Leggendo sembra quasi di percepire lo sguardo dell’autrice che accarezza ogni pagina con dolcezza, regalando al lettore, quasi a malincuore, ricordi tanto preziosi. La lettura è semplice e, oserei dire, tenera: con tenerezza si osservano le giornate di questa bimba, che ancora da qualche parte vive nel cuore della donna adulta che scrive, ed è lei, la piccola Anna a parlarci dalle pagine di questa graziosa raccolta. Raccolta di vicende private, di sentimenti domestici, che presi nel loro insieme ci danno una idea vivida della vita della gente di quel periodo, uno spaccato di storia minima e sociale. Il linguaggio è quello semplice ed immediato, ma non superficiale, che può avere una bimba che si affaccia al mondo. Una lettura rilassante e serena che farà intenerire e riflettere anche il più distratto dei lettori. 


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