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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

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I sassi della strada vecchia di Trezza

di Lara Puce
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Pubblicato il 15/10/2017 20:58:34

Non appena apro il finestrino l'odore della strada bagnata accarezza i miei sensi.

L'aria densa, l'umidità percepita quanto e più della pioggia stessa... Poso la nuca sul poggiatesta, chiudo gli occhi e immediatamente i pensieri vagano. Non posso farci nulla, è lì che corrono... o meglio, da lui...

 

Ero in libreria con la mia più cara amica quella sera e, come al solito, presi in mano "I Malavoglia" di Verga e ne sfiorai la copertina. -Ogni volta che lo vedo non posso fare a meno di leggerne l'inizio- le dissi; -è come ricevere una carezza da un vecchio amico-. Mi guardò rassegnata, sapeva già che avrei pronunciato ad alta voce quelle parole.

"Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza; ce n'erano persino ad Ognina e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio l'opposto di quel che sembrava dal nomignolo, come dev'essere."

Sollevai lo sguardo per incontrare i suoi occhi aspettandomi la solita espressione, un misto tra il dolce e il compassionevole.

Ma nel medesimo istante una voce alle nostre spalle carezzò la mia nuca scoperta.

-Può rileggerlo, signorina? E' così bello sentire il suono di casa...

Mi voltai immediatamente, ritrovandomi di fronte ad un paio d'occhi neri che sorridevano ma, era evidente, non scherzavano. Fu la magia del momento, probabilmente,o forse solo la mia immaginazione... rilessi un'altra volta quella frase e l'uomo misterioso ringraziò.

-Grazie. L'incanto della sua voce e il fascino del suo sguardo hanno rimescolato un passato ed un futuro incerti, regalandomi un prezioso istante nel presente.-

Non potei fare a meno di osservarlo mentre prendeva il libro dalle mie mani, lo portava in cassa e lo riconsegnava a me...

Non disse nulla, semplicemente andò via. Ed io rimasi così, sbalordita e affascinata da un uomo che sembrava apparso dal nulla, tra incanto e realtà...

 

Un'eternità sembrava passata da quel momento, invece erano solo sei mesi...

Quella famosa sera, nella quiete della notte, aprii il libro per rileggere quei righi ormai così ricchi di significato; sfogliai rapidamente le pagine e ne cadde un bigliettino con su scritto un numero di telefono.

Fu l'inizio.

E la fine.

Nel medesimo istante.

Il tempo trascorso insieme mi fece capire quanto dalla vita potevo avere e quanto la vita mi stava togliendo...

Ora, con la testa pesante posata sul sedile dell'auto, mi ritrovo ad annusare attimi perduti che so, non ritorneranno.

Ma hanno rigenerato la mia anima regalandomi prospettive sconosciute e sensazioni amplificate.

 

Lui non era che la parte nascosta di me; dovevo solo scoprirlo.


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