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Quel treno per Hogwarts...

Argomento: Politica

di Lorenzo Roberto Quaglia
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Pubblicato il 01/04/2013 19:24:47

Se penso allItalia di questo piovoso inizio di primavera 2013, mi viene in mente il principio dei film del maghetto Harry Potter e il viaggio del treno a vapore partito dal binario 9 e 3/4 che trasporta gli allegri aspiranti stregoni al Castello di Hogwarts La locomotiva macina chilometri nel buio della pellicola, emettendo il caratteristico sbuffo bianco di vapore, seguendo le curve dei binari, diretta verso il nulla

Ecco questa lItalia odierna: un treno a vapore diretto a grande velocit verso che cosa? Nessuno oggi sarebbe in grado di dare una risposta a questa domanda, credo.

Ma facciamo un passo indietro, al dicembre 2012.

La Cancelliera Angela Merkel in una intervista di fine anno al Financial Times ha esposto questo semplice concetto: se lEuropa oggi conta solo il 7 per cento della popolazione mondiale, produce circa il 25 per cento del pil globale e deve finanziare il 50 per cento della spesa sociale globale, allora ovvio che dovr lavorare molto duramente per mantenere la sua prosperit e il suo stile di vita.

Ora chiaro che, se questo lo scenario di fondo sul quale si gioca il nostro futuro, in Europa i Paesi che pi soffriranno questa situazione (che storicamente appare inevitabile) saranno quei Paesi, come lItalia, che sono pi deboli dal punto di vista delle risorse economiche ma, soprattutto, pi ingessati politicamente, con una classe dirigente che, a tutti i livelli, sembra incapace di fare squadra Paese e continua a fare il gioco dei propri piccoli interessi di campanile.

In fondo siamo rimasti fermi, come mentalit, allItalia dei mille comuni medievali: le corporazioni si fan guerra a vicenda, cercando aiuto e prebende dal Signore del momento; tanto il popolino, ignorante e stolto, alla fine il conto lo paga sempre

Dopo mille anni di questo copione, forse sarebbe ora che anche noi italiani comprendessimo che o si fa gioco di squadra oppure la storia inevitabilmente ci riporter ad essere colonizzati nuovamente, non da Stati stranieri, ma da Banche Centrali e Fondi Sovrani.

Il lavoro che ci attende immenso e il tempo inesorabilmente scorre veloce. Ma forse siamo ancora in tempo, solo non si vede allorizzonte ancora la volont di cambiare rotta. Gli ultimi trenta giorni ci hanno mostrato una classe di neo parlamentari che sembra non abbiano compreso la gravit della situazione che abbiamo davanti.

Si ha limpressione che a prevalere siano ancora i veti incrociati e le beghe interne ai partiti, mentre il Paese, di fatto senza guida, corre veloce verso il nulla.

Di fronte a questa situazione, cosa dovrebbe fare un investitore istituzionale estero che deve decidere dove allocare i risparmi pensionistici dei propri assistiti? Per quale motivo dovrebbe investire i propri risparmi nel nostro Paese? Francamente facciamo fatica a trovare qualche motivazione plausibile per invogliarlo ad investire in Italia. Per non parlare dellaltra faccia della medaglia, altrettanto rischiosa per il nostro Paese, che quella che gli stessi investitori istituzionali o fondi sovrani, disponendo di ingenti risorse finanziarie, facciano shopping delle nostre aziende migliori (che ancora per fortuna esistono) e dei pezzi pregiati del nostro bel Paese. Il rischio esiste realmente e se la crisi economica continuer con questa intensit, penso che saremo spettatori di situazioni del genere.

Come reagire? Lunica soluzione imparare a fare gioco di squadra, come gli altri Paesi europei pi maturi e responsabili di noi fanno da decenni, da secoli. LItalia unita ha cento cinquantanni, ma politicamente sembra ancora una spensierata adolescente.

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