Pubblicato il 28/10/2012 15:11:02
Personalmente ritengo negativa lesperienza politica degli ultimi venti anni vissuta dagli italiani. Tutti i Governi che si sono succeduti, di centro destra come di centro sinistra, non sono stati in grado di realizzare quelle riforme che sarebbero state necessarie per far progredire il Paese. E la prova la situazione attuale che stiamo vivendo. E vero che la crisi generale, ma lItalia la sta affrontando con pi difficolt degli altri Paesi europei comparabili sul piano economico (Germania, Francia, Inghilterra ).
E allora ascoltare ieri pomeriggio in diretta televisiva il comizio elettorale (fuori tempo massimo a dire il vero in quanto oggi si vota in Sicilia) dellex Presidente del Consiglio Berlusconi sullItalia che vorrebbe, mi ha suggerito alcune riflessioni.
La prima riflessione la conferma che abbiamo perso letteralmente venti anni. In Italia non siamo riusciti a portare avanti nessuna vera riforma del Paese. I mali della giustizia che stanno tanto a cuore a Berlusconi innegabile che esistono: processi troppo lunghi nei tempi, una corporazione, quella dei magistrati, che svolge sicuramente un lavoro impegnativo, ma che sembra godere del privilegio di poter sbagliare senza pagare pegno ( cito solo un nome: Enzo Tortora). La riforma del mercato del lavoro, che ha dato buoni risultati in Germania e in Francia, da noi ha prodotto per i giovani solo occupazione temporanea rinnovata sine die. La riforma della scuola, parte fondamentale per una vera riforma generale del Paese, non stata capace sino ad ora di rimettere in gioco positivamente il mondo degli insegnanti (che non si sentono valorizzati nel loro ruolo sociale). Ho toccato tre temi esemplificativi, ma si potrebbe continuare perch, al di l delle quaranta riforme portate avanti dai Governi Berlusconi ricordate ieri dallex Premier (senza per elencarle ) , lunica riforma attuata in Italia e citata stata quella dellAlta Velocit. A questo proposito si potrebbe discutere se valeva la pena spendere i miliardi di euro investiti nellalta velocit (oppure quelli gi spesi per i progetti sul ponte dello stretto di Messina) per arrivare a Roma da Milano unora prima (quando poi si perdono ore nel traffico cittadino) al posto di investire quei fondi per esempio, nella cura del nostro territorio che stato completamente abbandonato in questi ultimi decenni perch i comuni non hanno fondi per la manutenzione di strade, letti dei fiumi, messa in sicurezza delle colline, delle coste ecc.
La seconda riflessione che non solo la classe politica italiana negli ultimi venti anni non si rivelata allaltezza dei compiti che lattendevano, ma anche la classe imprenditoriale non stata capace di far fare alla Nazione quel salto in avanti necessario per continuare a crescere. Personalit come Giovanni Agnelli, Adriano Olivetti, Enrico Mattei, Leopoldo Pirelli per citare solo alcuni imprenditori, al di l del giudizio personale che ciascuno pu avere, avevano una visione imprenditoriale e lhanno perseguita, da imprenditori, portando benefici allintero Paese. Purtroppo, questi personaggi non hanno avuto dei degni successori e lunico imprenditore che forse si poteva inserire in questo elenco, Berlusconi, ha scelto di occupare un campo, quello politico, che non gli competeva. Infatti in nessun Paese civile un imprenditore proprietario del maggior network televisivo privato con laggiunta di giornali e partecipazioni in banche e assicurazioni avrebbe potuto sommare su di s anche il potere politico derivante dalla carica di Primo Ministro. E tutto ci per anni.
Questa forse stata lanomalia pi straordinaria che il sistema Italia ha dovuto sopportare in questi ultimi venti anni. Eliminarla a suo tempo avrebbe sbloccato uno stallo politico che forse allorigine di tante riforme mancate. Ci si divisi tra sostenitori e contrari a Berlusconi e quasi tutte le leggi che si proponevano in Parlamento venivano viste dai rispettivi schieramenti politici in questottica e quindi promosse o bocciate di conseguenza, non per un vero giudizio di valore che questi provvedimenti potevano portare in s.
La crisi attuale che stiamo vivendo s crisi economica, ma anche crisi di fiducia. Occorre una seria riflessione da parte di tutti e rivedere le nostre idee e le nostre opinioni e forse rendersi conto che alcuni modelli di sviluppo, di pubblicit, di falso benessere che ci sono stati proposti in questi anni in realt non portano da nessuna parte.
Scriveva Albert Einstein nel 1931 nel Mein Wetbild: Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi pu essere una grande benedizione per le persone e le Nazioni perch la crisi porta progressi.
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