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La ballata dello zingaro. Un soggetto cinematografico

di Lorenzo Palombo
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Pubblicato il 06/07/2020 23:16:03

Questa storia è ambientata in pieno inverno nella città di Latina, dove è nata e cresciuta la protagonista, di nome Arianna (23 anni). Lei vive in un appartamento modesto insieme a suo padre Vittorio (56), un finanziere semplice. Egli è un uomo autoritario e neofascista, che colleziona delle teste in finto bronzo di Mussolini, che ha ereditato da suo zio. Con loro c’è anche la sorellina di lei, Silvia (10). Ogni giorno Arianna l’accompagna a scuola, l’aiuta a fare i compiti e tutte le sere le legge dei libri, fra cui la saga di Harry Potter e alcuni romanzi di Roald Dahl. Per consentire a lei un migliore tenore di vita rispetto a quello offerto dal padre, svolge vari lavori: ogni lunedì e mercoledì fa la commessa in un negozio di scarpe da ginnastica; ogni martedì e giovedì invece lavora in una libreria, dove stringe amicizia con il collega Fabio (32); tutti i fine settimana inoltre lavora al banco degli ortaggi al mercato. Arianna ha un pessimo rapporto con il padre, che la mortifica sempre e la tratta come se fosse una colf; probabilmente gli ricorda la sua ex moglie, che è morta quattro anni fa.

Quando si ritrova con la spia del motore accesa, Arianna si ferma alla prima officina che trova per far controllare la sua macchina. E in quella stessa officina incrocia lo sguardo del giovane nipote del meccanico, che si chiama Remus (21), un bel ragazzo dalla pelle “abbronzata”, che a lei sembra essere di origine bosniaca o romena, che indossa una maglietta sbiadita della A.S. Roma, e porta anche uno zaino rosa delle Winx. Remus dimostra fin da subito di essere attratto da Arianna, facendole dei complimenti anche per i suoi occhiali da vista. Però la ragazza si sente subito a disagio per le attenzioni che lui le rivolge, forse per il colore della sua pelle; o forse l’ha preso per un senza tetto, a causa della sua maglietta consumata e per lo zaino rosa. Lo zio del ragazzo, Andrej (37), avverte Arianna che il motore ha subìto un danno, e che per quattro giorni al massimo dovrà muoversi a piedi.

Nei giorni a seguire la povera Arianna è costretta a prendere l’autobus per spostarsi tra la scuola di Silvia e i suoi tre posti di lavoro, visto che Vittorio ha detto chiaramente che non le può prestare l’auto perché gli serve per il lavoro. In autobus però trova anche il tempo di leggere un libro; e porta con sé anche un piccolo quaderno con penna, nel quale però non scrive niente. Il suo sguardo incrocia quello di due stranieri, una donna con una gonna lunga con degli specchietti e un giovane uomo, che si trovano nei sedili in fondo. Il giovane uomo non fa altro che fissarla, ma Arianna riprende a leggere il suo libro, cercando di far finta di niente.

Passati i quattro giorni, Arianna ritorna all’officina per ritirare la macchina, e ritrova Remus, che nota con dispiacere che lei non si è portata dietro gli occhiali che gli piacevano tanto. Però Remus, capendo di aver corso troppo con lei l’altra volta, la invita a prendere qualcosa al bar che si trova vicino all’officina. Arianna non si lascia convincere subito; però Remus risponde che non le farà niente di male, ed è per questo che la invita in un posto vicino alla sua auto, in modo che possa sentirsi libera di andarsene quando vuole. La ragazza accetta.

Appena seduti ad un tavolino per bere, il silenzio fra loro è imbarazzante; anzi, pare evidente che la ragazza non abbia mai avuto un primo appuntamento. Perciò Remus, cercando di rompere il ghiaccio, le chiede se è da tanto che guida la sua macchina; e lei risponde che quella macchina era di sua madre, e che ha preso la patente otto mesi prima. Per questo Arianna sembrava preoccupata quando aveva visto la spia del motore accesa. Ma poi la ragazza fa capire gentilmente a Remus che non vuole andare avanti con la storia di sua madre. Remus invece le dice che lui invece ha perso suo padre, e che è stato cresciuto da sua madre e da suo fratello. A poco a poco Arianna perde il disagio iniziale e comincia a prendere in simpatia quel ragazzo: infatti gli dice che il suo nome gli ricorda quello di un personaggio di Harry Potter che piace molto a Silvia; tale particolare sembra lusingare molto il ragazzo. Quest’ultimo si propone di pagare il conto con cinquanta euro, ma il barista non ha da cambiare, perciò il ragazzo chiede ad Arianna se può pagare lei. Quest’ultima ne rimane interdetta.

Mentre sta lavorando al negozio di scarpe, Arianna riceve un sms proprio da Remus, che la invita ad andare al cinema, promettendole che stavolta avrebbe offerto per tutti e due. Arianna sembra interessata; ma per uscire inventa una scusa al padre, dicendogli che la sua amica Cinzia è tornata da Londra e che sarebbe andata a vedere il film insieme a lei. Prima di andare, Vittorio le chiede: << E ci vai vestita così da Cinzia? >>. Infatti sembra che per Vittorio sua figlia sia vestita in maniera eccessivamente elegante per un appuntamento al cinema insieme ad un’amica; Arianna, un poco allarmata da quella domanda, gli chiede se il suo vestito non andasse bene, e invece suo padre risponde: << Per carità, la vita è tua. Divertiti >>, e riprende a guardare in maniera assorta il telegiornale, mentre Arianna esce.

Appena arrivati al botteghino del cinema, Remus chiede ad Arianna se può andare a prendere dei popcorn e due lattine di coca-cola, mentre lui avrebbe preso i biglietti. Mentre sta pagando, la ragazza vede Remus che sta discutendo con la maschera del cinema, poiché le è parso di sentire una frase razzista come: << Ah, zingaro! Esci da ‘sto cinema! >>. Ma appena Remus raggiunge Arianna, si accorge che lei sta uscendo di corsa, senza ritirare la sua ordinazione. Il ragazzo però cerca di raggiungerla per darle una spiegazione, ma Arianna si sente molto offesa per il fatto che lui non le abbia detto di essere un rom. Arianna, probabilmente influenzata dalle convinzioni razziste di suo padre, gli dice che gli zingari le fanno impressione (da liceale ha anche manifestato contro la mafia rom locale che ha minacciato un magistrato). Anzi dimostra anche di essere stupita di averlo sempre visto indossare dei vestiti “normali”, salvo la bizzarria dello zaino delle Winx; il ragazzo, sentendosi offeso, la manda a fanculo. E anche Arianna se ne va alquanto indignata.

Nei giorni a seguire, mentre Arianna continua a fare i suoi tre lavori, Remus, oltre a lavorare in officina, è impegnato anche al banco di un negozio di kebab e pulisce i bagni di un bar; tutti i giorni inoltre frequenta una scuola serale composta da adulti, visto che non ha ancora un diploma di scuola superiore. Però il ragazzo dimostra di non essere molto brillante in diverse materie, soprattutto in italiano. In quella sequenza vediamo un altro lato della personalità di Remus che, oltre a sembrare sicuro di sé, è anche un ragazzo che cerca di sopravvivere in una città che vive ancora nel ricordo di un passato fascista. Molto spesso al ragazzo capita di pensare ad Arianna e a quello che è successo al cinema.

E ad Arianna, invece, capita di pensare a lui quando vede il telegiornale insieme a suo padre, in cui ci sono sempre delle notizie che riguardano i migranti che raggiungono l’isola di Lampedusa, oppure altre notizie legate alla mafia o ai censimenti dei campi rom. E Arianna è sempre costretta a sentire tutti i commenti razzisti pronunciati da suo padre. Nei giorni a seguire scopre su Facebook un video dove un youtuber intervista vari rom di nazionalità italiana, che sono dei lavoratori, artisti e studenti come tutti gli altri. Tutto quello che c’è su quel video sembra una novità per Arianna.

Un giorno, mentre la ragazza sta accompagnando Silvia a scuola, la bambina le racconta di aver conosciuto una sua compagna di classe dalla pelle nera di nome Jasmine, che viene dal Senegal e che è stata adottata da una coppia italiana. Silvia ha anche aggiunto che sono settimane che giocano insieme ad acchiapparella e a nascondino, e che i loro compagni di classe maschi la prendono in giro perché ha confidenza con lei; ma Arianna la invita a lasciarli perdere, poiché ha il diritto di scegliere gli amici che vuole, indipendentemente dal colore della pelle. Appena ha dato questo consiglio, Arianna capisce di essere stata una razzista come suo padre nei confronti di Remus.

Subito dopo aver lasciato sua sorella a scuola, Arianna raggiunge l’officina in macchina, ma non riesce a trovare Remus, e quindi lo zio Andrej le consiglia di andare a cercarlo al negozio di kebab. E infatti lo ritrova lì, mentre sta fumando una sigaretta fuori durante l’orario di pausa. La ragazza gli chiede scusa per quello che era successo al cinema, ammettendo di essersi comportata da razzista, cercando di convincerlo di essere tutto il contrario. E anche Remus le chiede scusa per non averle detto niente sulle sue origini rom, avendo creduto che se ne fosse già accorta, visto che nel giorno del loro primo incontro non gli aveva dato nessuna confidenza. Apprezzando la sua sincerità, Arianna gli chiede se un giorno avrebbe potuto invitarla a casa sua, giusto per curiosità. Nonostante l’esitazione iniziale, Remus le promette che le avrebbe inviato il suo indirizzo per messaggio.

Arianna poi raggiunge quell’indirizzo, e scopre che Remus abita nei dintorni di via Caio Giulio Cesare, nota in città per essere la “zona degli zingari”, che casualmente si trova vicino al suo vecchio liceo. L’interno di quella casa è molto diverso rispetto a quello di suo padre; infatti l’ingresso è poco pulito e pieno di spazi vuoti, ma nonostante ciò ha tutto quello che serve, come il tavolo, gli armadi, i letti, la cucina, la televisione, persino una X – BOX 360 con due joy stick. La camera di Remus invece è piena zeppa di poster della A.S. Roma; e lì c’è anche un piccolo comodino posto accanto al letto, e una mensola dove la ragazza scorge pochi libri, tra cui La Divina Commedia e Gomorra. Arianna ne rimane spiacevolmente sorpresa. La ragazza ha adocchiato anche diversi testi scolastici che Remus usa per la scuola serale.

In quella stessa casa Arianna incrocia la madre del ragazzo, che si chiama Ghera (45), e anche il fratello Alexandru (24). Lei infatti si ricorda di averli già visti una mattina mentre tutti e tre prendevano lo stesso autobus. Però entrambi i “padroni di casa” la lasciano per un attimo da sola all’ingresso per poi discutere animatamente con Remus per il solo fatto di averla accolta in casa. Per questo Remus decide di portarla fuori per mostrarle un recinto accanto alla loro abitazione, dove ci sono dei cavalli che un suo vicino vende abusivamente. Arianna si ricorda che tempo fa riusciva a vedere quello stesso recinto dall’esterno della scuola, e ogni volta che c’era la ricreazione andava sempre a vedere i cavalli da lontano. Remus le chiede scusa per il comportamento della sua famiglia, soprattutto per quello di sua madre, che non definisce razzista, ma semplicemente impulsivo, dal momento che è stata da poco licenziata come donna delle pulizie. Arianna però gli dice di stare tranquillo, aggiungendo che nessun altro sarà peggiore di suo padre, a livello di razzismo. Remus racconta che loro due e suo fratello, prima di stabilirsi a Latina, si trovavano in un recinto con il capannone in una zona della strada statale Pontina, che si trova vicino al parco di Cinecittà World. Questo particolare suscita maggiore curiosità in Arianna, e gli propone di spiegarle e mostrarle tutto ciò che sa sulla cultura rom; lei in cambio gli avrebbe fatto leggere alcuni romanzi che avrebbero potuto piacergli, e non solo: d’ora in avanti gli avrebbe dato anche delle ripetizioni di Italiano per la scuola serale.

Nei giorni seguenti, Remus gli presenta alcuni amici rom nati in Italia, primo fra tutti un certo Roberto (32), uno “zingaro” nato e cresciuto a Catanzaro, che insegna danza moderna; e poi le mostra anche alcuni campi rom dove alcuni residenti però non prendono in confidenza Arianna, proprio come la madre e il fratello di Remus, ma grazie al ragazzo cominciano pian piano a fidarsi di lei. Arianna in quella scena non fa altro che usare il suo vecchio quaderno per prendere appunti su ciò che vede e sente, e Remus le domanda cosa stesse scrivendo, senza ricevere alcuna risposta. La ragazza poi, fra le tante usanze rom che ha avuto modo di conoscere e di vedere, è rimasta affascinata dal fatto che i rom hanno sempre comunicato fra loro tramite l’utilizzo del linguaggio orale e non scritto, e che si esprimono anche attraverso dei canti popolari.

Nello stesso periodo lei gli presta diversi romanzi di formazione come L’isola di Arturo, Le avventure di Tom Sawyer e alcuni testi shakespeariani, fino a passargli Ti prendo e ti porto via di Niccolò Ammaniti, dicendo al ragazzo: << In effetti mi sei sempre sembrato un tipo all’Ammaniti >>; << E che vuol dire? >> domanda Remus, ma Arianna gli risponde: << Tu intanto leggilo >>.

Piano piano, grazie alle ripetizioni di Arianna, Remus comincia a prendere dei bei voti alla scuola serale; e non solo in Italiano, ma anche in tutte le altre materie.

Però Arianna si accorge che, a forza di frequentare Remus e il suo mondo, sta trascurando sua sorella Silvia, mancando spesso alle solite letture serali. Arianna, nello stesso periodo, viene licenziata dal proprietario del negozio di scarpe per le continue assenze, ma nonostante questo la ragazza dice di esserne contenta, ormai stanca di subire le umiliazioni che riceve dai clienti insoddisfatti e da bambini obesi che si lamentano per il numero di scarpa che non entra. Poi lei arriva sempre tardi in libreria, ma per fortuna c’è sempre Fabio a coprire i suoi turni, anche se il loro capo potrebbe non chiudere un occhio. La ragazza infatti esce troppo la sera e torna a casa tardi, trovandosi sempre davanti a suo padre, che è ancora più sospettoso nei suoi confronti.

Nei giorni a seguire, Arianna si mette a revisionare gli appunti segnati sul suo quaderno, per poi cominciare a scrivere sul computer e stampare, senza fermarsi mai. E’ come se in Arianna fosse ritornata una passione sopita da tempo.

Arianna porta Remus in un localino (gestito da un amico di sua madre) con un piccolo palco, dove nel periodo liceale aveva fatto degli spettacoli di letture, e che adesso è vuoto per un’“occasione speciale”. Proprio lì decide di regalargli il testo che ha scritto nelle scene precedenti. Si tratta di una poesia in otto strofe intitolata: << La Ballata dello Zingaro >>. Remus le chiede se può recitarla per lui, ma lei dice che si vergogna a farlo. Perciò il ragazzo rom si offre volontario, salendo su quel palco mentre si fa dirigere in un primo momento dalla stessa Arianna. Il modo in cui Remus ha recitato la poesia ha già fatto breccia nel cuore di Arianna. << Dovresti fare un corso di teatro >>, dice lei; e Remus invece le risponde: << E tu invece dovresti pubblicare questa poesia, è bellissima. >>. In quel locale rimangono anche per mangiare una pizza, e quella stessa sera Arianna confessa a Remus di essergli riconoscente: da quando ha cominciato a frequentarlo e a vedere tutto ciò che le ha mostrato, sente di aver recuperato gli ultimi anni dell’adolescenza che aveva perso. Subito dopo Arianna comincia a parlargli liberamente di sua madre. Quando la ragazza andava ancora a scuola, le avevano diagnosticato una forma di Parkinson precoce, e ha dovuto occuparsi sia di lei che di sua sorella, assentandosi spesso da scuola. Poi sua madre è morta proprio lo stesso giorno in cui ha sostenuto l’esame orale per la maturità. Sia Arianna che Silvia, subito dopo il funerale, sono andate ad abitare a casa di suo padre; lei ha dovuto rinunciare al sogno di iscriversi alla facoltà di Lettere e di diventare una scrittrice e poetessa per fare da “madre” a sua sorella. Da quel momento ha cominciato a fare più lavori per essere indipendente economicamente, e a prendere la patente. E per questo motivo non è più riuscita a scrivere niente. In quella stessa sera, l’attrazione tra i due ragazzi diventa più forte di com’era prima, e alla fine Arianna dona a Remus la propria verginità.

Passati due mesi dalla nascente relazione fra i due ragazzi, Ghera (vestita con una tuta da ginnastica o in borghese, al posto della sua gonna lunga) e Alexandru si trovano nella zona circostante la stazione Termini, a Roma. Entrambi si comportano in quelle strade con fare sospetto fino a quando non vedono una coppia dall’apparenza benestante che si sta dirigendo nella zona dei taxi. Ghera va loro incontro fingendo di essere una tassista da “servizio veloce” per poi accompagnarli in un parcheggio lontano dai mezzi, dove ci sono altre automobili comuni. Appena la coppia comincia ad avere dei sospetti su tale comportamento, Alexandru sbuca fuori minacciandoli con un coltellino per poi prendere i loro portafogli. Appena Ghera e Alexandru rubano loro i soldi, corrono fino a raggiungere la metropolitana. Ma appena scendono ad una fermata della Metro, c’è un uomo in borghese che li ferma, mostrando loro il proprio distintivo. Ghera decide di fermarsi per non avere problemi; Alexandru invece scappa via lasciando la madre con il poliziotto, ma viene afferrato di spalle da un collega, ed entrambi vengono rimandati alla centrale di Latina.

Alcuni poliziotti di Latina cominciano a perquisire la casa dei due rom, dove trovano un Remus apparentemente ignaro riguardo a cosa è accaduto a Termini. Il ragazzo però si rifiuta di farli entrare, dicendo che lui e la sua famiglia non avevano fatto niente. Però i poliziotti tengono il ragazzo fermo, afferrandolo per le mani, per poi tenerlo a terra come se avessero catturato un terrorista. Un ispettore di nome Michael (36) si propone di entrare nella camera del ragazzo per cercare i soldi rubati. Ha controllato dappertutto: bagno, armadio, letto, sotto il letto e anche sul comodino. Proprio in quel comodino ha trovato la poesia di Arianna; gli sembra di riconoscere il nome e cognome della ragazza, segnato sotto il titolo. Invece gli altri poliziotti hanno trovato dei soldi in contanti e carte di credito nella stanza della madre, sotto il suo materasso. Mentre portano via tutti i soldi rubati dai rom, l’ispettore ordina alla sua squadra di portare Remus in centrale insieme alla sua famiglia. Intanto Michael comincia a telefonare a Vittorio, che conosce da moltissimi anni, dicendogli che dovrebbero parlare di sua figlia.

Mentre Arianna sta cercando di far addormentare Silvia (per farsi perdonare per averla trascurata negli ultimi giorni), Vittorio la chiama dall’ingresso per poi picchiarla. Poi l’uomo le mostra con sgomento la poesia e le chiede: << C’hai scopato con quello zingaro? Rispondimi, cazzo! >>. Appena Arianna gli dice la verità, Vittorio continua a picchiarla dicendole di essere “una puttana come sua madre”; ma la ragazza, vincendo la paura che ha nei suoi confronti, gli dice che fin da quando erano sposati era sempre stato un marito e un padre di merda, e che per questo meritava di essere tradito. A causa di quel colpo basso, Vittorio straccia la poesia facendola a pezzettini e la obbliga a prendere le sue cose e ad andarsene di casa. E non le permette neanche di salutare la povera Silvia, che si sente strappata dalla sua adorata sorella.

La ragazza poi chiede a Fabio, il suo collega della libreria, se può ospitarla a casa sua, fino a quando non risolverà la faccenda, sapendo che a casa di Remus non sarebbe stata la benvenuta. Appena entrata nella casa del suo collega, Arianna si accorge che lui era in compagnia di un ragazzo più giovane, ed è rimasta sorpresa di scoprire che Fabio è gay. Arianna poi gli racconta quello che è successo a casa di suo padre. Però sarà Fabio a dirle dell’arresto di Remus e della sua famiglia, visto che Arianna non ne era a conoscenza. La ragazza in fondo ha capito il motivo di quel comportamento strano di Ghera e Alexandru, quando l’hanno vista a casa loro, ma è convinta che almeno Remus sia innocente. Però Fabio, anche se non mette in dubbio la sicurezza di Arianna, cerca di farla ragionare sul fatto che loro due si conoscono da pochi mesi e che hanno fatto l’amore soltanto una volta, chiedendole di fare comunque attenzione. Leggendo sui giornali si viene a conoscenza che l’inizio del processo sarebbe avvenuto la settimana a venire.

Arianna poi va a trovare Remus in carcere, e quasi non lo riconosce. E’ chiuso lì da pochi giorni e già si sente peggio rispetto a quando andava a pulire i bagni pubblici. Arianna gli dice che suo padre l’ha cacciata di casa e che si sente libera. Poi gli rivela anche che lo stesso Vittorio, grazie alle sue conoscenze in tribunale, ha convinto la corte a non chiamarla a testimoniare per evitare un certo scandalo. Arianna non solo è convinta che lui sia innocente, ma crede che lui non le abbia mai detto dei furti commessi da sua madre e da suo fratello, perché temeva di spaventarla come quella volta al cinema, e che lui stesso si vergognava di loro. Però Remus, non sentendosi a posto con la coscienza, le rivela un’altra cosa che non le aveva mai detto: quando loro tre abitavano in quel capannone sulla Pontina, sua madre era rimasta vedova e aveva cominciato a rubare per mantenere se stessa e i suoi figli. E Remus, per dimostrare lealtà e amore nei confronti di sua madre, aveva deciso di partecipare anche lui a qualche furto. In quel periodo Remus aveva nove anni, e Alexandru (che fra loro due è sempre stato il più astuto) gli aveva insegnato qualche “trucco del mestiere”. Ma fino ad un anno prima delle vicende narrate, una volta trasferiti a Latina, Remus ha deciso di lavorare seriamente, cominciando ad aiutare suo zio in officina. Però Arianna ritiene che questo segreto sia più imperdonabile rispetto a tutti gli altri, e per questo decide di lasciarlo.

Nel tribunale della città sono venute a testimoniare alcune vittime degli accusati, oltre alla coppia che loro hanno rapinato alla stazione Termini. Tutti i testimoni hanno raccontato più o meno la stessa versione, secondo la quale Ghera aveva attirato le persone in un parcheggio isolato spacciandosi per una tassista da servizio veloce, per poi essere colti di sorpresa dal figlio maggiore armato di coltellino. Poi viene fuori anche il coinvolgimento di Remus nelle rapine in tenera età. Fin dall’arresto Remus ha sempre detto che di recente non aveva commesso nessun furto, ma essendo obbligato a dire la verità, ammette di aver sempre saputo che la sua famiglia continuava a rubare, e che sua madre aveva perso l’ultimo lavoro perché aveva rubato dei gioielli alla padrona di casa. Il ragazzo si accorge che Arianna, nonostante abbia detto di non volerlo più rivedere, ha assistito alla sua testimonianza.

Appena la corte viene aggiornata, gli avvocati d’ufficio richiedono una sorta di doppio patteggiamento, che consiste sia per Ghera che per Alexandru in una condanna di tre anni con una multa di trecento euro; mentre per Remus si è pensato ad una pena breve di un anno, con il pagamento della stessa multa. Quel doppio patteggiamento alla fine viene approvato dal giudice e tutti e tre vengono condannati. Il verdetto ha suscitato dei pareri contrastanti fra i cittadini di Latina e le vittime dei furti, che continuano a vivere nella paura nei confronti dei rom (o degli “zingari”).

Passata qualche settimana dal processo, Remus cerca di contattare ancora una volta Arianna, mentre sta lavorando in libreria, per convincerla ad andare da lui, poiché avrebbe dovuto dirle una cosa importante. Dopo molte insistenze la ragazza cede e torna in carcere per fargli visita.

Ma prima di entrare, Arianna incrocia una guardia che le riconsegna il libro di Ammaniti, aggiungendo che l’internato aveva finito di leggerlo due giorni prima dell’arrivo della ragazza.

Remus, appena incrocia lo sguardo di Arianna attraverso il plexiglass, sembra molto felice che lei abbia accettato di rivederlo. La ragazza invece ammette di aver voluto essere altrove, ma comunque lo ringrazia per averle “ridato” il suo libro. Ma Remus le dice che non l’ha chiamata solo per il libro, ma le propone addirittura di lasciare la città, tutti e due insieme, appena il ragazzo avrà finito di scontare la sua pena. Arianna è alquanto sconcertata da tale proposta. Lei gli dice che questa idea è irrealizzabile, per il solo fatto che entrambi non hanno un soldo, e che si conoscono da poco tempo. E poi Arianna non è intenzionata ad abbandonare Silvia. Però Remus le ricorda che non è sua madre, e che crescerla non è una sua responsabilità, ma Arianna non vuole farlo solo perché l’aveva promesso a sua madre, ma perché è stata anche una sua scelta. Quindi Arianna non è affatto intenzionata ad aspettarlo per un anno, per poi scappare dalla città. << E quindi non mi ami? >>, e Arianna risponde: << Non è questo il punto. Ti sto dicendo di essere realista >>. Remus poi le chiede: << Perciò tutto questo tempo insieme per te non ha significato nulla? >>; Arianna ormai è confusa, non sa trovare una risposta, nemmeno quando lui continua a dirle: << Ti amo >>, e quindi la ragazza esce dall’area delle visite senza guardare indietro.

Appena Arianna si allontana dal carcere, portandosi dietro il libro di Ammaniti, si lascia andare ad un pianto liberatorio, sentendo sulle sue spalle il peso della scelta che ha fatto.

Dopo un anno, è tornata la primavera a Latina. Arianna non ha mai smesso di rivedere la piccola Silvia, mentre i suoi rapporti con il padre ormai si sono raffreddati. Però sappiamo che lei ha finalmente realizzato il suo sogno d’iscriversi alla facoltà di Lettere, facendo avanti e indietro tra Roma e Latina tutte le mattine, e portando sempre con sé una borsa con il marchio de La Sapienza; e ogni volta che prende l’autobus che parte dalla stazione di Latina Scalo fino alle autolinee, trova sempre il tempo di fare una telefonata alla sua sorellina, raccontandole tutto ciò che riguarda la scuola e l’università. Da quando Arianna se n’era andata via di casa, Silvia non fa altro che chiederle se sarebbe tornata, ma la ragazza continua a dirle che si sarebbero rincontrate presto per fare una passeggiata al mare. In quel periodo, Arianna ha continuato a lavorare in libreria, e non solo, ha anche trovato un posto come cameriera in un pub, che la impegna tutte le sere. Tutto questo lo fa per pagarsi gli studi.

Subito dopo essere rientrata a casa di Fabio, Arianna riceve una lettera da Remus, che le rivela di essere uscito dal carcere ormai da tre giorni (e di essere riuscito comunque a diplomarsi, grazie a tutto quello che la ragazza gli aveva insegnato), e che fra non molto sarebbe partito per il nord, dove un suo amico lo avrebbe ospitato. Ed essendo convinto che lei non lo avrebbe seguito, il ragazzo le dice che vorrebbe salutarla per un’ultima volta, comunicandole la data e l’orario della sua partenza. Ad Arianna è bastata solo quella lettera a rimettere in discussione la sua vita.

Nelle prime ore del pomeriggio, rivediamo Arianna nello stesso cinema dove era andata con Remus; ma stavolta viene accompagnata da un altro ragazzo col quale sta uscendo da qualche settimana. Durante la visione del film però, Arianna non fa altro che guardare l’ora sul display del suo cellulare, pensando che Remus possa partire fra un momento e l’altro.

Infatti il giovane rom si trova nei pressi delle autolinee con un borsone, girandosi intorno nella speranza di rivedere Arianna, fino a quando deve proprio salire sull’autobus che lo avrebbe accompagnato alla stazione.

Arrivato lì, Remus scopre che il suo treno sarebbe arrivato con cinque minuti di ritardo; e proprio lì ritrova con sorpresa Arianna. Entrambi sono contenti di ritrovarsi; ma lei gli dice che è venuta per regalarle uno dei suoi libri preferiti: Gente di Dublino di James Joyce, con un segnalibro fermo sull’incipit del famoso racconto Eveline, la cui vicenda ad Arianna ha fatto pensare proprio a quella di loro due. E poi gli riconsegna una nuova copia de << La Ballata dello Zingaro >>, che sarà pubblicata prossimamente su una rivista letteraria. Remus invece le promette che appena si sarà sistemato frequenterà un corso di recitazione. In quel momento Arianna è riuscita a confessargli che anche lei lo ha amato tanto. Appena si sono dati il loro ultimo bacio, Arianna rimane con Remus fino a quando egli non sale sul treno che lo avrebbe fatto allontanare dalla città.


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