Pubblicato il 20/06/2013 23:32:06
Riproposto dalla Casa Editrice Itaca, ho letto con molto interesse Il potere dei senza potere di Vaclav Havel. Chi stato Havel al giorno doggi lo sappiamo. Ma nel 1978, epoca in cui scrisse il manoscritto, lo conoscevano in pochi, almeno in Italia. Erano gli anni dei due blocchi contrapposti, Est e Ovest, Comunismo orientale e Consumismo occidentale. Il Muro divideva Berlino e i cuori degli europei, la Guerra era Fredda.
Havel, tra i fondatori di Charta 77 in Cecoslovacchia, scrive questo saggio in cui analizza il totalitarismo e la strumentalizzazione ideologica in cui consiste.
Per Havel il cambiamento dei regimi socialisti legati allUnione Sovietica poteva avvenire solo partendo dal cambiamento del cuore delluomo, da un amore verso la verit di s, non scendendo a compromessi o cedendo ad una falsa vita, forse anche comoda ma alla fine insoddisfacente. Coloro che vivono in questo modo e si comportano di conseguenza sono chiamati dissidenti dal regime. Ma chi sono i dissidenti, secondo Havel? Non sono una categoria sociologica, sono persone comuni con preoccupazioni comuni e che si distinguono dagli altri solo perch dicono ad alta voce quello che gli altri non possono o non hanno il coraggio di dire (pag. 81).
Il libro di Havel nel 1978 in Italia pass del tutto inosservato. Eppure quello che Havel denunciava riguardo il totalitarismo di matrice sovietica, valeva anche per lideologia del consumismo che si stava vivendo dallaltra parte della Cortina, in Occidente.
Scrive Havel: Qualche volta necessario toccare il fondo della miseria per poter capire la verit, cos come dobbiamo spingerci fino al fondo del pozzo per riuscire a scorgere le stelle Nelle societ democratiche, in cui luomo non cos palesemente e cos brutalmente violentato, questo cambiamento fondamentale della politica ancora lontano, e forse quando le cose peggioreranno la politica ne scoprir la necessit. Nel nostro mondo, proprio grazie alla miseria in cui ci troviamo, come se la politica avesse gi compiuto questa svolta: dal centro della sua attenzione e del suo beneplacito comincia a scomparire la visione astratta di un modello positivo, capace di salvarsi da s Parole quasi profetiche, scritte nel 1978. La degenerazione del nostro sistema politico, fondato sullegoismo di partito, di corrente, personale sotto gli occhi di tutti ed una della cause della crisi che stiamo vivendo.
Quello che cambia la storia quello che cambia il cuore delluomo. Da qui dobbiamo partire. Ci si domanda se il futuro pi luminoso sia sempre veramente e soltanto il problema di un lontano l. E se invece fosse qualcosa che gi qui da un pezzo e che solo la nostra cecit e fragilit ci impediscono di vedere e sviluppare intorno a noi e dentro di noi?
Cos chiude il saggio di Vaclav Havel, dissidente e primo Presidente eletto della Cecoslovacchia democratica.
Lattualit di questo saggio evidente. Havel nel 1978 ha toccato il nocciolo della questione, dei rapporti tra libert dellindividuo e potere dello Stato, tra potere dellideologia e potere della Verit.
Non detto che con lintroduzione di un sistema migliore sia garantita automaticamente una vita migliore, al contrario, solo con una vita migliore si pu costruire anche un sistema migliore scrive Havel.
Come non riflettere ancora oggi su quanto il profetico Havel ci ha lasciato scritto in questo saggio?
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