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Duello tra memorie

di Piero Passaro
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Pubblicato il 30/09/2015 21:10:01

I due posarono i piedi a terra, sulla strada rada.

Due uomini guardavo ma fratelli ricordavo.
In origine c’era l’affetto , la passione, la simbiosi, l’affinità ; quei due uomini erano amici, viandanti mistici che si muovevano con certi versi, incantati e incantevoli. Coloro la cui amicizia si basò sempre sul naturale spirito creativo e l’indole bonaria,  furono parenti facenti parte ad un albero genealogico misterioso, forse un po’ onirico.

Giacchè tale rapporto, quel che vidi tra i due, era una ripetizione a spirale nel tempo. Quanti Marcèl e quanti Nicolò c’erano stati nel mondo? Quanti ancora ce ne sarebbero stati?  Nei bar notturni quei due amici divenivano i veri lumi delle città addormentate che vissero insieme. Un bisogno indipendente con un’onesta voglia di crescere insieme. Questo erano, agli occhi miei, quel Marcèl e quel Nicolò che abbracciai tante volte, tutti e due insieme, tra risate deflagrate. La terra per me tremava però, in quel momento così ricco di sentimento. Nicolò e Marcèl erano posti uno di fronte all’altro , prossimi ad un tragico confronto.

Questo vidi davanti a me ; mi misi in mezzo poco prima da vero mattatore, ma, ahimè, vanamente. Non vollero sentire ragione e così mi ritrovai le  canne delle loro sei colpi puntate  in faccia. 
O mi sposto, o sarò preso tra i due fuochi , pensai.
Uscì dalla traiettoria dei revolver  sopraffatto da quella tempesta di ferree volontà. Essi si fissarono e ciascuno vide la propria vita spesa affianco dell’altro, come uno specchio riflettente le memorie , dolci e sacre , della loro amicizia.
L’affinità si spezzò. Il duello iniziò. Quei due si conoscevano troppo però; il loro combattimento fu come un balletto ben interpretato dai Marcèl e i Nicolò di tutti i cosmi. Anche nel tragico cimento privo di sorrisi i due si compresero; avrebbero potuto uccidersi ponendo fine alle loro vite eppure non accade questo.

Il finale del combattimento fu sancito dopo un secondo, o due; ma solo quando le sei colpi non sputarono più fuoco verificai  con ardore le condizioni dei pistoleros. Invece di versare lacrime avrei versato sudore , nel portare quei due al saloon con il loro odore : Marcèl e Nicolò si spararono nelle gambe. Così, tra insulti e brontolii scambiati reciprocamente sarebbe cominciato il mio ruolo di mediatore ; quel rapporto tra i due uomini – non più fratelli – sarebbe proseguito ancora , per la gioia delle mie memorie.


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