Pubblicato il 25/06/2011 09:12:04
Dove sarai ora mia rosa dei venti, mentre la sera tinge di vermiglio la parete scrostata della mia cella disolamento e la Memoria di noi mi lacera il cuore con affilato artiglio.
Ti rivedo signore degli alisei, inquieto e fugace a disseminar frenetici passi e rime i tuoi occhi di brace persi nella malinconia dei miei, il nostro ultimo bacio luniverso imploso della nostra solitudine.
In quale remoto braccio segregato anche tu languirai nella nostra quotidiana galera.
Come vedi non tho dimenticato, non ti scorder mai.
Mia rosa dei venti in balia della tempesta, prigioniero del fortunale.
Ragazzo vestito alla marinara lelegante cappello di paglia in testa che attende trepidante il d di festa.
Fra le labbra la viola della vita ingannevole ed amara,
Nel dileguare tempestoso delle illusioni guardi volar via nel crepuscolo incendiato delle emozioni laquilone fugace dei tuoi sogni fra pugni di cenere e rabbia che negli occhi come sabbia ostile resta.
Nellanima in fiamme il fal indomabile della nostra nostalgia.
Dillusioni bruciate al fuoco del divenire di giornate arse restano le nostre anime dolenti di ferite di salsedine cosparse.
Lardore giovanile disperso rincorrendo il vento dei sogni per le vie, i baci rubati allombra dell antico giardino.
Bruciamo di rimpianto e rabbia affondano i nostri passi nella fredda rena .
La folgore del perduto Amore acceca del cuore desolato lascosa pena.
Ed ora che siamo reduci, raminghi e dispersi ognuno prigioniero nella tenebra indecifrabile del proprio dolore indugiamo nel ricordo a quei giorni di primavera fugaci e tersi.
Quando amarsi era un gioco la corsa fanciullesca nella pioggia doro del sole tra le fronde bianche di fiori del ciliegio nel mattino e lesistere il radioso sorriso dun bambino.
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