Pubblicato il 07/05/2026 12:53:29
L’amore č un’unghia che graffia profonda, piacerti montava dentro, sembrava un’onda che vinceva l’argine morale.
Lui leggeva il tuo corpo, corale di sensi e silenzi; tardo l’autunno ricordava l’ansia di ogni estate: il calore del corpo diventava questione d’amore, corsa dei folli.
Eppure di quel destino mancato nulla andň perduto: nella memoria del sangue rimase la gravidanza del sogno e la bellezza dell’attesa ancorché sulle rive dell’assenza.
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