:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Proposta_Articolo
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
gestisci le tue pubblicazioni »

Pagina aperta 236 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sat Apr 20 04:30:40 UTC+0200 2024
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

reecensione

Argomento: Poesia

Articolo di francesca luzzio (Biografia)

Proposta di Nicola Lo Bianco »

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 07/12/2023 18:33:33

Nicola Lo Bianco,

Il grande amore perduto,

ed. Arianna

 

“Il grande amore perduto” non è solo una silloge poetica, ma anche un saggio dove progressivamente l’autore espone la sua concezione della poesia, la poetica che presiede all’esplicazione del suo sentire.

Il poeta vive in solitudine, Lei non c’è più, è andata via, restano i ricordi, la memoria immaginifica che gli permette di rivivere momenti speciali e per lei di mettere “insieme le parole più                            belle “(Le parole più belle, pag.15), pertanto la poesia diventa catartica e consente al poeta di continuare comunque a vivere.

Nel prosieguo dei secoli la donna e l’amore per il gentil sesso hanno sempre trovato esplicazione lirica, basta ricordare, per citare solo i maggiori, Dante, Petrarca sino ad arrivare a Montale e a tanti altri poeti contemporanei, tra i quali è sicuramente ascrivibile anche Nicola Lo Bianco. Ma come sostiene in una delle sue esplicazioni in prosa sul significato e il valore della poesia, “dobbiamo ridare senso alle parole. Eliminare quanto più possibile lo scarto tra scrittura e realtà e questo non tanto in senso estetico- formale, ma soprattutto in ambito semantico, che deve rispecchiare l’esigenze  dell’io, sia in ambito esistenziale, sia in ambito etico-sociale, così nei suoi versi trovano voce gli emigranti, i  barboni, gli emarginati e quella fratellanza tanto auspicata dai giovani del Sessantotto che, purtroppo, continua a restare una pura utopia, come dimostrano anche i conflitti in corso. Eppure “… compagni \ siamo tutti\ nel mondo\riprendiamoci\ il cielo\ rivoluzionario \ l’amore\di maggio\

è libertà” ( Immagine del Sessantotto, pag.43)

                                                                        Francesca Luzzio

 


« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 0 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

I testi, le immagini o i video pubblicati in questa pagina, laddove non facciano parte dei contenuti o del layout grafico gestiti direttamente da LaRecherche.it, sono da considerarsi pubblicati direttamente dall'autore Nicola Lo Bianco, dunque senza un filtro diretto della Redazione, che comunque esercita un controllo, ma qualcosa può sfuggire, pertanto, qualora si ravvisassero attribuzioni non corrette di Opere o violazioni del diritto d'autore si invita a contattare direttamente la Redazione a questa e-mail: redazione@larecherche.it, indicando chiaramente la questione e riportando il collegamento a questa medesima pagina. Si ringrazia per la collaborazione.