Pubblicato il 06/04/2011 09:18:59
Silente vestale nellanima celo della memoria lindelebile stigma.
Alle idi dun mese immemore scorre il fiume assordante dinquiete ore.
A viso fermo capo scoperto, dal livido pallio svelato,
lultimo sacrificio si compie nel tempio dimenticato, alla divinit di lacrime e umana sofferenza mai paga.
La volta a crociera di bianche giunchiglie adorna, scalza procedo.
Nellesule viaggio, si va soltanto, non si torna nella desolata sera.
Dogni giorno rimane cenere effimera e lavica orma.
Del dio del dolore e della solitudine custodisco loscuro tempio, ultima depositaria.
Nel cuore pietrificato dei ricordi irrompe il rivo di magma, la rimembranza mustiona lanima.
Tagli di luce si confondono in giochi dillusione ad inquietanti ombre sotto il colonnato.
Nulla ho dimenticato.
Maggiro sola nel desolato tempio.
Laria immota non freme dun canto, dun volo.
La statua del dio guarda remota dallombra nellinquieto esistenziale enigma, con feroce indifferenza, il vento accarezza le pure ninfee dissolvendo la dolce essenza.
Il tempo dirupa lantico tempio, dirupa statue e mosaici.
Nel gemito del vento che sibila e soffia, la burrasca del divenire la caducit della vita sommerge e graffia.
La vita di me con ghigno crudele ha gi fatto scempio.
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