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’Come Again’ di Danielle Di Majo e Manuela Pasqui

Argomento: Musica

di Giorgio Mancinelli
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Pubblicato il 04/09/2021 04:05:18

A voler parlare di Jazz …

È pressoché detto di una ‘imperscrutabile perfezione’, tale da sembrare una contraddizione in termini, in cui tuttavia il Jazz contemporaneo, introduce al profumo ipnotico d’una sequenza di note che forzano gli spazi interstiziali, ‘senza-audio’; e che invade con gli accordi simultanei delle vibrazioni ‘al femminile’: epidermiche di corde tese, di ottoni altisonanti, di sistri immaginari di un trascorso che disconosciamo … non solo perché supera in profondità ctonia o in altezza stratosferica quanto è dato ascoltare ma, in quanto unisce, avvolge e compenetra il silenzio all’armonioso viluppo del tutto.
Una qualità che dimostrano ben pochi strumentisti Jazz nell’affrontare le tematiche che si propongono, allorché spaziano voluttuosi e/o lascivi in tutto ciò che va oltre l’idea della consonanza, di quella conformità che spesso rende il Jazz al maschile ‘illeggibile’ all’orecchio dell’ascoltatore: vuoi per eccesso di virtuosismo talvolta fine a se stesso; vuoi per un difetto coitale che affretta la conclusione d’ogni ‘pezzo’ (brano) eseguito … sì da lasciare basito l’artista benché attratto nell’immaginario dilettevole del suono prodotto dal proprio personalissimo ‘stile’ che lo distingue.

“Gli artisti non hanno quasi mai cognizione della propria arte […] perfino gli artisti più celebri del mondo”. (*)

Va considerato, inoltre, il ‘suono’ e/o la ‘voce’ propria di ogni singolo strumento, allorché viene personalizzato in un ‘corpo-a-corpo’ con l’esecutore stesso che ne assume così l’identità. E cosa c’è di meglio di misurarsi con una musica coinvolgente, ‘a tutto tondo’, che si conforma con l’ascoltatore, e il cui richiamo introduce e/o re-introduce assonanze del passato-remoto a confronto con il presente-futuro, al fine di unico di restituire alla musica l’amore e l’entusiasmo di una passione esercitata nel tempo … anni in cui l’artista ha maturato la sua personale ricerca.
È questo il caso di un album/cd B.I.T. Back in Time dal titolo “Come Again” di recente immissione sul mercato discografico che vede due eccezionali strumentiste Danielle Di Majo (alto e soprano sax) e Manuela Pasqui (piano), alle prese con brani insoliti quanto insospettabili, presi dalla tradizione e dalla produzione di celebri compositori, trasposti in un Jazz raffinato ed elegante, esclusivo, da veri intenditori, che si spinge dai ‘pianissimo’ essenziali di Manuela, fino a ‘lontananze’ inusitate o, se vogliamo, a certe ‘solitudini’ nello spirito del ‘melos’ vocale.
Ciò per quanto riguarda le ‘voci’ del sax di Danielle che, per effetto di scelte mature, ha abbandonato l’aggressività del Rock-duro per rivolgersi al Jazz-puro, in cui la suggestione, trasferita nel suono, si traduce qui in emotiva affabulazione in alcuni brani quali: “L’amour me fait commencer une chanson” del compositore medievale Thibaut de Champagne, “Cagnaccio” della stessa Danielle; “Come Again” di John Dowland, nonché il preliminare “Canone” di Pachelbel, e le cantabili “Lasciatemi morire” e “Sì dolce è il tormento” entrambe riprese, cosa inaspettata, dalla copiosa produzione di Claudio Monteverdi.
Nonché, e sorprendentemente, fanno parte di questa raccolta decisamente Jazz, “Bunessan” acquisito dalla tradizione scozzese delle ‘carols’ natalizie, e il brano firmato dalla stessa Manuela Pasqui, “Della mancanza e dell’amore”, in cui il piano assume valenza cosciente dello ‘spirito’ del suono. Quasi una consacrazione filosofica a quella che possiamo ben definire ‘musica concettuale’ … in quanto espressione della contemporaneità degli intenti jazzistici, attivi nella più recente progettazione musicale di molti artisti:

“L’amore per la musica, la tenacia e l’entusiasmo di suonare insieme, sono le forze che ci hanno spinto e guidato nel realizzare questo nostro progetto” – hanno dichiarato le entusiastiche interpreti dei questo concept-album targato Filibusta Records, registrato a Roma all’Arcipelago Studio - Dicembre 2020. (*)
Note di copertina:

(*) Executive Producer – Filibusta Records – info@filibusta records.com


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