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Mutomutas


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Pubblicato il 15/06/2020 12:00:00

 

5

 

un dolore inamovibile trapelava dai loro silenzi

 

avevano combattuto l’irrimediabile

perfino contro la loro volontà

in continuo attrito commossi

si agitavano allo sguardo del male

cupi sui volti imploravano.

 

non si scherza sul dolore

 

il silenzio si propagava nei fiumi sotterranei

irrequieti i loro corpi preziosi sfocati

mordevano il tormento della paura.

 

isolati dal resto del mondo

nella stanza vuota le finestre senza tende

anarchici sognatori parlavano di politica

delle menzogne falsificazioni violenze

del fanatismo religioso

 

raccontavano le dinamiche dell’amore

il fastidio il sospetto la fiducia

l’indifferenza la nostalgia e il tradimento

dell’umano tempo.

 

non potete continuare a rintanarvi qua dentro

 

la membrana della speranza partoriva

confusa sogni di libertà nella camera

dei lugubri meschini traditori

sdraiati nei letti di uno squallido albergo

piena di emozione sussurrava capsule di messaggi

rivolti al futuro aperto non più ingabbiato.

 

ascoltavano le loro voci nel silenzio

 

timidissimi esausti supini

di giorno deglutivano le favole

di notte respiravano odori di messaggi.

 

erano fuggiti sporchi di terra per difendere

la ragion d’essere dalle minacce di morte

dai fantasmi dei giganti dell’economia

dalle illusioni dell’età dell’oro

dai custodi del crimine pensiero

dal secolo dello sterminio

per vivere con gli occhi aperti l’uomo nuovo.

 

ci sarà un giorno dove tutto

ci sembrerà possibile

 

non si scherza sull’altrui dolore

 

 

 

16.

 

un pesce uscito dal mare racconta

il racconto delle ceneri del mondo

si interessa di storia di scienze

il pesce di arte dell’esistenza

esposto all’azoto all’ossigeno

di ogni progresso tecnico il

si costruisce la tana dell’esperienza per esistere

disteso su antichi edifici commenta

 

Vissero i fiori e l’erbe, vissero i boschi un dì

 

nella terra abitata dalla civiltà tecnologica

l’inutile espande l’idea dell’inutile

schifezze incancrenite deterse

abbassano il volume del cantico dei cantici

sparita l’aurora nella melma nera

camuffano un inferno di paradiso

polveri sottili svolazzano nel vento

l’iPhone ormai di casa

si perde nella mente e nel corpo

il liquido del virtuale diventa naturale

genera gioco spettacolo illusioni ammalia

l’intelligenza artificiale degli umani

diverte conforta emoziona

migra oltre la nuova frontiera

 

Vissero i fiori e l’erbe, vissero i boschi un dì

 

l’epoca del perverso gioco del condivisibile

dilaga nel circuito radioattivo del nostro cervello

colonizza programma addomestica

elettrizza la civiltà dei marziani

un mondo senza prima e senza dopo

ci sei dentro ci siamo dentro

meraviglioso interagire con gli altri

ha un peso occupa lo spazio è un non luogo

la nuova favola testimonia un mondo

a trazione diretta viaggia

nell’individuo nel suo andare

 

Vissero i fiori e l’erbe, vissero i boschi un dì

 

i mitomani del business bruciano il tutto

inesorabili occupano lo spazio dell’essere

generano caos disperdono energie

sacralizzano l’orrore il potere il mentire

vendersi al potere di turno

spalanchiamo le finestre cambiamo l’aria

 

Vissero i fiori e l’erbe, vissero i boschi un dì

 

la perversa giornata tossica corrode lo spirito

in festa il suono delle trombe la rivolta

aborro le sbrindellate vesti nere

l’imprevedibile maschera di ferro esplode

grido noi con tutto il fiato

dalla terra spuntano fiori nuovi erbe nuove

fantastico mondi con più luce

rimbalzano pezzi di vita nei sogni

raccolgo la memoria delle foglie morte in autunno

guardo ascolto tocco per la ragione

cantami l’amore Mariù

 

 

[ da Mutomutas, Oronzo Liuzzi, Musicaos Editore ]

 

 


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