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Arancia Meccanica - Considerazioni

Argomento: Cinema

di Piero Passaro
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Pubblicato il 08/03/2015 21:12:57

Reco due importanti premesse :
- Non argomenterò in modo alcuno la colonna sonora , seppure piena di significati , poiché sono (proprio come Alex) un fanatico di Beethoven e Rossini, e dunque sarebbe difficile non essere di parte.
- Non discuterò della trama( è l’adattamento di un romanzo) , né degli aspetti tecnici (per discutere la regia di Kubrick si dovrebbe analizzare scena per scena ogni inquadratura per non fare un lavoro sciatto).
La cultura visuale di oggi ,satura di immagini che mostrano tutto , ha permesso lo sbandieramento e la diffusione, quasi trent’anni dopo l’uscita, di Arancia Meccanica. Il film più controverso di Stanley Kubrick fu infatti ritirato dalle sale dopo le prime proiezioni recanti un enorme successo nonostante la sconvolta opinione della critica e del pubblico .
Nel 1971 , all’epoca dell’uscita del film, nessun regista (tranne Kubrick) avrebbe potuto concepire l’idea di concedere, alla visione indifesa del pubblico , la trasposizione cinematografica del romanzo di Anthony Burgess. Kubrick non permette allo spettatore di sospirare mentre l’ identificazione con il personaggio principale si insidia sempre più in uno spettatore da prima disgustato, e poi sempre più curato del suo triste destino.
Colui che appare nella prima scena è Alexander De Large (Malcom McDowell) , il capo di una banda di teppisti giunti al momento precedente della loro transizione a criminali. Perchè non si parla subito di criminali? Alex e i suoi “drughi” sono dei ragazzi non ancora adulti che lo stato – vera e propria entità personificata nel film- non può più limitarli tramite i provvedimenti riformatori o delle convezioni correzionali.
Il regista dunque, ambienta questa mostra di eventi in un futuro prossimo dove i giovani sono i primari carnefici e vittime. La maggior parte delle scene di Arancia Meccanica si svolge in interni maniacali (curati manieristicamente da Kubrick) sempre stretti, recanti poco spazio , e quasi claustrofobici. Un’ oppressione di pareti piastrellate da precise figure geometriche (come nel caso del bagno della dimora del protagonista) inquadrate ossessivamente.
Questo feticismo per queste fredde delineature d’interni divengono metaforicamente i contorni che depersonalizzano la società mostrata in Arancia Meccanica , prendendo i genitori di Alex come esempio : così assenti ed alienati , appaiono come dei manichini dalle grottesche forme , ossequienti a delle regole che li regredisce quasi ad una continuazione dell’arredamento. Alex sembra voler subconsciamente ribellarsi a questa forzata razionalità quadrata condita dallo squallore medio-borghese che lo circonda ma viene "castrato" mentalmente (Kubrick sembra suggerire una domanda provocatorio e riflessiva : meglio un criminale ribelle o un individuo assoggettato ed alienato?)
Il regista denuncia ulteriormente il nucleo familiare, composto da genitori assenti e ingenui che non conoscono alcun dettaglio del proprio figlio, vedendo solo un’apparenza : quest’ ultima è un vero diktat consequenziale del consumismo “novello” e imperante di quegli anni.
L’accostamento uomo-oggetto non è sicuramente casuale per Kubrick, se consideriamo nuovamente la scena iniziale che ci presenta i protagonisti. Il Korova , più che un bar , sembra una vetrina piena di uomini-manichini tutti eguali , senza cenni di vita , immortalati nelle loro statuarie assenze. A tal proposito, un appunto sulla rappresentazione delle donne di Arancia Meccanica è doveroso. Le figure femminili del film sono superficialmente masse senza personalità, o volontà. Rappresentate sempre bizzarramente, con parrucche colorate e sorrisi esasperati , come fossero delle bambole nulla-pensanti in alcuni casi (la madre di Alex , la psicologa ipocrita all’ospedale , le due ragazze rimorchiate nel negozio di dischi, come se fossero loro stesse merce in vendita e a “richiesta”…ecc.) ; e in altri mostrate provocatoriamente deboli e quasi consenzienti delle brutalità a cui sono sottoposte : l’esempio che mi ha fatto ragionare di più su questo , dopo aver rivisto la scena più volta, si svolge nella parte iniziale del film. Alex e i suoi giungono nella casa del giornalista [ricordate tale personaggio perché ci tornerò più avanti] in campagna per esercitare “l’ amata ultra-violenza” , stuprando la moglie dell’ uomo. Le azioni della donna, offrono l’impressione di una debole e incosciente non-resistenza alle violenze che sta per subire. Una donna dunque resa oggetto o debole, è quella che compare nella negativa società Kubrickiana.
Il tema strutturale del film - la violenza – giunge ai risvolti di ogni organo della società : politica , etica , economia , giustizia e, come già detto, la famiglia (intesa come nucleo societario). Il provocatorio atteggiamento che il primo ministro assume nei confronti del protagonista , dimostrando falsa-amicizia allo scopo di ottenere consensi politici e dunque il potere. La cura “ludovico” a cui viene sottoposto Alex , amorale e anti-democratica che lo rende una caricatura di se stesso ; il regista sembra volerci dire metaforicamente ,nonostante sia riferita ai criminali , che il governo vorrebbe "curare" più individui possibili. I cenni relativi all’ economia sono delle punte di spillo, come il degrado della zona pseudo proletaria in cui vive Alex (più assomigliante ad un ghetto che un quartiere) , o i cenni continui del primo ministro sul dover abbassare i costi di gestione dei detenuti (ancora una volta mercificando gli uomini). Anche la giustizia viene descritta come istituzione ipocrita e corrotta ; una giustizia che non si attiva mai e si limita a sostituirsi ad Alex come carnefice. I vecchi compagni del protagonista, verso la fine del film in veste di poliziotti (quale modo migliore per sfogare la loro violenza?)che abusano del loro potere per regolare i conti, sono contraddittori almeno quanto l’ispettore giudiziario, curatore dell’educazione di Alex , a cui poi sputa (letteralmente) in faccia . L’unica istituzione che sembra salvarsi sembra apparentemente la religione – rappresentata dal cappellano (in cui Kubrick si identifica) della prigione – che rimane sostenitrice del libero arbitrio e della scelta.
Ma qual è il fondamentale messaggio di Arancia Meccanica ? Dopo aver definito una società così marcescente, in cui il male degli individui è solo rimandato ad un ciclo destinato a ripetersi come un orologio (ricordando il titolo originale Clockwork Orange) , Kubrick argomenta un massimo sistema che si sopraeleva a quello della società : la violenza (naturalistica se vogliamo) dell’uomo.
Per il regista la violenza si pone alla base degli uomini, e di conseguenza della società, in un sistema macroscopicamente corrotto dove l’azione legalitaria stenta a mettersi in moto e dove i criminali , per il giusto profitto possono anche essere graziati (Alex alla fine del film riceve tutta l’amicizia del ministro ,un lavoro e una paga sicura in cambio di consenso politico). Tutti gli oppositori di questo sistema vengono calpestati (la figura dello scrittore, come detto in precedenza, che rappresenta l’opposizione democratica e pacifica , o lo stesso Alex prima carnefice poi vittima). L’ uomo è per natura violento e questo sistema legittima tale violenza , ci dice gravemente Kubrick . Tornando alla figura del cappellano si può considerare che l'unica possibilità di non-violenza sia la scelta arbitraria (seppur questa venga negata).

Arancia Meccanica è un film che medita l'essenza dell'uomo , del suo creato (la società) e fornisce delle immagini estremamente violente e disarmanti . Un'amara e corretta previsione di come il mondo sarebbe cambiato (o forse già lo era?) dopo il 1971. A parere mio al regista britannico si deve questo enorme merito di previsione, oltre alla scelta coraggiosa e giusta di spiegare la violenta natura dell'uomo con la violenza stessa.


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