Pubblicato il 12/10/2026 19:00:45
Fra le zaffate di rose e i marmi silenti, l’amor si cela, maestà di torbide correnti. È la gemma preziosa sulla conchiglia antica, raro soliloquio di luce, propizia e amica. Come vetro increspato in specchi di mercurio, vibra nel petto l’anima in una danza siderale. È il fosforo nascosto in cremisi grovigli, un soffio d’alfabeto nell’indomito fluire degli orgogli. L’amore, fuliggine d’avorio, mai del tutto dissolta, stringe la fede, note di pergamena inespressa. Incensato ardore di candeliere arcano, intessuto in fitte trame di silenzio sovrano. Come l’ostia che si frange nell’alba d’ottone, brilla il vincolo, indissolubile consacrazione. Isola d’onice nel mare aureo del fato, risplende senza crepe il patto consacrato. E tuona, fragore d’alghe nel gorgo ancestrale, l’epopea d’un cuore invulnerabile e immortale. Laura Lapietra ©
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