Pubblicato il 28/04/2013 21:11:32
E noto che noi italiani non possiamo rinunciare a due cose: commentare la formazione della nazionale di calcio scelta dal Mister per partecipare ai mondiali e la composizione di un nuovo Governo (tra laltro questultimo accadimento prima dellavvento dellera berlusconiana era pi frequente del primo).
Ci permettiamo quindi anche noi, insieme ai moltissimi che in queste ore lo stanno facendo, di esprimere il parere sul primo Governo di Enrico Letta.
Sinceramente facciamo gli auguri al neo Premier perch la situazione politico economica non mai stata cos difficile e complicata da gestire come in queste settimane e, come se non ce ne fosse bisogno, lo dimostra anche il gesto folle e disperato dellattentatore che questa mattina ha sparato su due carabinieri in Piazza Montecitorio. Lattentatore ha dichiarato che in realt voleva sparare ai neo ministri che entravano nel palazzo per il loro primo Consiglio dei Ministri.
Passiamo ad analizzare la lista dei nomi che compongono questo Governo: ecco che incominciano ad apparire alcune criticit. Quasi tutti i Ministri, salvo il Vice Premier e Ministro dellInterno Alfano, sono personaggi politici di secondo piano, se non tecnici, del proprio partito di appartenenza. Questo, per un Governo definito dal Presidente della Repubblica un Governo politico, un segnale di debolezza, certamente non di forza.
Sui nomi scelti, posto che si deciso di non proporre un Governo composto dai politici big di partito (oppure i big di partito non hanno voluto esporsi in questa fase), la coppia Napolitano Letta poteva scegliere forse con pi accuratezza nomi diversi per alcuni Ministeri importanti. Ministeri come quello della Salute o delle Politiche agricole, cos importanti e fondamentali in questi periodi di crisi economica, meritavano maggiore attenzione e competenze tecniche che non riscontriamo presenti nei nomi scelti.
Ma tant, ormai la squadra fatta e ci rendiamo conto che non deve essere stato facile per il neo Premier Letta arrivare a comporre un puzzle come quello di dare un Governo allItalia.
A questo punto crediamo che il Governo debba da subito iniziare a porre in campo tutte quelle riforme necessarie per far s che il nostro Paese incominci finalmente ad uscire dallimmobilismo in cui versa da ventanni.
Le prime cose da fare sono, da un punto di vista economico, bussare agli organismi competenti europei e chiedere con forza e ottenere una modifica del patto di stabilit, per permettere alla nostra economia di riprendere a crescere e di creare nuovi posti di lavoro. Mentre, da un punto di vista politico, la prima cosa da fare la riforma della legge elettorale, con lintroduzione della possibilit per il cittadino di esprimere la propria preferenza per il politico da eleggere. Evitare anche questa volta di portare avanti questa riforma vorrebbe dire tradire il popolo italiano ed aprire le porte, la prossima volta che si andr a votare, ai grillini da un lato e allastensionismo dallaltro.
Per nostro conto, concluse queste due operazioni salva Paese, potremmo chiedere anche al Presidente Napolitano di sciogliere il Parlamento e tornare alle urne, questa volta con una nuova vera legge elettorale.
Un Parlamento di eletti dal popolo e non di nominati dai partiti, come quello attuale, sar in grado di dare nuova linfa alla politica italiana e di traghettarla fuori dal pantano in cui si trova.
Di questo ne siamo certi.
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