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E sbozzolare infine (tre poesie)


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Pubblicato il 22/06/2026 12:00:00

 

Punto fermo

 

Vorrei vedessi

la mia schiena forte

da quando non ci sei,

il mio corpo

che per te era troppo morbido,

sformato, tondo, uno sbaglio alimentare

tu che eri tutto spigolo e osso.

Da sempre, la luna ci rincorre

inquieta col suo sorriso enigmatico

un po' benevolo e beffardo

dove da secoli si perde il senno:

ma so già tutto e metto il punto

tra amare e non amare.

 

 

Quando arrivi

 

Sono così felice di vederti

come chi naufraga vede la terra

solida, affidabile, calda.

 

Sono così felice di vederti

come una lucciola il buio

e il buio lei che lo accende.

 

Sono così felice di vederti

come un dubbio fertile

dopo un giorno di certezze.

 

Sono così felice di vedere te

e tutte le cose che sei, che porti, che dipingi −

 

sono così felice di vederti!

 

 

Una striscia

 

Le macerie si aggrovigliano tra gli organi

stracci di memoria lacerata:

il dolore è un sarto, i fili neri

quelli rossi chiusi

nei cassetti bombardati

i fossi

le mani polverose

strisciano sulla terra

disossata, riarsa, dissanguata

 

non chiedere per chi suoni la campana.

 

 

[poesie tratte da E sbozzolare infine, Martina Benigni, Ensamble]

 

 


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