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Il giardino non (1973)

di Vincenzo Corsaro
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Pubblicato il 22/01/2021 17:46:30

(Non sempre le cose sono come sembrano)

 

Mi trovo in un meraviglioso giardino dove ogni albero non è un albero, ma una dolce creatura pura, bella, splendente. Vi sono dei bellissimi fiori di cristallo con foglie di vetro. Al centro c'è una meravigliosa fontana da dove zampilla non acqua, ma amore, gioia, felicità e tante stupende creature fanno il bagno. Poi, da quei non-alberi si sprigiona un profumo così soave da farmi dimenticare ciò che succede al di là del muro che cinge quel Paradiso... Mentre vado in giro m'accorgo che cammino su un velluto soffice, color rosso sangue che mi dà una strana sensazione... quel rosso sembra il sangue delle vittime che sono state uccise nell'altro mondo. Guardo quelle delicate creature... sembrano invitare all'amore, ma un amore puro, sincero, delicato. In quel giardino dimentico tutto... la sporcizia, il lordume, l'egoismo umano che sono al di là del muro. Però è strano, in quel giardino non vedo uomini, ma animali piccoli e bellissimi, no, ci sono tutti, anche quelli grandi. Però gli uomini no, perchè loro non sono degni di entrare in quel paradiso, a loro la porta è chiusa, entreranno solo quando avranno finito di fare del male. Quel giardino sembra un mondo a sè, lontano dalla reltà, lontano da tutto e da tutti, sperduto nell'immenso cosmo fra le stelle che gli girano attorno formando una corona di fuoco ad indicare la purezza, perchè lì è tutto puro, non esiste il male. All'improvviso vedo una casa, una casa diversa dalle altre... è inutile che mi sforzi a cercare aggettivi perchè non ne troverò mai per definire quel maestoso ma allo stesso tempo semplice palazzo. Mi avvicino, emana una luce talmente forte che a mala pena riesco a tenere gli occhi aperti. Ad un tratto quella luce s'affievolisce e ad una finestra vedo una deliziosa fanciulla che parla con delle farfalle di velluto. Non mi ha ancora visto, è bellissima. Ma appena s'accorge di me scappa, forse ha avuto paura prchè non ha mai visto un uomo. E d'improvviso s'ode una dolce melodia e tutto sembra muoversi al ritmo di quella inebriante musica. M'accorgo di voler bene a quel meraviglioso angelo che adesso s'avvicina piano verso me, mi guarda con stupore, con interesse, con diffidenza, ma subito dopo mi sorride, mi porge la mano e mi porta con sè nel palazzo... Non credo ai miei occhi! sulle scale v'è un uomo! un uomo qui, ma è assurdo, pazzesco, impossibile. Ma...un momento, lei, lei ha paura di quell'uomo, perchè? Quell'uomo mi guarda con odio, io guardo lei che piange in un angolo, riguardo lui che mi fissa, dai suoi occhi si sprigiona un male al quale non posso resistere. Ritorno nel giardino... Oh!... è tutto cambiato, è orribile, i miei occhi soffrono a veder ciò che è davanti a loro! Gli alberi!... sono diversi, sono dei vecchi decrepiti, con la carne a brandelli che lascia vedere le ossa. Sanno di sporco, sono orrendi, schifosi. La fontana!... adesso zampilla sangue, sangue umano! delle streghe vi fanno il bagno, è disgustoso! Dai fiori, che adesso sono secchi e fradici, si sprigiona un lezzo insopportabile. Il velluto su cui camminavo adesso è veramente sangue, da dove insieme al vapore salgono grida di sofferenza, di pietà, urla che non posso udire! Gli animali sono diventati dei mostri orrendi che sembrano ghermire. Mentre fuggo odo il pianto d'una ragazza che soffre, soffre perchè non è libera, è schiava di quell'uomo, ma so che mi dimenticherà, mentre io...

(1973)


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