Pubblicato il 14/02/2026 15:07:00
Le lame non nascono sincronizzate con il taglio, così come il tempo precede le lancette che lo segnano. Puoi capirlo dalle ferite che trasudano l’inossidabile “ti avevo avvertito!” La pelle disunita testimonia la vulnerabilità all’ira forastica che il filo perfettamente molato introduce nella libertà dei viventi come asservimento all’uomo inattendibile. Quel che succede dopo è la cicatrice chiusa o per sempre aperta a memoria
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