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Giornata delle Donne: vera sfida per la pace - Women’s Day

Argomento: Società

di Franca Colozzo
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Pubblicato il 09/03/2021 18:35:19

Il mio articolo pubblicato su diverse testate internationali/ paesi.
My latest article posted in different newspapers and countries.
 
Women's Day: A true challenge for Peace - Franca Colozzo - UK Newsline
 
 
GIORNATA DELLE DONNE: La vera sfida per la Pace
 
 
Oggi, 8 Marzo 2021, giorno di celebrazione della Festa delle Donne, mi vengono in mente alcune riflessioni che emergono soprattutto in tempi di pandemia.
Parlo dal mio punto di vista italiano e vedo con grande delusione che, al di là dei proclami politici e dei cambi di guardia al Governo, la situazione tende a ristagnare.
Il vero nodo da sciogliere è quello pandemico per cui si è operato male seppure all’inizio l’Italia passava come il primo paese virtuoso al mondo dopo che dalla Cina il virus si era sparso nel mondo. L’Italia è stretta in una morsa di troppe leggi e leggine, contorsioni burocratiche, suddivisioni in zone a macchia di leopardo, a fronte di una chiusura iniziale sotto stretta osservanza.
A cosa ci ha portato tutto questo? Esamino i due fattori più contraddittori: donne e giovani hanno subito il maggior peso pandemico.
Perché con le scuole chiuse da circa un anno, nessuna altra generazione ha mai visto in passato, guerra a parte, un simile sfacelo. Cosa sarà di questi giovani incolti che, usciti dalle temporanee e successive chiusure imposte, poi si incontrano, si raggruppano e bivaccano, si azzuffano e sfoderano coltelli uccidendo i propri coetanei, come è successo anche a Formia (LT, Lazio), ubicata a soli 7 km dalla mia cittadina di Gaeta. La follia collettiva giovanile fa stragi per le vie d’Italia, mentre una donna quasi ogni giorno viene ammazzata dalla furia omicida del proprio marito o compagno. Certo il lockdown ha solo peggiorato situazioni incancrenitesi nel tempo!
Le donne poi, in quanto sono spesso lavoratrici e madri, sostegno della famiglia e dei propri parenti anziani, appaiono relegate a ruoli subalterni e vedono il loro futuro assai gramo. Non solo a livello personale, ma a fronte di un’economia nazionale il cui PIL scende a livelli sempre più bassi facendo gonfiare la bolla della recessione. Si parlava di stagnazione fino a prima della pandemia, ora dovremmo parlare di recessione.
La Francia, paese europeo che fino a poco tempo fa sembrava non essere in grado di affrontare al meglio la crisi mentre si inneggiava all’esempio italiano, cosa ha fatto?
Intanto le scuole non sono mai state chiuse in Francia, permettendo alle donne di potersi dedicare al lavoro e non per questo l’emergenza sanitaria è peggiorata rispetto all’Italia. Perché un piano di vaccini, come quello egregiamente affrontato da Israele, non si è potuto fare anche in Italia? Mille contrastanti notizie dicevano che mancavano i vaccini, tant’è che è stato sospeso di recente l’invio del vaccino italiano in Australia con grave dolo degli accordi europei dell’Agenzia del farmaco. Invece, pare che i vaccini ci siano ma che non vengano distribuiti in maniera rapida ed efficace. Qual è il vero motivo di tutto ciò?
Di certo il sistema contorto della burocrazia italiana che, nel coacervo di leggi e leggine, si perde poi nella fase dei decreti attuativi delle stesse e nella confusione applicativa delle varie regioni. L’aver decentrato a livello regionale le funzioni dello Stato centrale non ha comportato un bene per il Paese, solo altre poltrone, nella confusione dei ruoli e palleggiarsi delle responsabilità politiche.
Risolvere subito le due questioni: Scuola e Donne significa anche andare al nodo della crisi economica che ci sta affliggendo, ma bisogna affrontare rapidamente una campagna vaccinale efficace. Solo così l’immunità di gregge, tanto ventilata dovunque, produrrà i suoi effetti, pare anche sulle inevitabili varianti.
Quindi, per comparare ancora due situazioni vicine e contrastanti, mi viene da pensare come la Francia abbia addirittura sorpassato la tanto evoluta Norvegia. Si sa che i paesi del Nord Europa sono all’avanguardia per le pari opportunità. Infatti, il lavoro femminile, relativo anche alle fasce occupazionali, normalmente di appannaggio maschile (consigli di amministrazione societari, università, governo, etc.), così come la retribuzione paritetica uomo/donna, nei paesi del Nord Europa sono il fiore all’occhiello. Le politiche giovanili e femminili possono vantare una legislazione consona alle nuove sfide che la post-pandemia ci impone.
L’Italia, invece, è come il fanalino di coda di questo sistema europeo volto alla distribuzione di ruoli sempre più emergenti delle donne. Perché? Troppa burocrazia e leggi farraginose, divisione tra regioni, governo con strascichi maschilisti nonostante l’apertura del nuovo PM italiano Draghi alle donne in seno al Governo stesso, fanno dell’Italia un paese stanco e provinciale.
La Francia, al contrario, è riuscita a superare il gap dell’occupazione femminile ed oggi può vantare il 45,8% di occupazione femminile anche nelle fasce di lavori solitamente di appannaggio maschile, mentre in Italia ci attestiamo su un miserevole 13%. Persino le badanti straniere, frutto di immigrazione, non vengono censite e vaccinate per fornire quell’appoggio necessario alle famiglie nell’assistenza agli anziani.
In conclusione, se vogliamo dare una risposta ai problemi economici indotti dalla pandemia, dovremmo privilegiare: una Scuola aperta, come strumento non solo educativo ma pedagogico e di salute mentale, essenziale e imprescindibile; la parità di genere uomo/donna, senza la quale non si va da nessuna parte.
Inutile, quindi, celebrare fittiziamente la Festa delle Donne se non si risolvono a monte questi nodi che retrocedono l’Italia, al pari di molti altri paesi emergenti, su posizioni ottocentesche o post belliche senza dimenticare che il ruolo svolto dalle donne non è solo paritetico con quello dei colleghi uomini, ma complementare con una marcia in più: empatia e predisposizione al sacrificio, dal momento che la natura femminile è diversa da quella maschile, ma non il cervello che, anche nelle cosiddette scienze dure sfatando miti passati, riesce ad eccellere.
Speriamo dunque che non solo l’Italia, ma anche il mondo intero, si svegli da questo lungo sonno in cui si è cercato di ignorare la questione femminile peggiorando così la crescita umana e sociale, Nel frattempo, i conflitti a livello globale sono aumentati in maniera sproporzionata, così come le persecuzioni delle minoranze etniche e religiose, il gap educativo, con un crescendo inarrestabile della povertà nel mondo.
Saremo in grado di uscire dal tunnel in cui stratificazioni culturali ci hanno segregati e a trovare un punto di convergenza tra universo maschile e femminile? Questa sarà la sfida della post-pandemia e del terzo millennio all’insegna della sostenibilità e degli SDG goal prefissati dall’ONU. Ma soprattutto questa sarà la sfida per conseguire la Pace.
 
§§§
 
 
WOMEN'S DAY: A true challenge for Peace
Today, March 8, 2021, the day of celebration of Women's Day, some reflections come to mind that emerge especially in times of pandemic.
I speak from my point of view and I see with great disappointment that, beyond the political proclamations and the changes in the government's guard, the situation tends to stagnate.
The real knot to be solved is the pandemic one for which bad operations were carried out even though at the beginning Italy passed as the first virtuous country in the world after the virus spread from China everywhere. Italy is caught in a grip of too many laws and legends, bureaucratic contortions, patchy subdivisions, in the face of an initial closure under strict observance.
What has all this led us to? I examine the two most contradictory factors: women and young people have suffered the greatest pandemic burden.
Because with the schools closed for about a year, no other generation has ever seen such a collapse in the past, apart from the war. What will become of these uneducated young people who, having come out of the temporary and subsequent closures imposed, then meet, group and camp, fight and draw knives killing their peers, as has also happened in Formia (LT, Lazio), located only 7 km from my town of Gaeta. The collective madness of the youth causes massacres in the streets of Italy, while a woman is killed almost every day by the murderous fury of her husband or partner. Of course, the lockdown has only worsened gangrenous situations over time!
Women then, as they are often workers and mothers, support of the family and their elderly relatives, appear relegated to subordinate roles and see their future very grim. Not only on a personal level but in the face of a national economy whose GDP falls to lower and lower levels, causing the recession bubble to swell. There was talk of stagnation until before the pandemic, now we should talk about recession.
France, a European country that until recently seemed unable to face the crisis in the best possible way while praising the Italian example, what did it do?
Meanwhile, schools have never been closed in France, allowing women to be able to devote themselves to work and this does not mean that the health emergency has worsened compared to Italy. Why couldn't a vaccine plan, like the one that Israel has dealt with very well, could also be done in Italy? A thousand conflicting reports said that there were no vaccines, so much so that the sending of the Italian vaccine to Australia was recently suspended with serious malice of the European agreements of the Medicines Agency. Instead, it appears that vaccines are there but are not being distributed quickly and effectively. What is the real reason for this?
Certainly the convoluted system of the Italian bureaucracy which, in the jumble of laws and legends, is then lost in the phase of the implementing decrees and in the confusion of application of the various regions. Having decentralized the functions of the central state to a regional level did not lead to any good for the country, only other seats, in the confusion of roles and the dribbling of political responsibilities.
Resolving the two issues immediately, School and Women also mean going to the crux of the economic crisis that is afflicting us, but we must quickly tackle an effective vaccination campaign. Only in this way will herd immunity, so much ventilated everywhere, produce its effects, it seems also on the inevitable variants.
So, to still compare two close and contrasting situations, it makes me think that France has even surpassed the much evolved Norway. It is known that the countries of Northern Europe are at the forefront of equal opportunities. In fact, female work, also related to occupational brackets, normally male prerogative (company boards of directors, universities, government, etc.), as well as equal pay for men/women, in Northern European countries are the flagship. Youth and women's policies can boast legislation suited to the new challenges that the post-pandemic imposes on us.
Italy, on the other hand, is like the rear of this European system aimed at distributing increasingly emerging roles of women. Why? Too much bureaucracy and cumbersome laws, the division between regions, government with macho aftermath despite the opening of the new Italian PM Draghi to women within the government itself, make Italy a tired and provincial country.
France, on the other hand, has managed to overcome the gap in female employment, and today it can boast 45.8% of female employment even in the usually male prerogative, while in Italy it stands at a miserable 13%. Even foreign careers, the result of immigration, are not counted and vaccinated to provide the necessary support for families in assisting the elderly.
In conclusion, if we want to give an answer to the economic problems induced by the pandemic, we should privilege: an open school, as an essential and indispensable tool not only for education but also for pedagogical and mental health; gender equality between men and women, without which you can't go anywhere.
It is useless, therefore, to fictitiously celebrate Women's Day if these knots are not resolved upstream that recede Italy, like many other emerging countries, to nineteenth-century or post-war positions without forgetting that the role played by women is not only equal with that of male colleagues, but complementary with an extra gear: empathy and predisposition to sacrifice, since the female nature is different from the male one, but not the brain which, even in the so-called hard sciences, debunking past myths, manages to excel.
We, therefore, hope that not only Italy but also the whole world, wake up from this long sleep in which we tried to ignore the female question, thus worsening human and social growth. In the meantime, global conflicts have increased in a disproportionate manner, as well as the persecutions of ethnic and religious minorities, the educational gap, and the unstoppable growth of poverty in the world.
Will we be able to get out of the tunnel in which cultural stratifications have segregated us and find a point of convergence between the masculine and feminine universe? This will be the challenge of the post-pandemic and of the third millennium under the banner of sustainability and the SDG goals set by the UN. But above all this will be the challenge to achieve Peace.
 
 


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