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10 luglio 2020: 149 anni dalla nascita di Marcel Proust
Leggi l'Antologia proustiana 2020: Quarantena a Combray
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore č soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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Le Paris retrouvé de Marcel Proust

Narrativa

Henri Raczymow
Parigramme

Recensione di Giuliano Brenna
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Pubblicato il 04/07/2014 12:00:00

 

Ecco un delizioso libro-strenna che molti proustiani vorrebbero avere sullo scaffale della libreria, e che schiude lo sguardo sui veri panorami che Proust ebbe modo di ammirare e descrivere, e in cui, laddove le immagini d’epoca mancano, ci viene mostrato l’aspetto attuale di quei luoghi. Come tutti sappiamo, nella Recherche, sono descritti, a volte minuziosamente, a volte di sfuggita, numerosi luoghi di Parigi, tipo caffè o teatri, e frequentemente troviamo l’esatta indicazione della via (o del boulevard) dove si svolge la scena descritta. Essendo la topografia di Parigi cambiata assai poco durante l’ultimo secolo, è possibile passeggiare per la ville lumiere usando la Recherche come guida, e nel corso di un pomeriggio magari ricalcare i passi del petit Marcel che dal 45 di rue Courcelles si dirigeva verso gli Champs Elysées per i giochi del pomeriggio, ed intanto occhieggiare avenue Gabriel casomai Gilberte avesse deciso di farsi viva. Da lì è semplice poi passeggiare fino a rue de la Perouse dove sorgeva (e probabilmente sta ancora lì) il palazzetto di Odette. Oppure rivivere le angosciate ore in cui Swann tentava di ritrovare Odette dispersa nella fitta nebbia dopo essere uscita dalla Maison Dorée. Gli itinerari sono molteplici e con le indicazioni di questo simpatico libro si possono scoprire angoli meno noti di Parigi, o strapparne dall’anonimato altri, cospargendoli della dorata luce proustiana. Il volumetto è suddiviso in aree geografiche: Auteuil, Monceau, i due faubourg e così via, ed è corredato da numerose foto, ritroviamo tutte le celeberrime immagini di Nadar che vengono sempre tirate in ballo in operazioni di questo tipo, ma tuttavia sono le uniche disponibili, ed è sempre bello rivederle incorniciate in modo nuovo e inserite in un nuovo contesto. Oltre alle foto dei personaggi troviamo qua e là foto di luoghi risalenti agli anni proustiani, o giù di lì, e possiamo vedere il Parc Monceau o i Grandi Magazzini du Printemps in belle immagini seppiate e libere dalle automobili. Per completare il corredo fotografico abbiamo anche numerose immagini dei luoghi d’elezione della Recherche così come appaiono ai giorni nostri, scopriamo così che un grazioso, quanto anonimo, palazzetto in rue la Fontaine ad Auteuil diede i natali a Marcel Proust, o che all’Hotel Ritz ora vi è una elegante suite dedicata a Proust, o ancora che un petit pavillon degli Champs-Elysées (in un tratto che ora si chiama allée Marcel Proust) è ancora intatto, anche se ha cambiato varie volte uso e nome. A legare abilmente insieme vecchie-nuove foto e riproduzioni di tele famose vi è un testo, in francese, in cui vengono abilmente mescolati brani della Recherche, scritti da altri autori dell’entourage di Proust, e parti inedite, di pugno dell’autore della raccolta. I brani inediti utilizzano episodi della biografia di Proust, o altri riferimenti storici o tratti dalla Recherche per contestualizzare i luoghi e le immagini presentati, e sono redatti con grande perizia; dei luoghi danno un'ampia panoramica storica e dell’evoluzione in seno alla città, e l'autore dimostra una grande conoscenza degli usi e delle persone in vista del primo Novecento. L’autore si lancia in minuziose descrizioni della aristocrazia di quell'epoca, e mentre ci addita i luoghi dove le cose succedevano, fornisce anche dettagliate spiegazioni su chi erano i personaggi e le loro relazioni. Così, molti personaggi della Recherche, assumono il loro volto e il loro vero nome e li vediamo incorniciati dalle loro residenze, o quelle dei loro amici, mostrandoci un interessante spaccato della società parigina del primo Novecento, oltre al “serbatoio” da cui Proust attinse nel creare la sua Opera. Inoltre, molte figure di cui Proust fa un rapido accenno, qua vengono descritte ed analizzate con dovizia di particolari. Non manca naturalmente una fornita parte dedicata alla famiglia Proust, che nei primi capitoli, legati alle diverse residenze avute nel corso della sua evoluzione sociale, viene minuziosamente descritta.

Questo libro è un simpatico, colto ed utile vademecum per chi vuole andare alla scoperta della Parigi proustiana, aiuta a capire qualcosa su quel misterioso ambiente che fu l’aristocrazia parigina, fotografata da Proust nelle immortali pagine della Recherche.

Buon viaggio alla scoperta dei luoghi proustiani.

 




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