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Una indiscussa tormentata consapevolezza Itinerari poetici

Argomento: Letteratura

di Gabriella Maggio
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Pubblicato il 08/07/2021 23:22:50

Giacinto Spagnoletti in La Letteratura del nostro secolo Mondadori 1985 a proposito di Dante Maffia nota nelle sue opere il riaffiorare dellarchetipo leopardiano delle rimembranze in un grande respiro poematico, per ora punto darrivo di questo poeta di indiscussa, tormentata consapevolezza.non si tratta di inquietudine religiosa, ma esistenziale; giacch per Maffia tutto rientra nel circolo della riflessione: il mondo, la famiglia, il paesaggio che lo circonda. E il verso riscatta musicalmente questo suo interrogarsi.
Oggi nel 2021 il giudizio di Spagnoletti appare ancora pienamente valido. La vasta produzione di Dante Maffia mantiene chiaro nella narrazione di s il tema della memoria e il respiro ampio e complesso del poema, che diventa assoluto in IO Poema totale della dissolvenza, Edilazio Letteraria 2013. Amplissimo testo in cui confluiscono i temi essenziali di Dante Maffia, gi enunciati nelle raccolte precedenti, ma ora lievitati, per usare una sua parla chiave, da una matura e totalizzante coscienza del mondo, in perenne opposizione alle sue chimere. Con tenacia il poeta oppone al mondo, che tutto frantuma e corrompe , la sua poesia, il suo canto d amore per la vita. Ma lopera d voce anche ad un senso di dissolvenza a un progressivo distacco dalle cose, a uno sguardo filtrato dalla distanza che soltanto il tempo e la malattia concedono. Ma non si attenua la resistenza di Dante Maffia, il suo atteggiamento combattivo. La sua scelta sposta le vicende biografiche ben al di l della rappresentazione dellio, orchestrando un intreccio tra luniverso privato e luniverso mondo e ponendo domande sul senso dellesperienza umana oltre che sulla propria singolare esperienza. Io non ho scelto di vivere qui , ora,/tra i detriti di unepoca malsana,/tra agonie e deturpati nessi/ sempre pi assurdi, sempre pi decrepiti/ e fuori da identit che in fondo/ decretavano una fisionomia./ Questa una farsa, una fotocopia/di traguardi tutti perduti, di iattanza perfida/che arrotola quaderni che nessuno legger. Dove sono finiti i fiati caldi delle bestie da soma,/dove le tiritere delle cicale che in estate/ abbeveravano larsura delle stelle/ e davano biada allo zeffiro marino?/La mia quantit di sogno esaurita-/o s spenta in un lume di polvere./Ma non sono ancora steso allultima spiaggia.(Il recinto) Lo stile dellopera si muove tra la passione che connota la confessione autobiografica e il tentativo di filtrare sentimenti ed emozioni attraverso un esercizio critico che tende a ridimensionare e talvolta a sgretolare i capisaldi condivisi della societ. Il linguaggio lirico si mescola ad altri registri pi aspri che attingono al lessico quotidiano, dialettale ed erotico; il ritmo disteso del momento lirico, dedicato al paese natio, allamore, alla malattia si alterna a quello pi incalzante e oscuro della critica al presente, come ombra in un quadro, destinata a mettere in pi vivida luce un frammento di realt, lasciandone indovinare i complessi e misteriosi legami che lo avvincono alla vita universa, come ha detto Sergio Solmi. Il complesso mondo poetico di Maffia consapevole del proprio valore di fronte alla tradizione culturale classica e moderna cos tanto ampiamente conosciuta e rivissuta da fare venire in mente la bella immagine foscoliana tanta ala vi stese. Lopera attraversa tutta la tradizione letteraria, recuperando anche labbinamento tra poesia e musica,mantenendo salda la propria originalit e restando indenne da tecnicismi e orpelli: le parole /per me non sono/ caramelle da scartare e assaporare ( Spagnoletti, p.627) . Dante, Eliot, Goethe, Leopardi, Montale, Tasso sono chiamati ad essere giudici espliciti dellIo poema totale della dissolvenza nella prefazione e negli Scritti critici. Ma il giudizio definitivo sullopera, credo, che sia affidato alle Postfazioni dei nipotini, alla loro empatia. In coerenza col tono di ridimensionamento di uomini e cose, gi notato nel Poema, nella conclusione Dante Maffia vuole legittimare una lettura vergine, empatica della sua poesia, affidata alla libera fantasia dei bambini, capaci nella loro ingenuit di cogliere di lei tutto lincanto e la magia affabulatoria. Una poesia indubbiamente colta, quindi, che per si offre alla comprensione immediata da parte di lettori semplici . In un tempo in cui tutto sembra adeguarsi alle mode molto devessere apprezzato chi da vero poeta si mantiene fedele ai propri temi esistenziali e alle proprie passioni, che ritornano nella trilogia materana: Elegie materane, Lepisma edizioni-2016, Matera e una donna-Terra Dulivi -2017, I Sassi, Lepisma edizioni 2018. Pur nella diversa declinazione stilistica, le tre sillogi costituiscono unopera unitaria non soltanto nel tema e nel sentimento, ma nella singolare inclinazione dello sguardo, nel particolare timbro della voce, e in sostanza in quella modalit rilevata e originale di poesia messa a punto in una lunga dedizione alla citt. Matera un sogno, un miraggio sin dalladolescenza e nella maturit di Dante Maffia assurge al ruolo mitico di centro emotivo della sua esperienza che fonde in s la donna, la madre, i miti di cui si nutrita la sua poesia. La trilogia si configura come un romanzo che narra il dipanarsi della corrispondenza damorosi sensi tra lio lirico e la citt costituendo sul piano tematico un macrotesto. Secondo lordine di pubblicazione precedono le Elegie materane. Sono 14 elegie senza soluzione di continuit, distinte soltanto dal numero dordine. La versificazione segue fedelmente il ritmo concitato di rutilanti emozioni, che esprimono la condizione di uomo di Dante Maffia consapevole e scettico ma non disperato, che cerca un incontro diretto con Dio: : Sia un incontro tra uomo e uomo Un uomo che ha bisogno di sapere se Tu/ sei il turbine che sconquassa i disegni oppure la/ Realt/ dellesistere e del morire . Abolita la distanza tra creatura e creatore, Dante Maffia implicitamente affronta la drammatica domanda, senza risposta , se luomo a farsi simile a Dio o se Dio alluomo. I suoi angeli con spade affilate hanno ferito le chimere: Le chimere diventate serve avvilite/sono sedute sotto un nespolola lotta con gli angeli stata impari.(elegia 1)Per questo Dante Maffia chiede a Dio di essere pi benevolo nei confronti degli uomini e dei luoghi materani, di operare insieme a lui uomo un rinnovamento del mondo attraverso il carattere identitario e culturale del linguaggio, che non consente soltanto di riconoscere e nominare le cose, ma di parlarne. E per questo Dio deve lasciare al nespolo, simbolo della sua poesia , il nome di nespolo : Ti prego, lascia stare i peccati, azzerali, quelli di tutti,/ per sempre ricominciamo, diamo un nome vergine a ogni cosa, ma il nespolo/ sia nespolo e basta Sii Dio umano, sii carezza , offesa allombraNella mia casa fatta di libri/ non c spazio per nessuna presenza che non sia/ anima viva e palpitante, essenza di conoscenza./ Se verrai in pace e con intenzioni damore/ sarai benvenuto.. (Elegia 11). la Murgia , la Gravina , i Sassi/ dovrebbero essere osannati per molti motivi,/ innanzi tutto perch hanno saputo/conservare il loro profilo intatto/ senza farsi corrompere dagli stilisti di moda..Il nespolo/ cresciuto davanti alla mia casa,/per me la Stella Polare, il gemito dellattesa,/lidentit/e la riconoscenza, il punto fermo che obbedisce al sole/e ne fa coscienza dellesistere.. (Elegia 10) Dante Maffia non accetta da Dio n compromessi n indifferenza e da novello Prometeo conclude cos lopera: Tu non addormentaTi,/ giuro/ che ti ruber lo scettro , se lo farai. (Elegia 14). La parola delluomo sinfrange sul silenzio di Dio. Al titanismo delle Elegie subentra il ritmo pi pacato, colloquiale, incline al recupero memoriale di Matera e una donna. Cantare Matera, donna di poesia stata un esigenza di intimo rinnovamento: Le cose intorno /stavano invecchiando/senza una spiegazione./I vocabolari stavano avvizzendo./ Allimprovviso la freccia dei tuoi occhi/ che mi trapassa e poi mi fa risorgere./Era una sera un poco strana, confusa,//troppi versi detti in piazza/in un paese di cui ho perso il nome. ( Allimprovviso, da Matera e una donna) La Matera di Dante Maffia ha lo stampo della conoscenza del mondo fondamento dellessere di un individuo che l, in quei luoghi, stato infante e bambinocome ha detto C. Pavese ne Il mestiere di vivere . Nella silloge Matera appare unautentica patria poetica, luogo reale e dellimmaginazione nello stesso inseparabile modo, tempo della natura e dello spessore antropologico, di ricordi e di sogni , di storie o meglio di vicende che sono insieme leggenda e verit memoriale, bagliori e calore di ricordi indelebili. La citt ed il suo contesto naturalistico, la Gravina e la Murgia, assumono il segno di verit profonde, incarnano valori universali. La mitopoiesi si fonda nella contrapposizione simbolica tra natura selvaggia e civilizzazione, tra lelemento indomito e lelemento ordinato, tra passato e presente. Il senso vitale di un popolo viene dal passato e non deve spegnersi nella ricerca di una modernizzazione ottusa, sostiene il poeta, cos come la vitalit creatrice del poeta trae alimento da una riserva di passato. In Matera perci contenuta la parabola universale delluomo e in particolare del poeta che affrontando il tema della terra unica, suggello e rifugio, e della reminiscenza, fonda la sua identit di individuo. La poesia procede per quadri, scorci di luoghi,di incontri destinati a imprimersi nella vita, di persone colte in un gesto che hanno lo stampo della conoscenza del mondo: A Matera soggiorn un sogno/ umanissimo che dette alle pietre/la materia dOrfeo: gli echi /si trasmisero depoca in epoca /fino a questa nostra stagione /senza miti necessari ( Le antiche civilt, Matera e una donna).E : Senza la poesia/ Saremmo rimasti /Ombre sconosciute (Il nostro passato). Lamore per la citt e per la donna si corrispondono e si rispecchiano in una perenne, sorprendente metamorfosi: E sei la donna ,/Donna regina, somma dogni canto,/Donna di carne e di poesia: la compiutezza (Donna di poesia) . E in Ho sempre amato Matera: Eccomi tuo per leternit . / Se il ricordo non corrisponde a verit/ha poca importanza./ Tutti i ricordi sono apocrifi./ la verit che ti vivo / come laria che mi entra nei polmoni/ senza la quale non respirerei./ adesso sei,/ il mio porto sicuro,la mia identit,/il mio caff mattutino. E come di una donna amata Dante Maffia geloso. E il fatto che la citt sia capitale europea della cultura nel 2019 alimenta in lui il timore che possa essere stravolta e contaminata, che perda la sua aura: Che stiano lontane per le americanate.Che non diventi Matera una cloaca di fritture ( In dormiveglia). I Sassi concludono la trilogia. Sono cinquanta movimenti in cui domina il tempo della storia e dellautore. Il tempo della storia connotato da un tono aspro daccusa : Tutti allimprovviso meridionalisti./ Un fiorire di saggi: lantropologia/entrata nelle grotte/ come uno spiritello malizioso. Togliatti che parla di vergogna. Ma almeno il pane allora si mangiava( Sassi, 3) ma anche dal tono lirico della rievocazione del passato - Non riesco a vivere uccidendo i ricordi (Sassi,39) - che ricorda l antico equilibrio uomo natura, quando la vita era un continuo contatto e ricambio magico con lambiente: Noi abbiamo vissuto/ colmi di vita, nella pienezza dellesistere/alla pari col cielo e con il muschio/La nostra condizione era la gioia/ delle sere trascorse accanto al fuoco.. ( Sassi, 47). Se Solo ci che persiste ci inizia allessere, come ha detto Rilke ne I sonetti ad Orfeo, il tema del tempo storico dei luoghi materani fonda lessere del tempo e dello spazio, della vita di Dante Maffia. Alla contiguit di luoghi tra Matera e Roseto Capo Spulico : A Metaponto, a destra, mezzora di cammino, si affianca quella dei miti culturali/esistenziali: Ulisse, Federico II, Tommaso Campanella, ma anche dellAlighieri e di Torquato Tasso, velati dallalea della precariet e del dubbio : A sfogliarli danno un brivido del tempo,/e il dubbio che leternit/ sia solo un sogno di carta (Sassi 31)e ancora : Ho troppe cose da definire,/ non so a chi lasciare i libri,/ in quale punto del mare abbandonare/ la mia anima( Sassi, 34). Questansia esistenziale sintreccia sempre ad un altro tema caro a Maffia, l indomito tendere alla vita nella sua pienezza: Lestasi sempre in agguato./ E senza carichi di finzioni,/senza teatro./E gli occhi delle ragazze/sono vipere velenose (50). Lamore per Matera con tutte le sue implicazioni destinato a restare saldo e immutato nel mondo poetico di Dante Maffia, come si legge nel recente inedito Seguiamolo: Non voglio accumulare delusioni,/voglio restare nel Mito, /resistere alla caduta degli Dei/che per i vicoli dei Sassi mendicano umanit,/invocano una briciola damore/ Sono io Omero, adesso,/sono Matera, il sogno delle pietre,/la pioggia che si svuota dei peccati,/lombra furtiva del tuo cuore, /il miele della tua vita. Le opere materane sembrano assumere, almeno sino ad oggi , nel corpus poetico di Maffia, il punto pi alto della sua poesia.






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