:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | 4 mani  ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
 

Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Sei nella sezione Recensioni
gli ultimi 15 titoli pubblicati in questa sezione
Pagina aperta 3804 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Sun May 10 17:39:00 UTC+0200 2026
Moderatore »
se ti autentichi puoi inserire un segnalibro in questa pagina

La luce e il lutto

Saggio

Gesualdo Bufalino
Sellerio

Recensione di Giacomo Coniglione
[ biografia | pagina personale ]


[ Raccogli tutte le recensioni scritte dall'autore in una sola pagina ]

« indietro | stampa
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »




Pubblicato il 05/07/2008 19:20:00

La Sicilia? Una, nessuna e centomila!

Altro che Touring Club o guide Michelin. Chi vuole prepararsi al viaggio in Sicilia o vuole pi semplicemente conoscerne lhumus, non pu fare a meno di affidarsi agli elzeviri del genio di Comiso. Anche il siciliano doc non deve farne a meno e pu, oltremodo, verificare la propria sicilianit attraverso un test con cui rendersi conto di come sia un difficile lusso lessere siciliano.

La luce e il lutto di Gesualdo Bufalino (Edizioni Sellerio) una lucida fotografia sulla Sicilia e sulla insularit, un capire, assolvere o condannare. Il libro, dal punto di vista strutturale, composto da articoli scritti tra il 1982 e il 1987, tranne due che risalgono al 1947. Nella loro attualit vanno a ricostruire una Sicilia mitica e nostalgica perch, come lo stesso autore sottolinea nella breve introduzione, a guarire lanalfabetismo morale da cui (non solo noi, non solo noi) siamo afflitti, possano un poco servire, sebbene fatti daria, anche le nostalgie, le favole e i sogni, un paese che ombelico del mondo e che avvinto da un fato avverso e nefasto che pu, a ragione, essere sintetizzato nel detto popolare:

Chistu u paisi do scunfuortu:
o cadi acqua o tira ventu o sona a muortu.
(Questo il paese dello sconforto:
o diluvia o c vento o suona il mortorio).

Ma innanzitutto cos il viaggio? Bufalino fa sue le parole di Montaigne: viaggiare sfregare il nostro cervello e limarlo contro quello degli altri. La Sicilia che Bufalino tratteggia unisola plurale, al contempo apollinea e dionisiaca, un caleidoscopio di culture, con la coscienza e la lucidit di uno che non soltanto ci nato ma che soprattutto ci vissuto: Dicono gli atlanti che la Sicilia unisola e sar vero, gli atlanti sono libri donore. Si avrebbe per voglia di dubitarne, quando si pensa che al concetto disola corrisponde solitamente un grumo compatto di razza e costumi, mentre qui tutto mischiato, cangiante, contradditorio, come nel pi composito dei continenti. vero che le Sicilie sono tante, non finir di contarle. Vi la Sicilia del Carrubo, quella bianca delle saline, quella gialla delle zolfo, quella bionda del miele, quella purpurea della lava Perch tante Sicilie? Perch la Sicilia ha avuto la sorte di trovarsi a far da cerniera nei secoli fra la grande cultura occidentale e le tentazioni del deserto e del sole, tra la ragione e la magia, le temperie del sentimento e le canicole della passione.

Pur non chiedendo indulgenze cosmetiche a quelli che sono i pregiudizi del viaggiatore-legati soprattutto allidea di mafia, omert, onore, gattopardismo- lidea della morte (la festa tragica) il topos dominante. Unimmagine che sovviene gi nel momento in cui si attraversa Scilla e Cariddi sul traghetto che porta nome Caronte per quanto oggigiorno il sentimento di morte, e il codice dei contegni che ne discende, sono in declino. Morte (Tanatos) e vita (eros) risultano essere facce della stessa medaglia, onnipresenti e complementari.

Bufalino tratteggia lisola come crocevia di molteplici civilt che hanno lasciato il segno, un ossimoro geografico e antropologico, una terra che spesso diventa isola nellisola e che sicuramente col ponte non perderebbe la sua vocazione claustrofilia e il vizio di fare della solitudine un trono e una tana. E se per Sciascia la Sicilia che sta sicilianizzando lItalia a causa della linea delle palme che tende a salire verso Nord, pur vero che la linea degli abeti cala sempre pi verso il Sud. Una regione, insomma, che rischia di perdere la sua millenaria identit.

Ma iniziamo il nostro viaggio. Per partire sufficiente portare seco un vocabolario di greco. Il viaggio sar un esame e richiede pazienza per le carenze alberghiere, i scarsi (e a volte inesistenti) mezzi di trasporto e vie di comunicazione post-unitarie. Ci che sicuramente colpir a prima acchito la ruralit esiodea e lEtna, strumento di purificazione che si erge sovrana, per quanto si riluttanti, da Empedocle in poi, a frequentare i vulcani. La parte pi interessante risulter essere il calcagno sud-orientale dellisola, con le ricche province di Siracusa e Ragusa ricostruite dopo il terremoto benevolo del 1693 che vien quasi voglia di benedire, col cinismo dei posteri perch a tante fatiscenze diede la scossa e consent la fioritura di unammirevole e creativa stagione edilizia dellisola. Oppure ci si stupir per la base militare di Comiso, esempio tangibile di turismo militare americano.

Un viaggio alla scoperta del passato e del mito in cui sar possibile riconoscere le pedate di Plutone nei pressi di Pergusa o veder affiorare dai flutti Nettuno.

Forse il modo migliore quello di viaggiare a casaccio e affidarsi alla proverbiale ospitalit dei siciliani, senza necessariamente fissare mete precise: perch perdendosi che si trova il posto pi misterioso e pi bello.

« indietro | stampa | invia ad un amico »
# 1 commenti: Leggi | Commenta » | commenta con il testo a fronte »