Pubblicato il 10/05/2012 17:19:51
di Ninnj Di Stefano Busą
Larte sublime del Maestro Giuseppe Supino, 2 maggio 2012, Formia Ninnj Di Stefano Busą Posted by Oubliette Magazine in Eventi, Fotografia/Pittura, Pittura | 0 comments mar 7, 2012 Il 2 maggio 2012 appuntamento allHotel Miramare di Formia con LArte sublime di Supino. Incessantemente, come lacqua scava la roccia, il Maestro Giuseppe Supino trascrive pittura, una pittura che si allinea ai grandi artisti della terra. una pittura di grande e notevole tratto, unesemplaritą che si colloca ai vertici alti di una plasticitą e morbiditą di tratti davvero sorprendenti, uniche e irripetibili. Per certi versi, č rapportabile solo a quella grandemente celebrata di Domenico Purificato, di cui lo stesso Supino fu allievo e, idealmente, discepolo nellincarnazione geopittorica della sua componente pił avvertita. Un tratto preciso e superiore domina e governa la mano di questo artista che ha fatto dellarte la sua casa, il suo altare, il suo modello di vita funzionale, esoterico e sognatore, unarte univoca e profondamente avvertita fin da bambino. colori smorzati, non eclatanti, non avvampanti, con quella stemperanza coloristica che č proprio dei grandi, ha saputo imporre la sua vocazione e portarla a livelli di ampiezza inusuali attraverso, mostre, vernissages, cataloghi, rappresentazioni visive, acquerelli, olii, grafiche che hanno la bellezza inesauribile della mano divina. E credo, davvero, vi sia del divino in questo mostro sacro perché non si potrebbero spiegare altrimenti, le forze superiori e le vene ispirativo-immaginifiche di questo artista. La sua inesauribile fonte č qualcosa che va oltre il limite storico della vicenda privata, ed č gaudio per gli occhi, giubilo per la mente e per il cuore. Guardando le sue opere ognuno si sente libero di volare nelle aree iperuranie di altri cieli, si associa a cori di angeli, si avvicina al modello idealizzato e simboleggiato del perfettibile che riposa in tutti e in ciascuno. Guardare i suoi quadri č come stabilire un nuovo contatto con unEntitą Superiore che ci fa assimilare la lezione delleternitą senza condizioni, con lanimo perso in episodi di luce, di abbagliante sonoritą espressive, ci si sente slegati dalla gravitą fisica della materia, in pace con se stessi. E una sorta di magnetismo quello che sprigiona dalle tele, dagli acquerelli, dai disegni di Supino, un magnetismo che solo lArte vera, (conla A) maiuscola riesce a far captare, a far sentire al mondo circostante. E qualcosa di misterioso e imponderabile. Da parte mia, lho sempre considerato il miracolo di cui, solo in vista dellopera darte, ci sentiamo infusi. Ma č evidente che vi siano poi altre ragioni di ordine pittorico: lestensione del colore,il tratto, il dosaggio degli elementi, la struttura oggettuale delle componenti pittoriche, il gusto affinato della bellezza che non fa ombra a se stessa, ma anzi la esalta, la commuove, la trascina a fare la differenza, ad esercitare il suo fascino che la dice lunga sul diversificato stereotipo preposto che, nel caso di Supino, č davvero unico ed essenziale. Le sue figure hanno le linee chiare della trascendenza, una sorte di estasi e di beatitudine nel volto, come si addice a creature daltri mondi, con quella purezza edenica che vi fa da sfondo e neutralizza le temperie, le imperfezioni, le brutture del quotidiano. Il fattore della traslazione mi ha sempre intrigato. Non č facile far sentire lo spettatore esattamente dove vuole lartista, perché č questo quello che fa Giuseppe Supino: trasferisce il soggetto sulloggetto in modo cosģ carismatico, cosģ intenso da farlo apparire nei luoghi e nei tempi di cui lui narra. Un grande potere ha larte, una grandissima e ineccepibile sorte per coloro che vi si avvicinano e ne vengono irradiati, catapultati e investiti dalla luce che sa dominare le lordure e ammorbidire e metabolizzare le asperitą della vita. Written by Ninnj Di Stefano Busą
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