Pubblicato il 07/04/2013 22:14:20
Il Duomo di Milano, dedicato alla Nativit di Maria, ha una caratteristica unica: la sua costruzione ancora in corso. La prima pietra venne posata nellanno 1386 sotto la supervisione di Simone da Orsenigo, nominato ingegnere generale il 16 ottobre 1387 e da allora la c.d. Fabbrica del Duomo di Milano ancora in attivit.
Se ci pensiamo, il cantiere del Duomo di Milano aperto da oltre seicento anni. Non esiste al mondo un caso analogo.
Unopera di tal genere non poteva essere portata avanti senza il contributo di tutti i milanesi. Moltissimi nel corso dei secoli hanno lavorato e continuano a farlo per la Fabbrica del Duomo, ma moltissimi hanno donato i propri beni o eredit, grandi o piccole, nella convinzione che la costruzione della Cattedrale esprimesse lideale che d senso alla vita, personale e della comunit. La costruzione e la manutenzione del Duomo tuttora finanziata in questo modo.
La costruzione del Duomo part dalla zona absidale e da l si sviluppo lungo i secoli sino alla facciata realizzata nel corso dellOttocento. Tra il 1756 e il 1774 viene realizzata la guglia maggiore sormontata dalla Madonnina in rame dorato che benedice la citt di Milano dai suoi 108 metri di altezza.
Il Duomo venne consacrato la prima volta il 16 ottobre 1418 da Papa Martino V e riconsacrato solennemente il 20 ottobre 1577 da San Carlo Borromeo il quale diede limpianto definitivo allinterno della Cattedrale.
I numeri del Duomo di Milano lasciano senza parole: 52 pilastri (uno per ogni settimana dellanno), allinterno oltre 400 statue di Santi, mentre complessivamente le statue del Duomo sono oltre 3.500, le ultime posizionate ai nostri giorni; le guglie sono 135.
Una particolarit: il materiale usato per la costruzione del Duomo, il pregiato marmo che dona lustro alla Chiesa Cattedrale, non si trovava in citt e nemmeno nelle vicinanze. Il marmo utilizzato per il Duomo fu quello delle cave di Candoglia sul Lago Maggiore in Val dOssola. Per secoli migliaia di scalpellini hanno estratto dalla cava, interna alla montagna, non a cielo aperto, il marmo che poi attraverso un complesso percorso fluviale, lungo le vie dacqua naturali e artificiali (i Navigli) giungeva al laghetto di santEustorgio, allora il porto di Milano. Sulle pietre destinate al cantiere veniva incisa la scritta AUF, Ad Usum Fabricae. Solo il materiale che portava incise queste tre lettere non pagava il dazio dovuto per il trasporto, dazio che invece pagavano le altre merci trasportate.
Come si pu intuire da questa breve esposizione, la costruzione del Duomo rappresenta lesito della fatica del popolo milanese che nel corso degli anni stato unito nel desiderio, nel lavoro e nella volont di portare a compimento ledificazione della Chiesa Cattedrale, luogo di fede e centro, non solo religioso, ma anche civile della citt.
Ancora oggi quando due milanesi si vogliono dare un appuntamento in centro citt dicono: ci vediamo in Duomo, non intendendo ci vediamo allinterno della Chiesa, ma ci ritroviamo in quel luogo simbolo del centro della citt.
Per chi, visitando Milano, desiderasse approfondire la conoscenza della storia del Duomo e visitare la sua Fabbrica, segnaliamo il sito internet dove possibile reperire tutte le informazioni del caso ed anche contribuire, come si fatto da oltre seicento anni, alla costruzione e manutenzione della Chiesa Cattedrale : http://www.duomomilano.it/
Ci sembrato utile riproporre oggi la storia della costruzione del Duomo di Milano, in quanto storia di un popolo che lavora unito per un bene comune pi grande, per un Ideale che d risposta alla vita del singolo e a quella della comunit. Come disse Antoni Gaud, il grande artefice della Sagrada Familia di Barcellona: "mentre costruivo la Sagrada, la Sagrada costruiva me"; cos si pu dire la stessa cosa del popolo milanese: mentre il popolo di Milano edificava il Duomo, questo gener e plasm lidentit culturale e politica dei milanesi.
« indietro |
stampa |
invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi |
Commenta » |
commenta con il testo a fronte »
I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Lorenzo Roberto Quaglia, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa puó sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.
|