Pubblicato il 24/02/2011 16:13:14
Non il mesto pianto di candidi crisantemi a rammentare il rimpianto dei tuoi gentili anni falciati da troppo brevi spemi.
Nella tua nuova serena dimora per Te, mio Priamo lontano intreccer ghirlande di gigli, viole e iris, screziati di blu e indaco, nel tremito emozionato della mia mano.
Ora che sei volato lass dove il giorno dilegua stanco, nel regno quieto, libero da tenebra, angoscia e affanno.
Ti ho perduto da quasi un anno. La tua esistenza recisa dal crudele male, silente nel fatale inganno.
Sar lazzurro incanto del fiordaliso a recar lultima mia carezza al tuo malinconico viso.
Sar il pianto tacito della rosa a portar dolente colore al campo di battaglia dove il sovrano mai dimenticato riposa.
Lo scarlatto sorriso dei papaveri a rammentarti amati sentieri. Le corse dun ridente fanciullo per gli umbri, agresti sentieri.
Saranno lacrime di porpora di rose fragranti di nostalgia a ricordarti il sussurro della tua Cassandra che in Te si rifugia ancora.
Sar il profumo di ghirlande agresti a rammentarti i luoghi diletti e perduti, a ricordarti i miei palpiti per Te sopravvissuti.
Sar lincanto dumbre pievi campestri labbraccio dolce di malinconici sentieri silvestri. E Tu mi sorrideresti.
Marina Pacifici
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