Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Antologia proustiana 2020: Quarantena a Combray [invito a partecipare]
LaRecherche.it sostiene "la via immortale", da un’idea di Lello Agretti
Premio "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" VI Edizione 2020
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Recensioni
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
Pagina aperta 1807 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Thu Jul 2 12:01:36 UTC+0200 2020
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

Touché

Narrativa

Pietro Grossi
Edizioni Pagliai Polistampa

Recensione di Giuliano Brenna
[ biografia | pagina personale | scrivi all'autore ]


[ Raccogli tutte le recensioni scritte dall'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 02/07/2008 00:11:42

Quattro amici, quattro talenti: Charlie il pittore, Max il chitarrista, Paco il fotografo e infine Wolf, il magico poeta, in un romanzo che li vede in viaggio dalla Spagna all’Olanda, e li osserva nella loro crescita nell’ambiente domestico, e per finire in una specie di Woodstock organizzata, a quanto pare, per esprimere e dimostrare i loro talenti, soprattutto quello di Wolf, che cade come in trance sotto gli occhi estasiati di migliaia di partecipanti a questo singolare happening. Ma cosa rende il singolare talento di questi ragazzi ancora più unico ed elevato? Dalla lettura sembrerebbe derivare dall’uso sconsiderato che fanno di ogni tipo di droghe, oltre al fatto di essere innato. Insomma una specie di libro psichedelico, molto “anni settanta”, ovvero ci si droga, soprattutto con droghe di sintesi o potenti allucinogeni, e da questi “viaggi” si ritorna in grado di comporre opere d’arte assolutamente ineguagliabili. Ma pur volendo essere un romanzo psichedelico e vagamente bohemien, verso la fine, i quattro super-artisti diventano notevolmente ricchi, quindi, partendo da un concetto di arte al di sopra di tutto, arte pura e dettata dall’anima, si giunge ad una borghesificazione, una mercificazione della medesima che lascia un po’ di stucco. Ma tutto il romanzo, a mio avviso, scricchiola un po’, ci sono tante ripetizioni, di parole e di concetti, e vi si respira questa morbosa atmosfera “new age” di anime che si staccano, corpi che si librano, e che non riesce a risollevare tutta la storia quando questa pare affannarsi in alcuni passaggi. Per fortuna ci sono anche pagine molto belle, soprattutto quelle in cui i quattro amici vanno in giro con la voglia di divertirsi, o quelle in cui si racconta della distruzione del grande sogno di quello tra loro che ama nuotare, finché un incidente lo priverà di questo piacere. Ma queste debolezze sono comprensibili essendo l’opera prima pubblicata a 22 anni da quel Pietro Grossi che già con la sua seconda opera ha fatto un notevole passo avanti per poi confermarsi bravissimo scrittore col suo terzo libro: “L’acchito”.
Questo “Touché” ci appare come una bella prova generale, prima del debutto vero, una di quelle opere che lo scrittore ha pensato per i lunghi anni della sua adolescenza, scritto – bene, a tratti molto bene – caricandolo di tutti i sogni e le attese di un adolescente. Nella storia non mancano alcune ingenuità, tipo il finale, ma già si nota il talento dell’autore nel tratteggiare i caratteri dei personaggi e a creare situazioni ed ambienti molto evocativi; insomma il talento già aveva fatto capolino, andava un pochino lavorato, e se guardiamo a dove è già arrivato il giovane autore possiamo tranquillamente affermare che ha saputo crescere, e molto bene.

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »

 

Leggi altre recensioni ai libri di Pietro Grossi:

:: Pugni - Sellerio Editore Palermo
(Pubblicata il 12/06/2009 16:15:32 - visite: 2354) »


:: L’acchito - Sellerio Editore
(Pubblicata il 30/05/2008 - visite: 1480) »