Pubblicato il 07/09/2011 20:14:54
De profundis clamo ad Te.
Portami in salvo sulla riva al termine della tempesta, mio re.
Soccorrimi alla deriva.
Mi perdo foglia dautunno dimenticata in un viale silente al crepuscolo.
Ora che della burrasca dellesistere mi lambisce il frangersi dei ricordi in lacerante frastuono.
Vago senza meta nelloblio di me stessa.
Mi compagno malinconico in sguardo di cobalto il lago.
Ovunque Tu vada ricorderai la mia voce, delleffimera nostra felicit il canto, la melodia, il suono?
Ovunque Tu migri mia rondine, verso quale remoto orizzonte
invoco il tuo abbraccio, lautunno del tuo amore, la primavera del tuo perdono.
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