Sul bandolo della notte smunta
avanzi, flemmatico, con attoniti occhi,
tenue come un soffio d’ambra,
mentre accarezzi l’aria
che si curva al tuo passo
come seta che riconosce
il suo calore.
Tra le tue ciglia il mondo vacilla,
e il mio assillo, docile ferita,
si schiude come rosa notturna
al richiamo della tua luce obliqua.
Le tue morbide parole
sfiorano la pelle modellata
dalla melodia intensa della tua indole,
più dell’alito dei venti antichi,
e in quell’attimo sospeso
anche il tempo trattiene il respiro.
Ma quando il cuore, audace,
tenta il volo, scopro che il tuo sorriso
non era promessa d’amore,
ma un’arte raffinata di fuga,
poscia all’abbaglio da catturare.
Il silenzio è un velo di tristezza
che gela la mia mano, protesta per te,
in cui ho racchiuso,
nel trafelato pugno,
il cuore che, eclittico ed estraneo,
segna l’eclissi di un’utopia.
Laura Lapietra ©
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