Pubblicato il 14/07/2011 17:22:02
ZEN : luci /colori /stagioni /esternazioni
(Disciplina del Mahajana Buddhism, pronuncia giapponese della parola chinese Chn, derivata dal Sanscrito dhyana, che approssimativamente traslata con "meditazione" o "stato meditativo").
Primavera: o della pietra grigia, ovoidale, perfetta sospesa sullampia campitura del giardino sfuma dallintenso al verde chiaro colpita dalla luminosit dellalba che avanza
trasparenze di un gioco di specchi specchiare di cristalli che si rifrangono nella limpidezza pura dellaria virgineo risveglio di lontananze
spirito di pace, di continuo ricongiungimento germoglio che avanza dentro lampliarsi del tempo ovulo di vita che rischiara il passo estemporaneo delleterno.
Estate: o del blocco granito, denso, spaccato dal sole rosso melograno gravido che figlia e si disperde nei ciottoli disseminati nel giardino incontinente
linee che si rincorrono avide, curve che si disciolgono a dar forma a segni, simboli vaghi geroglifici duna et mai dimenticata occultata nella lucentezza del fuoco
metamorfosi, fughe di solidi che si rincorrono che si contendono leterno riproporsi consistente delle forme del divenire della materia.
Autunno: o dellinfinito ritorno, dal giallo intenso al bruno al rosso sangue della terra che chiama concretezza di spasimi, di eventi, di volont affermate dentro la brace accesa di soliloqui stanchi
patriarca senza legioni, crepitio dossa prigioniere epitaffi di unattesa che scorre lenta che stenta a venire foglie uccise ancora vive palpitanti cadute nel giardino delle rimembranze
scroscio che sinoltra negli spazi interstiziali tra i ciottoli arsi, logorio di pietre come di pianto cimitero di lagrime sparse sopra i misteri del canto lultima come la prima nota delluniverso.
Inverno: o della trasparenza del bianco, candore dellacqua vitale portento della trasformazione concezione subliminale della spiritualit dellanima dentro il risvolto, la falda del cappello del tempo
immensit del giardino, dimensione della neve vaghi cristalli di ghiaccio per unestetica dellinfinito stretta nel pugno che rimpasta, modifica, ricompone materia duomo
trascendenza, inconoscibilit, immanenza degli elementi bonsai cresciuto tra le rughe intorno alle gote conoscenza dei capelli bianchi, delle occhiaie che fondono la dura pietra, il tronco dellalbero spoglio, ricurvo . . . sotto il peso degli anni, tuttuno con la vetusta et.
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