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Poeti in dieci righe: Franco Canavesio

Argomento: Poesia

di Alfredo Rienzi
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Pubblicato il 28/11/2020 18:26:03

 

Poeti (di Torino) in 10 righe. 19. Franco Antonio Canavesio

 

Franco Antonio Canavesio, è nato a Torino nel 1949, dove vive. Ingegnere di professione, dopo una lunga frequentazione come autore e lettore, e diverse pubblicazioni antologiche, giunge alla pubblicazione del suo primo volume di poesie con Custode del giardino (Ed. Aurora Boreale, 2019), con prefazione di Mario Marchisio. Suoi versi sono ospitati con regolarità nel foglio di poesia Amado mio. Nel 2020 pubblica a quattro mani con Mario Parodi la raccolta 70 e sentirli a ritmo di swing (Ed. Impremix)

 

Poeta, a dispetto della limitata e tardiva produzione edita, Franco Canavesio, ha saputo attraverso una via mediana tra cantabilità e discorsività, scansioni rappresentative e volute immaginifiche, creare una poesia osmotica tra l’occasione estrinseca e una visionarietà onirica. “Poeta alla continua ricerca di visioni, di immagini, a caccia di pensieri […] cerca incessantemente il suo destino di poeta nelle cose che incontra […] deambula nello spazio e nel tempo: raccoglie, accarezza, trasfigura poeticamente ciò che incontra e lo sussume nella sua vasta e colorata poetica dell’immagine” (Stefano Vitale)

 

 

 

L'anima d'un matto in volo

  

Noi, rinchiusi, senza ali
ci attirava il volo
non il mistero di elitre e piume
la legge che governa il battito alternato
e annulla il peso.
Non ci importa delle speculazioni
Leonardo e i suoi eterei disegni
neppure le macchine
rombanti, silenti le protesi leggere
e il tuffo dalla rupe.
Muoverci a mezz'aria
senza strumenti
come a voi accade in sogno
nel tempo sospeso della caduta.

- Noi, che vogliamo, possiamo -
si leggeva scritto sui muri 
sollevarci, con le nostre forze
a mezza altezza

dove il divisorio azzurro
incontra lo spazio bianco.
Avremmo preferito accadesse di giorno
più netto il limite tra i due colori
e sarebbe parso chiaro a noi e agli altri
che non si trattava di sogno o pazzia
di trasfusione aliena
o innovativa sequenza di scosse
ma di energia nostra.

Non so degli altri
a me accadde che sentissi la forza
per dimenticanza tra due fiati lunghi

la sedazione diventata spirito.
Mi liberai della camicia
come luce tra due cappelli a punte
toccai l'azzurro e poi il bianco
un'apparizione
agli occhi delle due monache
inginocchiate,
l'esimio professore restò di stucco
per l'effetto, sorprendente
era il corpo così leggero e luminoso
o l'anima, di quel matto in volo?

 

in Custode del giardino, Ed. Aurora Boreale, 2019, pag. 30

 

 

* * *

Mi chiedo da dove vengano

- dalla città, dai campi -

i corvi da sera, le gazze eleganti

che svolazzano e beccano

in cattività tra i miei versi

e se si riconoscono nel ruolo:

il gracchio ricorrente, 

il furto di diamanti falsi.

Han mai provato l'abbondanza del campo

la vista del rosso di una torre

un nido ondeggiante sul cedro più alto?

Sanno nutrire le parole, conoscono

la fatica del vai e vieni incessante?

O sono uccelli da gabbia

anche la poiana e il nibbio

con becco e piume di pappagallo

a ripetere la nota di colore

il verso addomesticato

al taglio di luce

per il té del pomeriggio?

 

da Come in un paesaggio, in Custode del giardino, Ed. Aurora Boreale, 2019, pag. 111

 

 

Veloci in viaggio

(in un paesaggio nordico)

 

Checché ne dica Gadda

pur con i segnali d'avviso, 

- verrà una curva a destra, rallenta

prima del dosso - 

è sempre meraviglia

quando dritto s'apre

vasto

un mondo di betulle e sole

bianco.

E' una distesa d'oro il paesaggio

anche il manto della provinciale

che taglia la tundra nostra,

il primospazio aperto fuori porta.

Su questo bolide,

come freccia luccicante

scagliati rasoterra sul bersaglio, 

prima che il sole cali bucheremo

l'orizzonte.

 

(14 novembre 2019)

 

da 70 e sentirli a ritmo di swing, Ed. Impremix, 2020, pag. 85

 

 

 

 

 

 


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