Afa. Data in calendario
a condanna dei toponimi
umidi per via dell’angosciosa
oppressione della termodinamica
dei pori.
Già si usava liberarsene dalle pale
col finto vento, meccanico fino
al punto di avvitare le gocce,
poco scorrevoli in altri termini:
come lacrima ma meno
consolatoria per un soffio.
In certi frangenti l’investimento
dell’aria rende freddo in tutti
i sensi, ma il pantografo dell’afa
accresce i sudori
nel portamento.
Forse congiungendo
secchezza e appartamento,
nell’ombra si ventila che gronda
per tette la spoglia.
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