Pubblicato il 24/06/2026 08:24:18
Figura sapienzale e d'amore abbiamo gi avuto modo di definire quella del Professor Spagnuolo, per autorevolezza autoriale e di vita certo, nella appassionata acclamazione di una gioia cui la parola per quanto pu espande e riverbera. Non si tiene infatti, non pu nella direzione dei suoi quasi cent'anni, iscrivendosi nel novero di quei grandi vecchi del dire poetico che hanno nell'ultima fase di Yeats il grande maestro. Ecco ancora in una delle ultime raccolte, Dissolvenze e sussurri (Napoli, 2025) di quasi cinquanta testi, pur nello sgretolarsi incalzare dell'inesorabile, l'aprirsi nella lotta di quel piccolo satellite del cuore (curioso richiamo a chi scrive all'intonazione di Lou Reeed) gemma di un'eredit a lasciarsi qui per chi resta, e di affidamento, pronuncia all'altrove che gi la sigilla. L'inconscio, ancora, allora a smontare e ridefinire figure di s e degli altri nel caleidoscopio di affinit oltre le forme, oltre il ventaglio di una idealit rimossa giacch a restare tra le fenditure di fotogrammi universali non che la carne nel suo frammento di carezza e palmo a imbaciare quello spirito altrimenti perso.
"Una tenera misura cerca le stelle" scritto in uno dei versi iniziali, verso (intensissimo nella sua cristallina trasparenza) in cui a nostro dire tutto il commosso motivo di una poetica che testo dopo testo tra garbugli di colori e pitture di incontri come da tela (ora addirittura barocca ora quasi alla Pollock) finisce col dare all'uomo dignit di lampeggi, di piccoli segnali a evocarsi, a ricordarsi nel buio delle incrostazioni e dei silenzi. Questo il dono senza oblio, questa la danza di ci che resta del sogno- forse sogno compiuto:" Le semplici carezze pi volte/ sanno fondo di bosco". Germogliare di codici nel riconoscimento del mondo, infine questo per Spagnuolo l'amore. Lasciando infine spazio al lettore per le sue risonanze andiamo a chiudere proponendo tra gli altri per meglio apprezzare questa poesia il testo "Tramonto rosso".
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