Pubblicato il 07/06/2013 23:38:07
Spentosi un poco il clamore suscitato dal referendum di Bologna sui finanziamenti pubblici del Comune alle scuole paritarie, proviamo a fare alcune considerazioni a mente lucida, guardando i fatti.
Hanno vinto il referendum i sostenitori dellabolizione del finanziamento alle scuole paritarie, con il 60% dei voti, ma hanno votato solo il 28% degli aventi diritto. In pratica hanno votato a favore dellabolizione il 16,8% degli aventi diritto. Un po poco per dire che la maggioranza dei bolognesi vuole labolizione del finanziamento.
Invece, sarebbe interessante capire come mai il 72% dei bolognesi non si recato a votare. Ma, tant.
Seconda considerazione: se le scuole paritarie, senza finanziamenti, ancorch minimi, dovessero chiudere i battenti, quei ragazzi e le loro famiglie si rivolgerebbero alle scuole statali, questo ovvio. Conseguenza, il Comune dovrebbe far fronte alla nuova richiesta degli utenti e quindi dovrebbe sopportare un aumento dei costi in un periodo dove le risorse ai Comuni vengono cancellate dal Governo centrale.
E poi, risulta dalle statistiche del Ministero, un posto alunno in una scuola statale costa circa 10 volte tanto di un posto alunno in una scuola paritaria. Cosa conviene al comune di Bologna: continuare a finanziare le scuole paritarie oppure portarle sullorlo della crisi finanziaria e farle chiudere?
Francamente stato demoralizzante leggere in queste settimane, sulle pagine di quasi tutti i giornali, un attacco alla scuola paritaria, accusata di togliere fondi alla scuola statale, senza avere a sostegno di questa tesi nulla pi di un pensiero ideologico, espressione di una vecchia cultura di sinistra, che non aiuta certo lItalia di oggi ad uscire dalla crisi culturale, oltre che economica, in cui si trova.
Nessuno, conti alla mano, pu dimostrare economicamente che la scuola paritaria sia un costo per le casse pubbliche, a meno che non si pensi che, chiuse le scuole paritarie, quegli studenti non vadano pi avanti a studiare e rinuncino a frequentare la scuola statale.
Sia chiaro, a questo tema, prettamente economico, si aggiunge quello della libert di educare i propri figli. Ogni famiglia a nostro giudizio ha il diritto di esercitare la libert di educazione e pertanto il valore delle scuole paritarie incommensurabile e costituzionalmente garantito. I benefici di tale attivit ricadono su tutta la societ nella quale agiranno e opereranno gli studenti usciti dalle scuole paritarie.
Diceva Don Bosco, fondatore nella Torino operaia del 1800 delle scuole salesiane, che leducazione cosa del cuore. Leducazione il dono pi grande che luomo pu offrire al proprio cucciolo e deve poterlo fare in piena libert, secondo quelli che sono i propri principi e ideali. Solo cos si forma il cuore di un giovane, partendo da un punto dinizio, unorigine verso la quale paragonare e confrontare tutta la realt.
Pi si lascia libert di educazione e pi si formano persone capaci di interagire con la realt, desiderose di conoscerla, comprenderla, amarla e quindi migliorarla.
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