Pubblicato il 16/05/2008
Il libro di Luciana Caranci si compone di sei racconti, di cui lultimo, pi lungo ed articolato praticamente un breve romanzo, il filo che li accomuna una straordinaria bellezza, e limpressione di addentrarsi in una lettura non comune, che si avverte gi nelle prime righe, si accresce via via che le pagine scorrono, rafforzandosi. Come il titolo lascia intendere largomento comune il ritornare verso le proprie origini, verso Dio, verso la propria patria, ma queste mete appaiono metafore del vero ritorno: quello verso lintima essenza della persona. Il libro, scavando con chirurgica precisione, ma con la mano resa leggera di un amore che non esito a definire materno, si addentra nei sentimenti umani, dimostrando che spesso, mte che si credevano consolidate, si possono sbriciolare se non saldamente connesse con il passato. Vi cos la scrittrice che ritornando nel suo paese natale dopo una catastrofe si rende conto che tutti i suoi studi e i suoi traguardi sono nulli in quanto sradicati dalla sua origine profonda di donna. In questo racconto, come negli altri, descritto come forte, urgente, il dover aprire il proprio sguardo, la propria mente, agli altri, una volta tornati alla propria origine e da essa rinati, si deve aprire il proprio orizzonte sul prossimo, solo cos il viaggio di ritorno sar stato completo e far da nuova partenza. Un altro racconto Alla radice del male ci presenta un errore giudiziario con le disastrose conseguenze che porta sullanimo dello sfortunato giudicato, lannullamento della personalit che rende difficile e quasi disastroso mantenere il legame con se stessi, con la propria essenza. Nellultimo racconto, bellissimo, si amplia un altro argomento toccato nelle pagine precedenti: lorrore della guerra, lodio e la sventura di cui portatrice, e limmenso orrore che fa s che le ombre scure del conflitto si allunghino tuttora verso di noi, ovvero lodio razziale. In un crescendo di intensit, in questultimo racconto, si vede la vittima dellodio pi bieco e cieco percorrere un cammino a ritroso nelle sue esperienze sino al punto di sacrificarsi, ma il Mondo miope al sacrificio di questuomo e la fame di odio delle genti mieter ancora le sue messi anche in seno alla famiglia del protagonista. Ma se il Mondo insensibile al grande messaggio damore, gli individui non possono non apparire cambiati di fronte ad un messaggio s forte e pienamente leggibile alla luce degli eventi di ogni giorno. Il sacrificio di questuomo getta luce sulle coscienze di chi gli sta intorno, inducendoli a compiere anchessi il ritorno verso la propria umanit, verso la sorgente dellamore che, solo, pu salvare i destini degli individui. Come dicevo allinizio questo libro ha una forza notevole, riesce a dissezionare gli animi in maniera nitida, indica dei percorsi, pone delle domande millenarie, d risposte che hanno una grande forza dirompente con la delicatezza delle volute che compie una foglia che cade solitaria nel vento. Lautrice con una scrittura semplice, mai arzigogolata, quasi scarna ed essenziale, riesce tuttavia, nel descrivere persone e luoghi, con una forza evocativa non comune, a comunicarci sensazioni molto forti. Il libro, da leggere varie volte, di una bruciante attualit, quando ci parla di persone che tornano nelle loro case dopo devastazioni dovute ai conflitti o alle calamit, e ancor pi tristemente attuale quando punta il dito sulle gravi ingiustizie sociali e quelle, ancor pi gravi se di gradazioni si pu parlare delle ingiustizie dovute alla cosiddetta razza. Ingiustizie in cui entrambe le parti rischiano di diventare contemporaneamente vittima e carnefice, e costa un prezzo altissimo scardinare questo nero assioma, un prezzo in termini di capacit di amare e di capire le persone dal di dentro. Credo che lautrice questo labbia capito molto bene e ce lo comunichi con grande chiarezza e precisione in un libro che a mio avviso merita di apparire sugli scaffali di tutte le case, da cui leggere qualche riga ogni tanto per ricordarci che c sempre un luogo dove possiamo rifugiarci nei momenti bui ed a portata di mano, dentro di noi, basta avere la volont di riconoscere le vie dei ritorni.
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